Serie A, 11° giornata: sonora battuta d’arresto per Napoli e Atalanta, Inter e Roma vanno al comando

La Dea crolla con il Sassuolo, il Bologna sogna la Champions e batte gli azzurri, molto bene Inter e Roma capoliste a pari merito, non ingranano Juve e Milan

Pisa-Cremonese  1-0

Il Pisa trova finalmente la sua prima vittoria in campionato, battendo la Cremonese per 1-0 all’Arena Garibaldi. La partita inizia con un buon ritmo da entrambe le parti, ma le occasioni nel primo tempo vengono vanificate da imprecisioni e interventi dei portieri, con Semper e Audero sugli scudi.

Nel secondo tempo, il Pisa perde Cuadrado per infortunio e reclama invano un calcio di rigore. Il nervosismo prende il sopravvento tra i nerazzurri, mentre la Cremonese colpisce una traversa con il solito Vazquez. L’infortunio di Akinsanmiro obbliga Gilardino a rivedere i piani, lasciando in campo Touré che si rivelerà poi decisivo.

Il match si sblocca al 75’: Tramoni entra con personalità e serve un cross perfetto per Touré, che svetta di testa e insacca. I grigiorossi tentano il forcing finale con gli ingressi di Vardy, Bonazzoli e Johnsen, ma rischiano addirittura di incassare il secondo gol, sfiorato da Canestrelli.

 

Como-Cagliari  0-0

Termina a reti inviolate la sfida tra Como e Cagliari al Sinigaglia, ma il risultato non rende merito ad una partita comunque godibile.

Nel primo tempo l’episodio più discusso arriva al 19’: Valle devia nella propria porta un controcross di Palestra, regalando momentaneamente il vantaggio al Cagliari. Il gol viene però annullato per posizione irregolare all’inizio dell’azione, cancellando l’autorete che avrebbe punito un grave errore difensivo del Como.

Nella seconda frazione, l’equilibrio viene mantenuto soprattutto grazie a Caprile, che si oppone con una serie di interventi strepitosi a alle conclusioni di Morata e Nico Paz.

Il Como fatica a concretizzare, e i cambi operati da Fabregas non incidono sullo sviluppo della gara né sul risultato.

Per il Como si tratta del secondo 0-0 consecutivo, con qualche perplessità che comincia a nascere sull’efficienza della fase offensiva dei lariani, con Morata e Douvikas ancora a secco.

Il Cagliari, dal canto suo, raccoglie un punto utile ma non torna alla vittoria, che manca ormai da metà settembre.

 

Lecce-Hellas Verona  0-0

Finisce a reti bianche anche la sfida del Via del Mare tra Lecce ed Hellas Verona, in una gara in cui le emozioni non sono mancate, ma in cui la precisione sotto porta è venuta a mancare.

Il Lecce parte meglio e crea le prime occasioni con Berisha e Tete Morente, che però vengono fermati dall’attenta retroguardia gialloblù.

La risposta dell’Hellas arriva con Belghali, che sfiora il palo con un tiro a giro. Poi Montipò si oppone a Banda, mentre dall’altra parte Falcone respinge una conclusione di Orban, mantenendo il punteggio sullo 0-0 fino all’intervallo.

Il momento chiave arriva nel secondo tempo, quando Abisso assegna un rigore al Lecce per un presunto fallo su Camarda. Il direttore di gara viene però richiamato al Var e, dopo il controllo, revoca il penalty giudicando regolare l’intervento di Bella-Kotchap, che prende prima il pallone e solo in un secondo momento colpisce l’attaccante.

Il finale non regala ulteriori emozioni e il punteggio resta invariato fino al triplice fischio. Per entrambe le squadre, un pareggio che serve più a non perdere che a rilanciarsi, e che lascia intatto il margine rispetto alla zona calda della classifica.

 

Juventus-Torino  0-0

Incredibile a dirsi ma finisce senza reti anche il derby della Mole tra Juventus e Torino all’Allianz Stadium.

Nel primo tempo è la Juve a dettare il ritmo: Locatelli e Conceiçao creano i primi pericoli, Vlahovic prova a stappare la gara con varie incursioni, ma Maripan è sempre vigile e attento.

Paleari è protagonista tra i pali, decisivo su Thuram e anche su Conceiçao, negando ai bianconeri il vantaggio nonostante una pressione costante e asfissiante.

 

 

Nel secondo tempo il copione cambia: il Torino alza il baricentro e la gara si fa meno a senso unico, con i bianconeri un po’ sulle gambe dopo le fatiche europee.

Le squadre si allungano e le occasioni si moltiplicano da entrambe le parti. Di Gregorio compie una parata miracolosa sul neoentrato Che Adams, mentre Paleari continua a respingere gli assalti juventini con interventi provvidenziali su David, McKennie e Yildiz.

Alla fine il risultato non si sblocca, nonostante le numerose chance e l’intensità del match. Il derby si chiude sullo 0-0, con i portieri protagonisti assoluti e un punto che lascia l’amaro in bocca soprattutto alla Juventus, padrona del campo soprattutto nella prima frazione.

