Hellas Verona-Inter 0-5
Senza Calhanoglu e Lautaro Martinez, Simone Inzaghi opta per Asllani in regia, Carlos Augusto sulla fascia e Correa in attacco accanto a Thuram. Zanetti sceglie una formazione a specchio per l’Hellas, affidandosi al 3-5-2 con la coppia Tengstedt–Mosquera in avanti.
Nei primi minuti entrambe le squadre si sfidano sulle seconde palle, cercando la superiorità sugli esterni. La partita si accende subito: Daniliuc e Tengstedt sfiorano il gol per i padroni di casa, mentre Correa e Carlos Augusto rispondono per l’Inter, colpendo rispettivamente traversa ed esterno della rete.
Un infortunio ad Acerbi costringe Inzaghi a inserire De Vrij, che diventa subito protagonista avviando l’azione del primo gol, con Correa abile a superare Montipò grazie a un tocco sotto elegante su assist di Thuram. Dopo la prima rete, l’Inter prende il controllo del match e nel giro di dieci minuti chiude la partita.
Thuram firma una doppietta, portando i nerazzurri sullo 0-3, mentre De Vrij, pochi minuti più tardi, segna su un cross preciso di Asllani. A completare il primo tempo perfetto è Bisseck, che manda i nerazzurri negli spogliatoi sullo 0-5.
Nel secondo tempo Zanetti prova a cambiare totalmente l’assetto del Verona con quattro cambi, ma l’Inter mantiene il dominio del gioco. Inzaghi inserisce Zielinski, Frattesi, Arnautovic e Buchanan per gestire le forze in vista della Champions e provare nuove soluzioni tattiche. Il controllo del possesso palla e una difesa compatta tengono lontano il Verona dall’area di Sommer, spegnendo ogni tentativo di reazione.
La ripresa si conclude senza ulteriori reti, con i nerazzurri che dimostrano solidità e profondità di rosa, dominando la gara e gestendo al meglio l’assenza di pedine chiave, mandando un messaggio chiaro al campionato.
Milan-Juventus 0-0
Il Milan ritrova Gabbia titolare in difesa, affiancato da Thiaw, mentre Fonseca lascia inizialmente fuori Pulisic, affidandosi a Loftus-Cheek, Musah e Leao a supporto di Morata. La Juventus, priva di Vlahovic, schiera McKennie come falso nove e punta sugli inserimenti di Koopmeiners e sulla fantasia di Conceicao e Yildiz. La partita si sviluppa fin dall’inizio in maniera bloccata, con tanta tattica e poche emozioni da entrambe le parti.
I bianconeri cercano di confondere il Milan con continui movimenti offensivi, ma le uniche vere occasioni arrivano da Koopmeiners, che colpisce l’esterno della rete, e da Conceicao, con un sinistro ben respinto dalla retroguardia rossonera.
Il Milan risponde timidamente con un cross innocuo di Musah. Il primo tempo si chiude senza particolari azioni degne di nota, tra possesso palla sterile e stallo tattico.
Nella ripresa, i tecnici inizialmente confermano gli stessi undici. Cambiaso si rende pericoloso al 50’, ma il suo tiro viene deviato in angolo da Thiaw. Fonseca prova ad aumentare il peso offensivo, inserendo Pulisic al 70’, ma il ritmo lento e prevedibile del Milan non cambia, con la difesa juventina sempre attenta. Motta risponde con Weah e Fagioli per mantenere freschezza e solidità, ma l’inerzia della partita non viene intaccata.
Nonostante i tentativi finali del Milan, con l’ingresso di Chukwueze e Calabria, e qualche errore degli ospiti non sfruttato dai rossoneri, la gara si chiude sullo 0-0. Il pubblico di San Siro, insoddisfatto, fischia la squadra di casa, mentre la Juventus può sorridere: nonostante le assenze in attacco, mantiene l’imbattibilità in campionato in un match bloccato e dominato dalla tattica e dalla noia.

Parma-Atalanta 1-3
L’Atalanta si conferma inarrestabile, conquistando un’altra vittoria importante e continuando a scrivere numeri record. Un primo tempo dominato dai bergamaschi mette in evidenza la superiorità della Dea, che sblocca il risultato al 4′ con Retegui, bravo a colpire di testa su un assist perfetto di Bellanova.
Nonostante altre occasioni importanti, come il gol annullato a Lookman per fuorigioco e i tentativi di Pasalic e dello stesso Retegui, il raddoppio arriva solo al 39′ con Ederson, che chiude una grande azione rifinita da Ruggeri. Il Parma, in grande difficoltà, si rende pericoloso solo sporadicamente con Bonny e Valeri, fermati da un attento Carnesecchi.
Nella ripresa, il Parma cambia volto e riapre la partita al 49’ grazie a un gol spettacolare di Cancellieri, che fulmina la difesa atalantina con un sinistro sotto la traversa. I ducali spingono con coraggio, approfittando anche dell’espulsione di Gasperini al 54’, ma non trovano lo spunto per il pareggio.
