Serie A, 14° giornata: bene le milanesi, il Napoli piega la Juve, abisso Viola

L’ultimo turno di campionato ci consegna la prima mini-fuga di Milan, Napoli e Inter, battuta d’arresto in zona Champions per Roma, Juve e Como

Sassuolo-Fiorentina  3-1

La gara si mette inizialmente in discesa per la Fiorentina, con il gol di Mandragora al 9’ che sblocca dal dischetto, approfittando di una maldestra uscita di Muric. Il vantaggio dei viola però dura poco. Dopo soli cinque minuti, Volpato ristabilisce la parità con un tiro da fuori area, su cui de Gea interviene con poca decisione.

Il sorpasso neroverde arriva nel recupero del primo tempo: su calcio d’angolo battuto da Laurienté, Muharemovic svetta di testa e firma il 2-1 con cui le due squadre rientrano negli spogliatoi.

La ripresa vede ancora protagonista Volpato, autore di un gran gol al 57′ che viene però annullato per un fallo su Parisi.

Il vero 3-1 arriva al 64’: ancora Volpato serve un assist preciso per Koné, che si inserisce in area e batte de Gea sul primo palo. Il gol spegne ogni velleità residua della Fiorentina, che non riesce a reagire.

Con questo successo, il Sassuolo raggiunge quota 20 punti e supera momentaneamente la Lazio in classifica.

 

 

Dall’altra parte prosegue il disastro della Fiorentina che resta fanalino di coda del campionato, a secco di vittorie e dentro una crisi sempre più profonda, nonostante il recente confronto avuto con i tifosi, comprensibilmente preoccupati per i soli 6 punti in 14 gare.

 

Inter-Como  4-0

L’Inter di Chivu schianta il Como con un netto e sorprendente 4-0, nonostante i lariani venissero da oun periodo molto positivo.

Dopo un avvio aggressivo, è Lautaro a sbloccare il risultato all’11’, finalizzando un’ottima azione personale di Luis Henrique sulla destra.

I nerazzurri gestiscono il ritmo e controllano il possesso, con i ragazzi di Fabregas che faticano a trovare spazi. Dopo aver perso Morata per infortunio, il Como prova a riorganizzarsi nella ripresa, con i cambi che aumentano la pressione offensiva.

 

 

Dopo un’occasione mancata da Douvikas, che spreca il potenziale pareggio, l’Inter colpisce ancora: Thuram firma il 2-0 al 59′ sugli sviluppi di un corner, seguito dal tris di Calhanoglu con un gran tiro dalla distanza all’81′.

Nel finale arriva anche il poker: Carlos Augusto segna all’86′ su assist di Dimarco, chiudendo una gara dominata sotto ogni aspetto.

 

Hellas Verona-Atalanta  3-1

In un Bentegodi avvolto da freddo e nebbia, l’Hellas supera con autorità la Dea per 3-1, grazie a una prova di grande intensità e cinismo.

Dopo un avvio equilibrato, la prima vera occasione è di marca atalantina, con Bella-Kotchap che rischia l’autogol e costringe Montipò a un salvataggio straordinario.

Al 28’ è il Verona a passare: Belghali finalizza una bella azione costruita con Mosquera, sorprendendo Djimsiti e battendo Carnesecchi con un sinistro sotto la traversa.

Il raddoppio arriva pochi minuti dopo con Giovane, che approfitta di una difesa immobile su un fallo laterale e trafigge il portiere con un tiro deviato. L’Atalanta accusa il colpo e va all’intervallo sotto di due reti.

Nella ripresa Palladino inserisce Scamacca, con De Ketelaere che sfiora il gol, trovando davanti a sé un ottimo Montipò. L’Hellas colpisce ancora in contropiede al 73’ con Bernede, servito da Giovane, per il 3-0 che chiude il match.

 

 

Nel finale la Dea accorcia con un rigore di Scamacca, concesso dopo un tocco di mano di Bella-Kotchap su una sua conclusione finita sulla traversa. È troppo tardi però per pensare ad una rimonta: la Dea cade ancora e regala punti quasi insperati al Verona.

 

Cremonese-Lecce  2-0

La Cremonese supera il Lecce in una gara decisa nella ripresa, dopo un primo tempo equilibrato e privo di reti. Nonostante l’emergenza iniziale con l’assenza di Pezzella, sostituito da Floriani Mussolini sulla fascia sinistra, i grigiorossi mantengono l’assetto tattico di base.

Il Lecce parte meglio e sfiora il gol già al 2’ con Stulic, che spreca da distanza ravvicinata. I pugliesi tengono il possesso, ma la difesa della Cremonese tiene bene e prova a colpire in ripartenza. Al 35’, Payero conclude su assist di Bonazzoli, ma Falcone para senza problemi.