 

Parma-Milan  2-2

Il Milan manca clamorosamente l’appuntamento con la vittoria, pareggiando 2-2 contro un Parma determinato e mai domo. Al Tardini, i rossoneri vanno avanti di due gol, ma si fanno rimontare dai ragazzi di Cuesta, capaci di non demoralizzarsi e di reagire con lucidità e qualità nei momenti chiave del match.

Il Parma parte con intensità nei primi minuti, ma è il Milan a sfondare per primo. Saelemaekers sblocca la gara al 12′ con un sinistro dalla distanza su assist di Leao, che guida una grande ripartenza. Poco dopo, il belga si rende di nuovo protagonista procurandosi il rigore che Leao trasforma al 25’ per lo 0-2. Il Milan sembra in controllo e sfiora il terzo gol con Nkunku, ma Suzuki si supera tenendo a galla i suoi.

Nel recupero del primo tempo, però, Bernabé accorcia le distanze con una splendida conclusione mancina a giro, che batte Maignan e riapre la gara proprio prima dell’intervallo. Il Parma ritrova fiducia e nella ripresa parte ancora all’attacco, mettendo subito in difficoltà la retroguardia rossonera.

Pellegrino colpisce il palo di testa al 61’, ma pochi secondi dopo arriva il pareggio: cross preciso di Britschgi e incornata vincente del capitano Delprato, che firma il 2-2.

Allegri prova a cambiare l’inerzia con l’ingresso di Pulisic, ma l’americano spreca al 76’ una clamorosa occasione su assist di Leao. Ancora più evidente l’errore di Saelemaekers all’82’, che salta Suzuki in contropiede ma calcia fuori sotto pressione di Sorensen.

Nel finale, Modric sfiora il colpo da tre punti, ma Suzuki riesce a salvare in extremis con un intervento peraltro non pulitissimo. Il Milan chiude con rammarico una partita che sembrava vinta, mentre il Parma festeggia un punto d’oro guadagnato con carattere e determinazione.

 

Atalanta-Sassuolo  0-3

Un incredibile Sassuolo espugna con autorità il Gewiss Stadium superando per 0-3 un’Atalanta irriconoscibile. I neroverdi gestiscono con intelligenza e sfruttano al meglio gli errori avversari, capitanati da un Berardi in versione deluxe, autore di due gol e un assist.

Nella prima frazione la Dea domina il possesso, ma la manovra è sempre lenta e prevedibile. Poche le vere occasioni: Lookman va vicino al gol al 9’, ma Idzes salva sulla linea, poi Zappacosta vede il proprio tiro respinto dal compagno Krstovic.

Il Sassuolo resta compatto e al 29’ colpisce: errore in disimpegno di Hien e Ahanor con Pinamonti che viene atterrato da Carnesecchi, il direttore di gara non può che indicare il dischetto. Berardi, freddissimo come al solito, firma lo 0-1.

 

 

Nella ripresa Juric inserisce De Ketelaere e Djimsiti, ma l’approccio è disastroso: Samardzic perde un pallone sanguinoso, Berardi inventa e serve Pinamonti che raddoppia con un destro a giro imprendibile.

L’Atalanta, ormai nel pallone, pochi minuti dopo subisce il colpo del definitivo ko: al 65’ è ancora Berardi a colpire, lanciato proprio da Thorstvedt in un clamoroso contropiede, firmando lo 0-3.

Nerazzurri mai veramente in partita, apparsi stanchi e confusi. Il Sassuolo, invece, si prende di forza i tre punti con una prestazione brillante, confermandosi squadra capace di colpire con cinismo e qualità.

 

Bologna-Napoli  2-0

Il primo tempo si gioca a ritmi alti, con grande pressing ma poche vere occasioni da gol. Il Bologna ci prova con Rowe e Dallinga, ma Milinkovic-Savic si oppone e il colpo di testa dell’olandese termina fuori. Sul fronte opposto, Hojlund ed Elmas tentano senza successo di sbloccare la gara.

La svolta arriva nella ripresa, quando Italiano inserisce Cambiaghi al posto di Rowe, uscito per infortunio. L’ex Empoli impiega pochissimo a lasciare il segno: al primo affondo serve un cross perfetto per Dallinga, che anticipa Rrahmani e infila Milinkovic-Savic sul primo palo per l’1-0 rossoblù.

 

 

Il vantaggio galvanizza i ragazzi di Italiano, che diventano padroni del campo: aggressività, equilibrio e precisione nelle giocate. Al 67’, Lucumì raddoppia di testa su azione d’angolo, mettendo in ghiaccio la sfida.

Nel finale la squadra di Conte tenta una reazione con maggiore spinta offensiva, ma il Bologna non si scompone e difende con ordine.