Nel momento di maggiore spinta del Parma è però l’Atalanta a colpire. I bergamaschi, pur soffrendo, chiudono il match con il terzo gol di Lookman all’84’, bravo a finalizzare sul secondo palo un assist di Cuadrado.
Il ritorno in campo di Scalvini, dopo sei mesi di assenza, rappresenta un’altra nota positiva per Gasperini, che può sorridere anche per la continuità di Ederson, Lookman e Retegui. Per il Parma, invece, resta la soddisfazione di una reazione d’orgoglio nel secondo tempo, ma serve maggiore costanza per migliorare il rendimento.
Genoa-Cagliari 2-2
Il nuovo Genoa di Vieira si schiera con un 4-3-3 offensivo, con il rientro di Bani in difesa e con un centrocampo affidato a Thorsby, Badelj e Frendrup. In attacco, Pinamonti è supportato da Miretti e Zanoli. Nel Cagliari, Nicola conferma Sherri in portam con un attacco guidato da Piccoli, Gaetano, Zortea e Luvumbo.
La partita si sblocca subito: al minuto otto, un fallo di mano di Thorsby su colpo di testa di Mina porta al rigore per il Cagliari, trasformato con precisione da Marin. La reazione del Genoa è immediata: al 12’, Frendrup trova il pareggio con un sinistro preciso. Il primo tempo prosegue con grande intensità ma equilibrio, con occasioni per Miretti, che spreca, e Piccoli, che manda alto di testa. Nel finale, Sherri e Leali salvano le rispettive squadre su tiri insidiosi di Zanoli e Gaetano.
Nella ripresa, i ritmi restano alti: Gaetano manca il gol del vantaggio facendosi ipnotizzare da Leali, e il Genoa ne approfitta. Al 55’, Miretti anticipa Marin su un cross di Thorsby e batte Sherri, portando i rossoblù sul 2-1. Il Genoa cerca di chiudere il match con Thorsby e Pinamonti, ma il portiere sardo si fa trovare pronto.
Nel finale, il Cagliari non molla e trova il pareggio all’86’. Martin commette fallo su Piccoli in area, e lo stesso attaccante trasforma il rigore senza esultare per rispetto verso la sua ex squadra. Vieira tenta il tutto per tutto inserendo Balotelli nei minuti conclusivi, ma il risultato non cambia. Nel recupero, un cartellino rosso a Viola viene annullato dopo il check del VAR, chiudendo un match già ricco di colpi di scena.

Como-Fiorentina 0-2
La Fiorentina parte aggressiva, cercando subito di fare la partita contro un Como costretto a rispondere sul piano fisico per sopperire alle tante assenze. Nonostante alcune buone iniziative nei primi minuti, sono gli ospiti a sbloccare il risultato al 19’. Beltran serve Adli, che con un destro potente e centrale sorprende Audero, portando i viola sullo 0-1.
Il Como fatica a creare pericoli concreti, nonostante qualche spunto di Nico Paz. Al 39’, la Fiorentina sfiora il raddoppio con Kean, il cui tiro si stampa sull’esterno della rete. Poco prima dell’intervallo, Cutrone ha un’occasione importante, ma il suo destro finisce alto.
Nella ripresa, il Como entra con un piglio diverso e sfiora subito il pareggio con Iovine, ma manca di precisione. I lombardi continuano a spingere e Goldaniga va vicinissimo all’1-1, ma De Gea si supera con una doppia parata decisiva. Nel momento migliore del Como, la Fiorentina colpisce in contropiede: Sottil, entrato per Cataldi, scappa sulla sinistra e serve Kean, che segna con un tiro sporco ma efficace.
Nel finale il Como tenta il tutto per tutto ma resta in dieci al 91’ per l’espulsione diretta di Dossena, punito per un gesto di frustrazione su Adli. La partita si chiude così, con una vittoria che consente alla Fiorentina di proseguire nella sua incessante marcia, mentre il Como di Fabregas rischia di scivolare pericolosamente verso la zona retrocessione.
Torino-Monza 1-1
Il Torino non riesce a tornare alla vittoria, bloccato sull’1-1 dal Monza all’Olimpico Grande Torino. La prima frazione di gioco è dominata dai brianzoli, che si rendono più pericolosi e costruiscono maggiori occasioni rispetto ai granata.
Maldini impegna Milinkovic–Savic dopo pochi secondi, il Torino, in emergenza davanti, cerca di rendersi pericoloso con i difensori e risponde con Saul Coco, con Pablo Marì che salva sulla linea. Nel finale del primo tempo la chance più grande è di Djuric, che costringe Milinkovic-Savic a un intervento in due tempi, ma le squadre vanno negli spogliatoi sullo 0-0.
Nella ripresa il Torino alza il ritmo e trova il vantaggio al 60’: calcio d’angolo battuto da Lazaro e colpo di testa vincente di Masina, che batte Turati. La gioia dei granata dura però appena tre minuti: su un’azione simile, Djuric sfrutta la marcatura non ottimale di Vlasic e, grazie alla sua evidente superiorità fisica, insacca il gol del pareggio.
