Serie A, 10° giornata: il Como incarta il Napoli, al Milan il big match contro la Roma

l’Inter passa all’ultimo secondo, buona prova della Juve alla prima di Spalletti, sprofonda la Fiorentina che perde con il Lecce e va al penultimo posto

Udinese-Atalanta  1-0

L’Atalanta cade per la prima volta in questa Serie A, sconfitta 1-0 dall’Udinese al Bluenergy Stadium.

Nel primo tempo ci sono delle buone trame per l’Udinese, che si rende pericolosa a più riprese con Zaniolo e poi con Atta, che sfiora il vantaggio con un tiro fuori di poco. L’episodio arriva al 40’ con Kamara che serve un pallone perfetto per Zaniolo che non sbaglia, lasciato colpevolmente libero in area.

Nella ripresa è ancora l’Udinese a rendersi pericolosa, poi la Dea reagisce con una punizione di Scamacca deviata che per poco non fa centro.

Juric prova a cambiare l’inerzia della gara inserendo Krstovic e Lookman ma anche i cambi offensivi non incidono e l’assalto finale della Dea si rivela disordinato e improduttivo.

 

Napoli-Como  0-0

Il Napoli rallenta la sua corsa in campionato, frenato sullo 0-0 da un Como compatto e organizzato, capace non solo di resistere agli attacchi dei padroni di casa, ma anche di rendersi pericoloso.

A metà del primo tempo, Morata si invola verso la porta e, atterrato da Milinkovic-Savic in area, si conquista il rigore.

 

 

Dal dischetto, però, lo stesso Morata si incarica della battuta, ma spreca tutto calciando debolmente e permettendo a Milinkovic-Savic di arrivarci senza troppi problemi. Per il portiere serbo è il secondo rigore parato consecutivo, dopo quello respinto a Camarda nel match contro il Lecce.

Nel secondo tempo, gli azzurri alzano il ritmo, cercando insistentemente il gol. McTominay ci prova di testa, poi Politano mette in difficoltà la difesa lariana con un paio di conclusioni insidiose. Anche il Como può contare su un Butez in grande giornata, molto reattivo su tutte le situazioni pericolose dei partenopei.

Anche con il pareggio gli azzurri rimangono in testa alla classifica, mentre dall’altra parte il Como si conferma una delle sorprese più solide del campionato, capace di fermare un’altra big dopo prestazioni già convincenti in stagione.

 

Cremonese-Juventus  1-2

Luciano Spalletti comincia nel migliore dei modi la sua avventura sulla panchina della Juventus, guidando i bianconeri al successo allo Zini contro la Cremonese.

La sfida si sblocca immediatamente: dopo pochi secondi, Kostic deposita in rete un pallone vagante, nato da un rimpallo su Vandeputte, e porta avanti i suoi.

La Juve mantiene il controllo per gran parte del primo tempo, con i ragazzi di Nicola che faticano a trovare spazi e soluzioni offensive. Locatelli sfiora il raddoppio con un tiro deviato da Audero sul palo, ma il punteggio resta sullo 0-1 all’intervallo.

 

 

Nella ripresa, la Juventus colpisce ancora al 68’ con Cambiaso, abile a concludere di sinistro un’azione manovrata e a superare Audero per lo 0-2.

Il gol sembra chiudere definitivamente i conti, ma all’83’ Vardy riapre la partita con una giocata da veterano, vince un contrasto fisico con Gatti e beffa Di Gregorio con un rasoterra preciso.

La Cremonese, spinta dal pubblico dello Zini, si riversa in avanti nel finale con generosità, mettendo sotto pressione la retroguardia juventina, ma non riesce a trovare il pareggio.

I grigiorossi incassano così la prima sconfitta casalinga della stagione, senza però compromettere l’ottimo avvio di campionato.

Per Spalletti, invece, arriva un debutto vincente e incoraggiante, soprattutto considerando il poco tempo a disposizione per lavorare con la squadra. La Juventus conquista tre punti preziosi e apre un nuovo capitolo con più fiducia.

