Como-Sassuolo 2-0
La squadra di Fabregas conferma il suo ottimo stato di forma contro un Sassuolo combattivo ma sconfitto. Al 14’ Douvikas, preferito a Morata, sblocca la gara con una rete nata da schema su calcio d’angolo, con assist di Caqueret.
Nonostante non sia andato a segno, Nico Paz è stato uno dei protagonisti della sfida, prima con una spettacolare rovesciata, respinta da Muric con un gran riflesso, poi fornendo l’assist del 2-0, firmato da Alberto Moreno al 54’.
Per il Sassuolo invece è stata una serata difficile su più fronti. Oltre a una prestazione opaca in attacco, i neroverdi hanno perso nuovamente Berardi per infortunio a inizio ripresa.
Grosso ha tentato di scuotere i suoi con gli ingressi di Fadera e Moro, ma poi Volpato, subentrato proprio a Berardi, spreca l’occasione più clamorosa per riaprire il match, mancando la porta da pochi passi a botta sicura.
Nel finale il Como gestisce senza affanni e chiude la partita mantenendo il doppio vantaggio. Il Sassuolo incassa la sesta sconfitta stagionale, restando comunque a quota 17 punti, ancora nella parte sinistra della classifica.

Il Como, invece, continua a stupire e può ambire di diritto al sogno europeo, con una città intera che ora guarda in alto, al pari delle grandi.
Parma-Udinese 0-2
Dopo due sconfitte consecutive, l’Udinese rialza la testa e conquista un successo importante contro un Parma in un momento negativo.
Runjaic conferma l’assetto tattico aggressivo, e la squadra risponde con un avvio convincente.
Zaniolo sblocca la partita già all’11’, approfittando di una grave incertezza del portiere Corvi: l’ex Roma, lanciato in profondità, salta l’estremo difensore e deposita in rete a porta vuota.
Il Parma prova a reagire con Valeri e Keita, ma rischia più volte il raddoppio nel primo tempo, sfiorato da Solet e Piotrowski.
Nella ripresa, Cuesta tenta la scossa inserendo Ondrejka ed Estevez, e la manovra offensiva sembra guadagnare vivacità.
Le ripartenze bianconere però continuano a far male: Davis impegna Corvi con un tiro potente, poi si conquista il rigore 65’, trasformandolo poi con freddezza. Nell’occasione, Troilo viene espulso per fallo da ultimo uomo, lasciando il Parma sotto di due reti e in inferiorità numerica.
Nel finale Buksa e Zaniolo sfiorano il terzo gol, ma Corvi evita un passivo più pesante. I ducali tentano di riaprirla con Estevez, ma i ducali non troveranno più la via del gol.
Il Parma resta fermo a 11 punti, agganciato in classifica dal Genoa, mentre l’Udinese sale a quota 18, portandosi a ridosso della zona Europa.
Genoa-Hellas Verona 2-1
Il pomeriggio del Ferraris segna una svolta importante per il Genoa di Daniele De Rossi, che centra la sua prima vittoria interna in campionato.
La sfida contro l’Hellas Verona parte subito su ritmi intensi, con gli ospiti più incisivi nei primi minuti. Ed è proprio l’Hellas a sbloccare la gara al 21’, con Belghali abile nel finalizzare un’azione orchestrata da Mosquera, che lo serve con precisione in area per l’1-0.
Il gol non spegne l’intensità del Genoa, che trova il pari al 40’, con Vitinha che costruisce l’azione che porta Colombo a firmare il pareggio. Il pari restituisce fiducia ai ragazzi di De Rossi e al pubblico di Marassi.
Nella ripresa il Genoa prova a vincerla e, al 62’, dopo un’azione insistita che vede Ostigard colpire il palo, arriva il gol del sorpasso firmato da Thorsby, bravo a sfruttare un cross di Marcandalli e battere Montipò per il 2-1.
De Rossi si copre una volta trovato il vantaggio, passando a un modulo più prudente (3-5-1-1) per gestire la gara.
Orban va vicino al pareggio in due occasioni, ma trova un Leali reattivo e decisivo. Con Giovane che spreca un’opportunità nel finale, l’Hellas non riuscirà più a trovare la via del gol, incassando un’altra sconfitta.
I veneti restano all’ultimo posto con appena 6 punti, in coabitazione con la Fiorentina e a -4 dalla zona salvezza. Al contrario, il Genoa respira: con questa vittoria sale a 11 punti e si tira momentaneamente fuori dalla zona retrocessione.
Juventus-Cagliari 2-1
La gara inizia con una fase di studio molto tattica, in cui i bianconeri mantengono il possesso ma faticano a trovare spazi e occasioni.
Per oltre 25 minuti i ritmi restano bassi, senza particolari sussulti. A spezzare l’equilibrio ci pensano due episodi ravvicinati: prima Palestra supera Kostic con un’accelerazione fenomenale, servendo l’assist per il vantaggio di Esposito, ma nemmeno il tempo di esultare che siamo già dall’altra parte, con Thuram che si inserisce centralmente e trova Yildiz che incrocia con il destro e riporta la Juve in parità.