Al 63’ è 1-1, e Vanoli prova a cambiare le carte in tavola inserendo Njie al posto di un opaco Vlasic. Il Torino sfiora il nuovo vantaggio al 74’ con Gineitis, ma Turati respinge e Walukiewicz non riesce a concretizzare sulla ribattuta.
Nel finale Ché Adams si rende pericoloso, ma una deviazione di Carboni salva il Monza. Il Toro cerca il colpo da tre punti nel finale, ma Turati diventa protagonista: il portiere brianzolo si oppone con interventi decisivi su Ricci e Njie, garantendo il pareggio alla sua squadra.
La partita termina 1-1, lasciando le due squadre con un punto ciascuna: il Torino sale a quota 15, mentre il Monza resta penultimo con 9 punti.

Napoli-Roma 1-0
Dopo le difficili sfide contro Atalanta e Inter, il Napoli di Antonio Conte ritrova la vittoria battendo 1-0 la Roma e consolidando la vetta della classifica. Una gara non spettacolare, ma risolta da Romelu Lukaku, simbolo del pragmatismo del tecnico salentino. L’attaccante belga, ex di turno, è stato il protagonista della serata, segnando il gol decisivo al 49’.
La Roma, affidata a Claudio Ranieri per risollevarsi, ha mostrato evidenti difficoltà. Partita con un 4-2-3-1, la squadra giallorossa ha faticato a trovare equilibrio sugli esterni: El Shaarawy e Celik da una parte, e Pisilli e Angelino, dall’altra, non sono riusciti a contenere le incursioni del Napoli. Nonostante alcune imprecisioni sotto porta, soprattutto da parte di Kvaratskhelia, i padroni di casa hanno mantenuto il controllo del gioco nella prima frazione.
Ranieri tenta di correggere le lacune all’intervallo, passando alla difesa a tre e inserendo Hummels e Baldanzi. Tuttavia, il cambio ha prodotto l’effetto contrario: Lukaku ha sfruttato un’incertezza proprio del centrale tedesco per segnare il gol decisivo su un’azione ben orchestrata da Kvaratskhelia e Di Lorenzo.
In vantaggio, il Napoli ha gestito il risultato con intelligenza, difendendo con un baricentro basso e cercando la ripartenza soprattutto con il nuove entrato Neres. La Roma ha avuto un’unica vera occasione al 66’, con Dovbyk che ha colpito la traversa sugli sviluppi di un calcio piazzato, ma è mancata la lucidità e un pizzico di fortuna per concretizzare.
Nel recupero è proprio Neres a sfiorare il raddoppio, ma il suo tiro sibila a fil di palo e si spegne sul fondo. Il Napoli conferma la sua solidità e capacità di adattarsi, mentre la Roma resta in difficoltà, con Ranieri che dovrà lavorare molto per ridare un’identità alla squadra.
Lazio-Bologna 3-0
All’ Olimpico la Lazio di Baroni supera 3-0 il Bologna di Italiano, sfruttando l’espulsione di Pobega al 35’ per imporre il proprio gioco nella ripresa e rimanere saldamente al secondo posto in classifica, a un punto dal Napoli capolista.
Il primo tempo si sviluppa su ritmi equilibrati, con poche occasioni nette. La Lazio cerca di prendere il controllo del match, rendendosi pericolosa con Castellanos, che sfiora il vantaggio con un tentativo da lontano. Dall’altra parte, il Bologna prova a rispondere con Orsolini e Freuler, ma la svolta arriva al 35’: Pobega, già ammonito, rimedia un secondo giallo in modo piuttosto ingenuo per un fallo su Guendouzi, lasciando i felsinei in 10 uomini per oltre un’ora di gioco. Nonostante l’inferiorità numerica, i rossoblù si salvano in extremis grazie a un intervento decisivo di Orsolini su Pellegrini nel recupero del primo tempo.
Nella ripresa, la Lazio cerca di sfruttare la superiorità numerica aumentando la pressione. Dopo alcune occasioni sfiorate, il vantaggio arriva al 68’: su calcio d’angolo battuto da Zaccagni, una deviazione fortuita favorisce Gigot, che insacca di testa per l’1-0. Pochi minuti dopo, Zaccagni chiude virtualmente la partita con una splendida azione personale: il numero 10 biancoceleste si accentra e realizza il 2-0 con un destro imprendibile per Ravaglia.
Il Bologna accusa il colpo e non riesce a reagire, nonostante i tentativi di Italiano di riorganizzare la squadra. Nel recupero, la Lazio arrotonda il risultato: Ravaglia commette fallo su Isaksen, e Dele–Bashiru ne approfitta per siglare il 3-0 a porta vuota.
La Lazio chiude con una vittoria netta e preziosa, mantenendo il secondo posto e alimentando la corsa al vertice con Atalanta, Fiorentina e Inter, tutte a un punto dalla capolista Napoli. Il Bologna, invece, esce ridimensionato da una sfida che si era complicata già nel primo tempo.