 

Hellas Verona-Inter  1-2

L’Inter conquista la seconda vittoria consecutiva in campionato, superando per 1-2 il Verona al Bentegodi in una gara più complicata del previsto e restando a un solo punto dalla vetta occupata dal Napoli. La partita si sblocca al 15’ con una prodezza di Zielinski, che colpisce al volo dal limite dell’area su schema da calcio d’angolo orchestrato da Calhanoglu.

Dopo il vantaggio, però, la squadra di Chivu abbassa i ritmi, controlla il possesso ma perde intensità. Il Verona approfitta del momento e al 40’ trova il pareggio con una gran conclusione di Giovane, che sorprende Sommer con un destro preciso. Poco dopo, Orban sfiora addirittura il sorpasso, colpendo un palo che fa tremare i nerazzurri.

Nella ripresa, gli ingressi di Dumfries, Esposito, Barella e Dimarco cambiano il match, nel tentativo di aumentare la spinta offensiva.

I nerazzurri si riversano in avanti, ma l’Hellas si difende con ordine, rischiando poco e provando a pungere in contropiede.

 

 

Quando il pareggio sembra ormai inevitabile, arriva l’episodio decisivo: in pieno recupero, Barella mette un pallone in mezzo, che viene deviato in modo fortuito da Frese nella propria porta. Montipò, spiazzato, non riesce a intervenire, e l’Inter trova il gol della vittoria proprio all’ultimo respiro.

Il successo permette all’Inter di mantenere il passo del Napoli, mentre il Verona resta invischiato nella zona retrocessione, col rammarico di aver sfiorato un colpo importante.

 

Pisa-Torino  2-2

Il Torino evita la sconfitta rimontando da 0-2 a 2-2 contro il Pisa, che vede sfumare ancora una volta il primo successo stagionale.

Il match si accende fin dai primi minuti, con i toscani che partono forte: al 13’, Akinsanmiro centra una traversa clamorosa, ma nell’azione successiva Moreo sblocca la gara con un bel sinistro al volo, trovando così il suo primo gol in Serie A.

I granata provano a reagire, ma al 29’ arriva il raddoppio degli ospiti: Casadei commette fallo su Vural in area, e dal dischetto Moreo firma la doppietta personale, portando il Pisa sullo 0-2. Il Torino, però, non si arrende e nel finale del primo tempo costruisce la rimonta: al 42’ Simeone accorcia con un colpo di testa morbido, mentre al 48’ Adams controlla un cross di Lazaro e fulmina il portiere con un potente tiro sotto la traversa.

Il primo tempo si chiude in parità e con l’espulsione di Baroni per proteste. Nella ripresa i ritmi calano sensibilmente, con entrambe le squadre più caute e frenate dalla paura di perdere.

Nonostante qualche tentativo isolato, il risultato non cambia e il match si chiude sul 2-2, lasciando l’amaro in bocca soprattutto al Pisa per il doppio vantaggio sciupato.

 

Fiorentina-Lecce  0-1

La Fiorentina incassa un’altra sconfitta, cadendo in casa per 0-1 contro un Lecce solido e cinico, che sfrutta un errore difensivo per sbloccare il match e poi resiste fino alla fine senza rischiare troppo.

I viola partono con buon ritmo ma non riescono a creare vere occasioni da gol, faticando a trovare spazi tra le maglie strette dei giallorossi.

L’episodio chiave arriva al 23’, quando una palla persa davanti all’area costa carissima ai padroni di casa: Berisha recupera, serve Morente che crossa di prima intenzione e trova lo stesso Berisha pronto alla chiusura del triangolo e alla rete da pochi passi, per lo 0-1 che spezza l’equilibrio.

Da quel momento, il Lecce si compatta e controlla senza affanni, chiudendo il primo tempo in vantaggio. Nella ripresa Pioli rivoluziona il centrocampo, inserendo Gudmundsson e Piccoli per aumentare il peso offensivo, ma la manovra viola resta prevedibile e priva di lucidità negli ultimi metri.

