Scontro sul nuovo fuorigioco: FIFA isolata, opposizione da UEFA e UK

Il progetto della FIFA per riformare il fuorigioco trova l’opposizione compatta delle federazioni britanniche e della UEFA. Mancano i voti necessari per l’approvazione all’IFAB, mentre si cerca una soluzione di compromesso.

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Il piano della FIFA per riscrivere la regola del fuorigioco si trova al centro di un acceso dibattito tra le principali istituzioni del calcio internazionale. L’organismo guidato da Gianni Infantino spinge per una modifica radicale: l’introduzione del concetto di “luce” tra attaccante e difensore, secondo la visione promossa da Arsène Wenger, attuale direttore dello sviluppo globale del calcio FIFA. Tuttavia, la proposta non ha raccolto i consensi necessari, scontrandosi con le posizioni più conservatrici di UEFA e delle quattro federazioni calcistiche britanniche.

La cosiddetta Regola Wenger, che prevede che un attaccante non sia considerato in fuorigioco se una parte del suo corpo con cui può segnare si trova sulla stessa linea dell’ultimo difendente, intende riequilibrare il vantaggio tattico, secondo la FIFA, oggi troppo sbilanciato verso le difese. Tuttavia, le federazioni di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord temono che il nuovo criterio possa snaturare il gioco, costringendo le difese a schierarsi più basse e riducendo così lo spettacolo.

All’interno dell’International Football Association Board (IFAB), l’organo responsabile delle regole del gioco, la FIFA detiene quattro voti su otto. Le altre quattro preferenze spettano alle federazioni britanniche, che finora si sono dimostrate compatte nel loro rifiuto alla riforma. Per approvare qualsiasi modifica sono necessari sei voti, e allo stato attuale il progetto della FIFA non raggiungerebbe la soglia richiesta. Anche la UEFA, attraverso il presidente Aleksander Ceferin, ha espresso scetticismo.

Si lavora quindi a una possibile mediazione, basata su un’interpretazione meno radicale del fuorigioco. Una delle ipotesi allo studio prevede di considerare in posizione irregolare solo il busto dell’attaccante oltre l’ultimo difensore, escludendo piedi, gambe e testa. Questa soluzione permetterebbe di evitare l’adozione completa del concetto di luce, che secondo alcuni esperti offrirebbe fino a due metri di vantaggio agli attaccanti, con un impatto considerevole sulla strategia difensiva.

Nel frattempo, l’uso della tecnologia ha già introdotto alcuni adattamenti. In Premier League, ad esempio, il fuorigioco semiautomatico implementa una tolleranza di 5 centimetri per evitare che le decisioni arbitrali penalizzino eccessivamente gli attaccanti per casi limite. Tuttavia, la FIFA non sostiene questa metodologia, ritenendola non in linea con la propria visione di uniformità e precisione arbitrale.

Qualsiasi eventuale cambiamento non entrerà in vigore prima del Mondiale 2026, sia per l’iter decisionale sia per la necessità di una fase di sperimentazione ufficiale. E anche su questo punto emergono difficoltà: la FIFA starebbe incontrando resistenze per ottenere l’autorizzazione a testare la nuova regola sul campo.

Anche all’interno della stessa FIFA si sono levate voci prudenti. Victor Montagliani, vicepresidente dell’organizzazione e presidente della CONCACAF, ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio per evitare derive ultra-difensive o eccessivamente sbilanciate in attacco. Un altro nome influente, David Elleray, ex arbitro e attuale direttore tecnico dell’IFAB, ha suggerito come compromesso proprio l’adozione del busto come riferimento per stabilire la posizione di fuorigioco.

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