L’uno-due scuote la partita, che si apre a spazi e transizioni rapide. Vlahovic, dopo un sinistro in diagonale, è costretto al cambio per un fastidio muscolare, lasciando il posto a David.
Caprile si oppone prima a Conceicao e poi McKennie ma, in pieno recupero del primo tempo, ancora un ispirato Yildiz firma la doppietta con un sinistro preciso, completando la rimonta e mandando i bianconeri al riposo sul 2-1.
Il Cagliari, ora sotto nel punteggio, aumenta l’intensità e alza il baricentro alla ricerca del pari. La Juve, con più spazio per le ripartenze non si gioca bene le sue carte, sprecando a più riprese il gol del 3-1 che chiuderebbe la sfida.
Nei minuti finali i rossoblù ci provano prima con Felici, che mette alla prova Perin con un destro potente, e poi l’ultima chance con Gaetano, che non inquadra la porta di testa.
Dopo una sfida aperta e combattuta, la Juventus conquista tre punti fondamentali, ottenendo il primo successo allo Stadium sotto la guida di Spalletti.
Milan-Lazio 1-0
Nel quinto e ultimo anticipo della 13° giornata di Serie A, il Milan piega la Lazio 1-0 e si prende il primo al termine di una gara ben gestita, ma con un finale controverso.
Nel primo tempo i rossoneri non creano molto, lasciando l’iniziativa agli ospiti e rischiando in un paio di occasioni, con Maignan protagonista di due interventi decisivi.
Dopo un primo tempo sottotono, i rossoneri cambiano volto nella ripresa: il ritmo cresce, il pressing si fa più alto e l’atteggiamento diventa più aggressivo.

Il cambio di passo si traduce nel gol che sblocca la gara: splendida azione in velocità sulla fascia sinistra, rifinita da Tomori e finalizzata da Leao, che firma l’1-0 con un tocco da pochi passi.
Dopo il vantaggio, il Milan gestisce con ordine, mantenendo il controllo del gioco senza concedere occasioni pericolose alla Lazio.
Nel finale arriva il momento più acceso del match: l’arbitro Collu viene richiamato al Var per un possibile rigore per tocco di mano di Pavlovic. Tra le panchine scoppia il caos, con le espulsioni di Allegri e del vice di Sarri, Ianni.
Dopo un lungo controllo, l’arbitro annulla il potenziale penalty, giudicando il tocco di mano da calcio di rigore, ma non assegna il penalty a causa di un fallo precedente di Marusic su Pavlovic, che si stavano strattonando a vicenda.
Il risultato quindi non cambia, e il Milan porta a casa tre punti pesantissimi, ottenendo il dodicesimo risultato utile consecutivo e confermandosi nelle zone altissime di classifica.
Lecce-Torino 2-1
La gara si sblocca al 20’, quando un corner perfetto di Berisha pesca Coulibaly sul secondo palo, abile a battere a rete nonostante il tentativo di salvataggio in acrobazia di Maripan.
Passano appena due minuti e il Lecce raddoppia: ancora Berisha protagonista, questa volta con un diagonale che viene leggermente deviato da Banda, pronto alle spalle della difesa granata.
Il doppio svantaggio costringe Baroni a correre ai ripari già nel primo tempo, inserendo Zapata per dare maggiore profondità all’attacco del Torino.
La mossa funziona e il Toro crea diverse occasioni per pareggiare, ma trova sulla sua strada un Falcone insuperabile, autore di almeno due interventi determinanti.
Il Torino riesce comunque ad accorciare le distanze al 57’ con Che Adams, bravo a capitalizzare una buona trama offensiva dei granata.
Il momento chiave arriva però al 90’, quando Tete Morente colpisce Coco in area di rigore nel tentativo di rinvio.
L’arbitro assegna il penalty e sul dischetto si presenta Asllani, ma Falcone si supera ancora e para, blindando il risultato e regalando al Lecce un successo fondamentale.
Per i salentini è una vittoria che mancava da troppo tempo, mentre per il Torino la crisi si aggrava: sono ora cinque le giornate senza successi, e l’ultima posizione utile per l’Europa si allontana ulteriormente.
Pisa-Inter 0-2
Nel primo tempo il match è bloccato e molto fisico, con entrambe le squadre impegnate a pressare alto e a chiudere ogni spazio.
Chivu cambia qualcosa rispetto alla trasferta di Madrid e ripropone la coppia Lautaro-Thuram, mentre Gilardino punta su un undici più muscolare, con Nzola e Meister in avanti. Il ritmo è alto, ma le occasioni latitano: Lautaro si rende pericoloso con due conclusioni fuori misura, mentre il Pisa risponde con Piccinini, che non sfrutta un buon pallone in area.
Anche l’inizio della ripresa ricalca il copione tattico visto prima dell’intervallo: Nzola va vicino al gol con un sinistro a lato.
L’equilibrio regge fino al 67’, quando Chivu rimescola le carte dalla panchina e trova la svolta. Il nuovo entrato Esposito serve un pallone preciso a Lautaro, che si libera e fulmina Scuffet con un sinistro secco sul primo palo.

