Serie A, 12° giornata: Roma e Milan al top, il Napoli si ritrova, ennesimo pareggio per la Juve

La Roma vince e guida la classifica, seria candidatura anche del Milan che piega l’Inter ed è secondo, successo importante del Napoli sulla Dea, continua la pareggite della Juve

Cagliari-Genoa  3-3

Cagliari e Genoa ci hanno regalato una delle partite più emozionanti di questa prima parte di campionato, chiudendo con un pirotecnico 3-3 all’Unipol Domus in un match che ha visto continui cambi di fronte, reti spettacolari, ribaltamenti di risultato e un’espulsione nei minuti finali.

Il vantaggio iniziale è arrivato al 18’ grazie a Vitinha, bravo a sfruttare un assist di Colombo e a battere Leali con un destro preciso.

Il pareggio del Cagliari non si è fatto attendere: al 33’, Borrelli ha trovato il gol del pari, con il pallone che, secondo la goal-line technology ha oltrepassato la linea.

Il primo tempo si è chiuso sul 2-2, grazie a un botta e risposta rapidissimo: Ostigard ha riportato avanti il Genoa, ma poco dopo Sebastiano Esposito ha rimesso tutto in parità, confermando il grande equilibrio in campo.

Lo spettacolo è continuato nella ripresa, al 60’ Borrelli ha siglato la doppietta personale, completando momentaneamente la rimonta del Cagliari con un colpo da vero centravanti.

Il Genoa ha risposto ancora: Martin ha trovato il definitivo 3-3 con un pallonetto beffardo, sorprendendo Caprile.

Nel finale, tensione in campo e cartellino rosso per Norton-Cuffy, che lascia il Genoa in dieci uomini nei minuti conclusivi.

Un punto che può dare comunque fiducia a De Rossi, sebbene la situazione in classifica resti complicata. Amarezza invece per Pisacane, che vede sfumare una vittoria importante tra le mura amiche dell’Unipol Domus.

 

Udinese-Bologna  0-3

Il Bologna espugna il Bluenergy Stadium con un netto 0-3 contro l’Udinese. La squadra di Italiano conferma il proprio stato di forma brillante e continua a sorprendere in questa prima parte di stagione.

Il primo tempo, nonostante finisca a reti inviolate, è tutto di marca rossoblù. L’occasione più importante arriva allo scadere della prima frazione, quando Ehizibue commette fallo di mano in area.

Dal dischetto va Orsolini, ma Okoye para il rigore e mantiene il pareggio. Pochi minuti dopo ancora Orsolini si vede annullare il gol del vantaggio per fuorigioco.

Nella ripresa il Bologna alza i ritmi e trova finalmente il vantaggio. È Orsolini a cambiare passo, diventando uomo assist per Pobega, che apre le marcature con un inserimento preciso.

Il centrocampista ex Milan si ripete poco dopo: Okoye sbaglia clamorosamente in uscita, regalando palla ancora a Pobega, che lo punisce con un sinistro diagonale per lo 0-2.

 

 

Nel finale, c’è spazio anche per il primo gol in rossoblù di Bernardeschi, che chiude i giochi con un perentorio 0-3.

Il Bologna si gode così un successo rotondo, confermando il grande lavoro di Italiano in panchina.

 

Fiorentina-Juventus  1-1

Vanoli, alla sua seconda uscita sulla panchina viola, sorprende inizialmente lasciando fuori Gudmundsson, schierando due prime punte come Kean e Piccoli.

Dall’altra parte, la Juventus ritrova Vlahovic titolare, supportato da Yildiz e McKennie. Dopo un avvio equilibrato, l’arbitro Doveri assegna un rigore ai bianconeri per una trattenuta di Pablo Marì su Vlahovic, ma il Var interviene per revocare la decisione, evidenziando che il serbo è il primo ad aver trattenuto la maglia.

Il clima si surriscalda sugli spalti e il match viene momentaneamente interrotto per cori discriminatori verso Vlahovic. Alla ripresa Kean centra la traversa dopo un’iniziativa personale, mentre poco dopo è Vlahovic a sprecare una clamorosa occasione, superando De Gea in uscita ma facendosi recuperare in extremis da Pongracic.