La difesa salentina regge senza concedere grandi opportunità e all’84’ l’episodio che potrebbe riaprire la gara viene cancellato dal Var: l’arbitro assegna un rigore per fallo di Pierotti su Ranieri, ma dopo la revisione il penalty viene annullato, tra le proteste vibranti della panchina gigliata.

Il Lecce resiste fino all’ultimo e conquista così tre punti d’oro, salendo a quota 9 e allontanandosi dalla zona calda. La Fiorentina, invece, resta ferma a 4 punti, con una crisi di risultati e un Pioli sempre più a rischio esonero.

 

Parma-Bologna  1-3

Il Bologna centra la terza vittoria nelle ultime cinque giornate, confermando ambizioni da zona Europa e raggiungendo la Juventus a quota 18 punti.

L’avvio è tutto per il Parma che passa in vantaggio con Bernabé approfittando di un rimpallo fortunato dopo il rinvio di Suzuki.

Nonostante l’assenza in panchina di Vincenzo Italiano, i rossoblù reagiscono subito e prendono il controllo del gioco. Orsolini e Odgaard vanno vicini al gol, ma è Castro a pareggiare al 17’ su assist di Holm, riportando in equilibrio la gara e spegnendo l’entusiasmo del pubblico.

Da quel momento, il piano-partita del Parma si sgretola: Estevez e Circati si infortunano, costringendo Cuesta a usare due slot per i cambi, e al 35’ Ordoñez lascia anche i suoi in dieci per doppia ammonizione. Il Bologna spinge e sfiora l’1-2 con Odgaard e Rowe prima dell’intervallo.

Nella ripresa, i rossoblù aumentano la pressione, forti della superiorità numerica, con Castro che colpisce l’esterno della rete e Pobega che impegna la difesa avversaria.

Anche Freuler è costretto a uscire per un guaio muscolare, ma al 67’ arriva il meritato vantaggio: cross di Juan Miranda, disastro difensivo del Parma e doppietta personale di Castro.

Il Parma prova a reagire con una sola occasione per Cutrone, ma nel finale è dominio assoluto del Bologna: Dallinga colpisce una traversa e sfiora il gol in due occasioni, poi Juan Miranda chiude i conti al 91’ su assist di Cambiaghi, firmando il definitivo 1-3.

 

Milan-Roma  1-0

Il Milan supera la Roma 1-0 nel posticipo della decima giornata di Serie A e si avvicina al Napoli, ora distante solo un punto. A decidere il match è una rete di Pavlovic al 39’, al termine di un contropiede fulminante innescato da un recupero difensivo di Bartesaghi e rifinito da Leao, che serve al compagno un pallone solo da spingere in porta.

 

 

Nel primo tempo, però, è la Roma a comandare il gioco, approfittando di diversi errori in uscita del Milan. Cristante, El Ayanoui e Dybala sfiorano il vantaggio, ma manca la precisione sotto porta. I giallorossi perdono un po’ di fiducia dopo lo svantaggio, rischiano poi anche il bis proprio allo scadere, quando Fofana conclude a lato un’azione simile a quella del gol.

Nella ripresa, i rossoneri alzano il baricentro e va più volte vicino al raddoppio: Ricci e Fofana impegnano la difesa, poi è Nkunku a colpire il palo con una deviazione fortuita. Al 68’ Leao ha un’altra occasione d’oro, ma Hermoso salva sulla linea.

Gasperini tenta il tutto per tutto, inserendo Dovbyk per dare più peso all’attacco. Il centravanti ucraino si fa subito notare, servendo di sponda Pellegrini, che conquista una punizione dal limite. Sugli sviluppi dell’azione, Fofana commette fallo di mano in barriera e l’arbitro Guida assegna il rigore.

All’82’,Dybala si presenta dal dischetto ma trova un super Maignan, che salva il risultato con una parata decisiva.

Nel finale, la Roma continua a spingere cercando il pari, ma il Milan resiste con ordine e porta a casa tre punti pesantissimi per la classifica.

 

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