Nella ripresa arriva la svolta: Bonazzoli si guadagna e trasforma un rigore al 53’, dopo un fallo in area di Ramadani su Vandeputte. Il vantaggio cambia l’inerzia del match. Nicola inserisce energie fresche a centrocampo, mentre Di Francesco prova il tutto per tutto con nuovi innesti offensivi.

Al 78’ Sanabria, appena entrato, chiude i conti di testa, firmando il raddoppio su un’azione ben costruita. Nel finale, la Cremonese controlla e porta a casa un successo fondamentale.

I grigiorossi salgono così a 20 punti in classifica, mentre il Lecce resta fermo a 13, al termine di una partita in cui non ha capitalizzato il buon avvio.

 

Cagliari-Roma  1-0

Il Cagliari ritrova la vittoria casalinga dopo oltre due mesi e lo fa contro una Roma spenta e mai davvero pericolosa. All’Unipol Domus finisce 1-0 per i sardi, in una gara decisa nella ripresa e condizionata pesantemente dall’espulsione di Celik.

Gasperini sceglie Baldanzi falso nove e lascia a riposo Dybala, ma l’avvio dei giallorossi è timido, con pochi spunti offensivi. Il Cagliari invece parte con buon piglio, Folorunsho guida la manovra e le occasioni arrivano con Borrelli e Sebastiano Esposito, quest’ultimo pericoloso con una conclusione respinta da Svilar.

L’episodio chiave arriva al 51’: Celik stende Folorunsho lanciato a rete. Dopo revisione Var, il fallo viene giudicato fuori area, ma costa comunque il cartellino rosso al terzino romanista.

Nonostante l’ingresso di Dybala, la Roma non riesce a costruire gioco, con l’azione che viene spesso spezzettata.

Il Cagliari sfonda la difesa giallorossa all’83’: corner di Esposito, Ghilardi fa da sponda e Gaetano batte Svilar da distanza ravvicinata.

Il finale è molto nervoso, con la Roma che non riesce a creare azioni d’attacco degne di nota. Il Cagliari sale così a 14 punti e si allontana dalla zona retrocessione, mentre la Roma resta a 27 e subisce il sorpasso dell’Inter in classifica.

 

Lazio-Bologna  1-1

Un Bologna solido e un Ravaglia in giornata di grazia fermano la Lazio all’Olimpico.

La partita parte subito su ritmi alti, con occasioni da entrambe le parti in un inizio di partita molto godibile. La prima grande chance capita a Castellanos, ma Ravaglia risponde con il primo intervento decisivo.

 

 

Al 38′ la Lazio passa: Zaccagni calcia, Ravaglia respinge e Isaksen segna in tap-in, ma si infortuna poco dopo ed è costretto al cambio. Il vantaggio dura poco: Zortea salta Tavares con un tunnel, calcia e Provedel respinge, con Odgaard che è il più veloce ad arrivare sul pallone e firma il pareggio a porta sguarnita.

Il primo tempo si chiude sull’1-1, con Miranda vicino al gol su pallonetto, ma Gila salva sulla linea. Nella ripresa il Bologna arretra, mentre la Lazio spinge e crea pericoli, ma si scontra sempre con uno straordinario Ravaglia, che dice no nell’ordine a Guendouzi, Noslin e Cancellieri.

Nel finale, Gila viene espulso per proteste, lasciando i biancocelesti in dieci. Il Bologna, però, non riesce ad approfittarne, e il punteggio resta invariato.

Con questo pari i rossoblù salgono a 25 punti, mentrela Lazio si porta a quota 19, rallentando nella corsa verso l’Europa.

 

Napoli-Juventus  2-1

Il ritorno di Spalletti a Napoli non è andato decisamente come si augurava il tecnico di Certaldo. Al Maradona festeggia Conte, che con un Napoli determinato e brillante supera la Juventus per 2-1, guidato da uno straordinario Hojlund e da un incontenibile Neres.

 

 

Il primo tempo è un monologo degli azzurri: al 7′ arriva il vantaggio con Hojlund, abile ad anticipare Kelly su assist basso di Neres. La Juventus non reagisce, fallisce l’esperimento Yildiz falso nove e si affaccia raramente in avanti. McTominay sfiora il raddoppio due volte di testa, ma senza fortuna.

Nella ripresa le cose cambiano quando Spalletti prova a inserire David, anche se è ancora il Napoli ad attaccare di più.

Al 59′, però, arriva il pareggio alla prima vera occasione bianconera: Yildiz, servito da McKennie, batte Milinkovic-Savic con un diagonale debole ma estremamente preciso. Il gol sembra cambiare l’inerzia, ma la Juventus si spegne di nuovo dopo l’uscita di Yildiz.

Il Napoli torna a colpire con la stessa combinazione del primo gol: Neres crossa sul secondo palo, McKennie svirgola il rinvio e Hojlund insacca di testa il 2-1.