Proprio nel recupero del primo tempo, Kostic sblocca la gara con un gran sinistro da fuori, che sorprende un non irreprensibile De Gea.

 

 

Nella ripresa Vanoli cambia subito inserendo Fortini e la mossa si rivela efficace: dopo appena tre minuti, Mandragora pareggia i conti con una bordata dai 25 metri, con un Di Gregorio sorpreso.

La Fiorentina cresce e sfiora il raddoppio ancora con Kean, il cui tiro deviato finisce in corner.

Nel finale il ritmo cala ma, dopo l’ingresso di numerosi cambi, la Juve ha l’occasione per il colpaccio all’80’: McKennie colpisce di testa da posizione ravvicinata, ma De Gea si riscatta con una parata strepitosa sotto la traversa.

Non bastano, poi, gli ingressi di Conceicao, Openda e David per cambiare il risultato, la partita termina con un punto per parte, utile a muovere la classifica per la Fiorentina ma che lascia un po’ di amaro in bocca alla Juve per l’ennesimo pareggio conseguito.

 

Napoli-Atalanta  3-1

Il Napoli torna al successo superando l’Atalanta nel quarto anticipo del sabato, mettendo fine alle recenti tensioni. Al Maradona, la squadra di Antonio Conte domina il primo tempo con intensità, qualità e grande organizzazione offensiva, archiviando di fatto la pratica Dea già nei primi 45 minuti.

La partenza degli azzurri è travolgente, con Neres protagonista assoluto: l’esterno firma una doppietta al 17’ e al 38’, finalizzando due splendide azioni corali in velocità.

 

 

Prima dell’intervallo arriva anche il primo gol in maglia azzurra di Lang, che al 45’ sfrutta alla perfezione un’altra manovra fluida del Napoli per firmare il 3-0.

Nella ripresa l’Atalanta cambia volto grazie all’ingresso di Scamacca, che alza il baricentro dei nerazzurri e prova a riaprire la partita: al 53’ l’ex Roma segna una bellissima rete al volo, accorciando le distanze.

L’inerzia sembra cambiare e la Dea inizia un forcing offensivo, ma nonostante la pressione e diverse occasioni create, il Napoli resiste.

Per Palladino, subentrato in settimana, arriva una sconfitta al debutto, ma la prestazione del secondo tempo fa ben sperare.

Il Napoli, invece, manda segnali di ripresa, mostrando compattezza e cinismo, soprattutto nei primi 45 minuti.

 

Hellas Verona-Parma  1-2

Il Parma ottiene la prima vittoria esterna in campionato battendo l’Hellas Verona al Bentegodi al termine di un match nervoso e ricco di errori. La squadra di Zanetti resta ferma a zero successi, fanalino di coda della classifica insieme alla Fiorentina.

Il Verona parte meglio e trova il gol con Orban, annullato però per fuorigioco. Al 18’ il Parma colpisce: Sorensen centra la traversa e sulla ribattuta Pellegrino segna di testa sfruttando la difesa ferma e Montipò a terra.

Nel secondo tempo, il Verona aumenta la pressione: Mosquera serve Giovane per il momentaneo 1-1, approfittando di un errore di Keita. Ma all’80’ arriva il patatrac: lo stesso Giovane sbaglia un retropassaggio, Pellegrino intercetta e firma la sua doppietta con un pallonetto che vale il definitivo 1-2 per i ducali.

 

Cremonese-Roma  1-3

La Roma espugna lo Zini con un convincente 1-3 sulla Cremonese, consolidando il primato in classifica e confermando il proprio rendimento straordinario in trasferta: 12 vittorie in 15 gare esterne nel 2025, numeri da potenziale scudetto.

Nonostante il punteggio possa far pensare a un successo agevole, la sfida è tutt’altro che semplice, soprattutto nel primo tempo.

Dopo un avvio equilibrato, Soulé sblocca il match con una conclusione precisa dal limite, poi Svilar è determinante nel blindare il vantaggio con almeno due interventi decisivi.