Sbloccato il risultato, l’Inter cambia marcia: più fluida nelle giocate e sicura nella gestione del possesso. All’83’ arriva anche il raddoppio: Barella inventa l’assist e Lautaro chiude il match con un tap-in vincente, firmando così la sua doppietta personale.
Amaro in bocca per il Pisa, che ha tenuto in scacco i nerazzurri per un tempo e mezzo, ma l’Inter si dimostra superiore nella fase decisiva del match, tornando a vincere e lasciandosi alle spalle le ultime delusioni. Una prova di forza e carattere che riporta i nerazzurri a -1 dalla vetta e ridà morale in vista dei prossimi impegni.
Atalanta-Fiorentina 2-0
L’inizio di gara è caratterizzato da grande intensità e due portieri in forma strepitosa. Carnesecchi salva la Dea con una doppia parata su Kean e Piccoli, mentre dall’altra parte De Gea si oppone con sicurezza alle conclusioni di Kossounou, Scamacca, De Ketelaere e Zappacosta.
Al 41’Kossounou sbaglia un cross dalla destra, ma ironicamente il pallone si infila direttamente in rete, sorprendendo De Gea per il fortunoso 1-0 della Dea.
Alla ripresa la squadra di Palladino è ancora più aggressiva e al 51’, sugli sviluppi di un corner, Lookman è il più rapido a raccogliere la respinta di De Gea su colpo di testa di De Ketelaere e insacca il raddoppio.
I bergamaschi sfiorano anche il terzo gol con De Roon, servito ancora da Lookman, ma De Gea con un ottimo intervento mantiene a galla la Fiorentina.
I viola cercano una reazione, ma la loro occasione più nitida si infrange sul palo colpito da Kean, dopo che Scamacca era già riuscito a respingergli una conclusione sulla linea.
La partita va poi spegnendosi, con i viola, stanchi e sfiduciati, che devono rassegnarsi alla superiorità dei nerazzurri.
Il cambio in panchina con l’arrivo di Vanoli non ha ancora portato i risultati sperati, e la squadra resta all’ultimo posto in classifica con soli 6 punti e nessuna vittoria all’attivo.
L’Atalanta, invece, sale a quota 16 punti, ritrovando fiducia e slancio dopo il un lungo periodo di alti e bassi. Per Palladino è una settimana perfetta, iniziata con lo 0-3 rifilato all’Eintracht in Europa League e chiusa con il primo successo in Serie A.
Roma-Napoli 0-1
Senza Gasperini in panchina, squalificato, la Roma viene affidata a Gritti ma cade in casa contro un Napoli organizzato, combattivo e concreto, che con questo successo all’Olimpico sale a quota 28 punti, agganciando il Milan in vetta.
Il match, fin da subito molto bloccato e tattico da ambo le parti, si sblocca al 36’ su un contropiede perfetto firmato Neres-Hojlund, con il brasiliano che firma l’1-0 a tu per tu contro Svilar. Nonostante le polemiche dei giallorossi, che volevano un fallo su Kone ad inizio azione, il direttore di gara, dopo un breve consulto con il Var, convalida la rete che porta in vantaggio gli azzurri.

Nella ripresa, la Roma prova a reagire ma fatica a trovare spazi contro la difesa compatta dei partenopei. I cambi offensivi, con Dybala e Baldanzi, non bastano a cambiare l’inerzia del match.
Nel finale, l’occasione del pareggio capita sul piede di Baldanzi, che calcia a botta sicura dal dischetto del rigore, trovando però un Milinkovic-Savic attento e reattivo che salva il risultato.
Il Napoli resiste all’assalto finale giallorosso e porta a casa tre punti preziosi che lo portano in testa al campionato, in coabitazione con il Milan, mentre per la Roma è una sconfitta che rallenta la corsa, ma che comunque lascia tutto aperto, con i giallorossi ad appena -1 dai capolisti.