L’unico vero brivido arriva da un cross di Gutierrez che colpisce il palo, ma null’altro impensierisce il debuttante tra i pali Pessina, subentrato a Skorupski per infortunio. Un successo netto quello dei rossoblù, legittimato dalla prestazione e dalla gestione impeccabile del secondo tempo.

 

Genoa-Fiorentina  2-2

Partenza decisa dei viola, che provano a imporre il ritmo nei primi minuti, ma è il Genoa a colpire per primo: al 15’  una punizione perfetta di Martin favorisce l’incornata vincente di Ostigard, che sblocca il punteggio da pochi passi.

La reazione della Fiorentina è immediata: fallo di mano di Colombo su un corner e rigore trasformato da Gudmundsson al 20’, ex della partita, per il momentaneo 1-1.

Il primo tempo si chiude in equilibrio, ma i rossoblù sfiorano il nuovo vantaggio prima dell’intervallo. A inizio ripresa arriva una grande occasione per il Genoa: rigore assegnato per un tocco di mano di Ranieri, ma Colombo si fa ipnotizzare da De Gea, che tiene a galla la Fiorentina con un intervento decisivo.

La Viola trova il vantaggio al 57’ con una splendida azione corale: Piccoli avvia l’azione, Gudmundsson rifinisce e Sohm restituisce al numero 9, che batte Leali per l’1-2.

Anche stavolta la replica, stavolta del Genoa, non si fa attendere: su una nuova punizione di Martin, De Gea anticipa Ostigard, ma dopo una mischia in area Colombo trova il gol del pareggio riscattandosi per il rigore fallito.

Nel finale la partita perde un po’ di ritmo, ma il Genoa sfiora il colpo grosso nei minuti di recupero con Masini, che va vicino al 3-2.

Alla fine è un punto per parte: Vanoli e De Rossi debuttano con un pareggio, ma la Fiorentina resta ancora senza vittorie e fanalino di coda del campionato con soli 5 punti.

 

Roma-Udinese  2-0

Nel primo tempo è dominio giallorosso, con Celik e Cristante pericolosi a più riprese. L’Udinese inizialmente si limita a contenere e prova a pungere solo in contropiede: l’occasione migliore capita ad Atta, che spreca con un diagonale largo.

 

 

Il vantaggio giallorosso arriva su calcio di rigore: Kamara tocca il pallone col braccio dopo un cross di Mancini, un contatto sfuggito ai giocatori, ma non al Var. Collu, dopo la revisione, assegna il penalty che Pellegrini trasforma con freddezza, spiazzando Okoye.

Poco prima del gol, Dovbyk è costretto al cambio per un problema all’anca, aggiungendosi alla lunga lista di indisponibili in attacco insieme a Dybala, Ferguson e Bailey. Al suo posto entra Baldanzi.

Nella ripresa la Roma raddoppia al 61’ con Celik, bravo a scambiare con Mancini e a concludere con precisione, siglando il suo primo gol in Serie A.

I giallorossi abbassano leggermente l’intensità e l’Udinese prova a rientrare in partita, ma trova sulla sua strada uno Svilar in serata di grazia. Il portiere serbo salva su Zaniolo in uscita bassa e subito dopo nega il gol anche a Bayo con una parata prodigiosa.

Nel finale i friulani sfiorano ancora il gol della bandiera: Atta colpisce il palo all’89’ con Svilar battuto, ma la Roma resiste e porta la barca in porto senza subire reti. Con soli 5 gol incassati in 11 partite, la fase difensiva della squadra di Gasperini si conferma il vero punto di forza della squadra.

Con questa vittoria la Roma sale in vetta alla classifica a pari punti con l’Inter, ripartendo con un ottimo trend dopo la rimonta dello scorso anno con Ranieri.

 

Inter-Lazio  2-0

La gara si sblocca subito: al 2’, Lautaro Martinez recupera palla in zona offensiva e con un destro preciso all’incrocio fa subito esplodere San Siro.

Con il vantaggio in tasca, l’Inter gestisce il possesso con ordine, rallenta la pressione ma mantiene il controllo della partita.

La Lazio tenta una timida reazione con Isaksen e Zaccagni, ma non riesce mai a impensierire Sommer, restando in partita più per inerzia che per merito.

Nella ripresa arriva il raddoppio che chiude i giochi: Dimarco trova Bonny sul secondo palo, che si libera dalla marcatura di Romagnoli e firma il 2-0 con un tocco preciso.

I nerazzurri sfiorano anche il terzo gol con Zielinski, annullato per un tocco di mano. La Lazio, ormai rassegnata, colpisce una traversa con Gila nel finale, con il pallone che però non supera interamente la linea di porta.

Per i nerazzurri è una vittoria che chiude simbolicamente un conto in sospeso che avevano proprio contro la Lazio risalente allo scorso maggio, quando il pareggio per 2-2 impedì all’Inter di accorciare nella corsa scudetto contro il Napoli.

Oggi, invece, la squadra di Chivu dimostra forza, coesione e consapevolezza, consolidando meritatamente la propria leadership in campionato a pari punti, 24, con la Roma.

 

 

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