Nella ripresa la Roma alza i giri del motore, aiutata anche dai cambi di un Gasperini nervoso e poi espulso. El Aynaoui serve l’assist per Ferguson, che sigla il 2-0 con un destro potente.

 

 

A partita ormai indirizzata, El Shaarawy manda in porta Wesley, che con un elegante pallonetto chiude i conti sullo 0-3, trasformando il finale in pura accademia.

L’unica macchia resta il gol subito da Folino nei minuti di recupero, che fa infuriare Svilar ma che diventa chiaramente ininfluente ai fini del risultato.

 

Lazio-Lecce  2-0

L’inizio è a favore del Lecce, che trova anche un gol con Sottil, annullato poi per fallo su Isaksen. Da quel momento in poi, però, i salentini si spengono, incapaci di tirare in porta per praticamente tutto il resto della gara.

La Lazio cresce progressivamente, prende in mano il gioco e alla mezz’ora sblocca la partita: Guendouzi firma l’1-0 con una spaccata su assist di Basic.

Nel secondo tempo, Di Francesco prova a cambiare assetto e inserisce forze offensive, ma la mossa non sortisce l’effetto sperato.

Anzi, è la Lazio a sfiorare il raddoppio con Dia, che segna ma si vede annullare il gol per una leggera spinta sul difensore giallorosso.

Falcone tiene a galla il Lecce con alcune parate decisive, ma non basta: Guendouzi e Zaccagni colpiscono entrambi il palo, con il Lecce che si spegne nel finale di gara.

Negli ultimi minuti i giallorossi si rendono pericolosi con Pierotti e Tiago Gabriel, ma è la Lazio a chiudere i giochi in contropiede: Provedel lancia Noslin, che supera Falcone e insacca per il definitivo 2-0.

Una vittoria importante per Sarri, che però perde Cataldi e Gila per infortunio. Il Lecce resta a quota 10 punti, con un margine di sicurezza sulla zona retrocessione, ma senza riuscire a giocarsi il match.

 

Inter-Milan  0-1

Il Milan fa suo il derby della Madonnina contro l’Inter, passando per 0-1 “di corto muso” come ama dire il tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri.

L’inizio è tutto a tinte nerazzurre, con l’Inter aggressiva fin dai primi minuti. Dopo 4’, Thuram sfiora il gol con una splendida girata di testa, ma Maignan compie un intervento miracoloso.

I rossoneri faticano a trovare ritmo, lasciando inizialmente l’iniziativa tutta in mano all’Inter, poi, con il passare dei minuti, anche il Milan comincia ad alzare il baricentro, pur senza mai creare veri pericoli.

Al 27’ l’Inter colpisce un palo con Acerbi, che senza marcatura colpisce il legno di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Al 37’ ancora Maignan si rende di nuovo protagonista, deviando sul palo un destro ravvicinato di Lautaro, ben servito da Thuram. Il Milan si fa vedere dalle parti di Sommer solo al 44’, quando Pulisic sfiora il gol con un tiro a giro dal limite.

 

 

Nella ripresa il copione non cambia, ma una ripartenza cambia il match: Calhanoglu perde palla, Saelemaekers calcia da fuori, Sommer respinge proprio sui piedi di Pulisic, che anticipa Akanji e firma l’1-0.

L’Inter accusa il colpo, ma ha una grande chance per pareggiare: il Var assegna un rigore per un fallo di Pavlovic su Thuram, ma Maignan, ancora miracoloso, para il tiro da dischetto non irresistibile di Calhanoglu, confermandosi man of the match per distacco.

Nel finale l’Inter le tenta tutte, buttando dentro Bonny e Pio Esposito, ma la difesa del Milan regge bene e non concede occasioni nitide.

Il triplice fischio decreta il trionfo degli uomini di Allegri, vittoria maturata per i rossoneri soprattutto grazie alla grandissima solidità difensiva, al cinismo e ad un portiere, Maignan, che si riconferma ancora una volta uno dei migliori su scala mondiale.

 

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