Nel finale la Juve tenta il tutto per tutto con Zhegrova, ma gli azzurri difendono il vantaggio rischiando solo con un tiro dal limite ben bloccato da Milinkovic-Savic.

Per i campioni d’Italia in carica è una vittoria pesante, che vale il sorpasso sull’Inter e allontana una Juventus poco brillante e povera di idee.

 

Pisa-Parma  0-1

Il Parma espugna l’Arena Garibaldi di misura e conquista tre punti fondamentali in chiave salvezza, grazie a un rigore trasformato da Benedyczak nel primo tempo. Per il Pisa, invece, arriva una sconfitta pesante e carica di rimpianti.

L’avvio è bloccato, dominato dalla tensione e dai duelli fisici. La prima vera occasione è per il Parma, con Scuffet bravo a respingere il tiro di Benedyczak. Il Pisa risponde con Touré ma non riesce a costruire azioni davvero pericolose.

La svolta arriva al 39’: su tiro di Britschgi, Caracciolo devia il pallone con un braccio. Dopo le proteste, l’arbitro assegna il rigore con Benedyczak che trasforma con freddezza per l’1-0.

Nel secondo tempo Gilardino prova a cambiare volto alla squadra inserendo forze fresche. Akinsanmiro dà vivacità al centrocampo, mentre Nzola sciupa una grande occasione per pareggiare. Nel finale, Corvi salva due volte sull’angolano, decisivo nell’assalto nerazzurro.

L’ultimo episodio del match è l’espulsione di Nzola al 93’: il centravanti colpisce con un calcio Mandela Keita e riceve il rosso diretto, rischiando uno stop prolungato alla vigilia della Coppa d’Africa.

Con questa vittoria il Parma sale a 14 punti, agganciando Torino e Cagliari, mentre il Pisa resta terzultimo a quota 10. Terza vittoria stagionale per Cuesta, serata da dimenticare per Gilardino.

 

Udinese-Genoa  1-2

Il Genoa di Daniele De Rossi fa un passo importante nella corsa salvezza battendo 1-2  l’Udinese in un match tirato e deciso negli ultimi minuti. Per i rossoblù è la conferma del trend positivo dall’arrivo di De Rossi, con una media realizzativa costante e una ritrovata solidità dietro.

La gara inizia con l’Udinese più intraprendente: Keinan Davis segna ma vede il suo gol venire annullato. Poco dopo l’infortunio di Zemura spezza l’equilibrio e il Genoa prende campo. Al 34’, l’episodio che cambia il match: Okoye travolge Colombo in area, l’arbitro assegna il rigore e Malinovskyi trasforma per lo 0-1.

Nella ripresa la squadra friulana alza il ritmo alla ricerca del pari. Piotrowski guida i suoi e al 65’ sigla il pareggio con un destro preciso su assist di Modesto. L’1-1 però dura poco: il Genoa non si disunisce e torna subito a spingere.

All’83’ arriva il gol decisivo: Norton-Cuffy si inserisce con grande tempismo e batte Okoye da pochi passi, regalando il l’1-2 finale. L’Udinese prova a reagire ma Leali è attento e respinge i pochi tentativi pericolosi nel finale.

Con questa vittoria il Genoa sale a 14 punti, aggancia Cagliari, Torino e Parma e si allontana dalla zona retrocessione, lasciando il Pisa a -4. L’Udinese invece resta ferma a 18 e manca l’occasione per avvicinarsi alla parte sinistra della classifica.

 

Torino-Milan  2-3

La gara si mette subito in salita per i rossoneri: dopo soli 10 minuti, Tomori commette fallo su Adams e causa un rigore poi trasformato da Vlasic.

Passano pochi minuti e arriva il raddoppio granata: Zapata finalizza un contropiede con un diagonale preciso che beffa Maignan.

Il Milan è in difficoltà, ma accorcia le distanze grazie a un gran sinistro da fuori di Rabiot al 24’ che riapre la partita. Al 30’ i rossoneri devon fare i conti con un altro problema: Leao si ferma per un guaio muscolare e lascia il campo, costringendo i rossoneri a rivedere completamente l’assetto.

Nella ripresa cambia tutto: il Milan prende in mano la gara e mette sotto pressione un Torino sempre più in affanno. Al 55’ Israel salva i suoi con una doppia parata, ma al 61’ Pulisic entra e segna dopo appena 43 secondi, approfittando di un buco difensivo su cross di Saelemaekers.

 

 

Il Torino prova a reagire, ma vede annullarsi il 3-2 per un fallo, per poi cedere al forcing rossonero. Al 77’, durante la momentanea inferiorità numerica dei granata per un problema a Tameze, Ricci serve un cross perfetto e Pulisic firma la doppietta del sorpasso.

Finisce 2-3 per il i rossoneri, che non vincevano in casa contro il Torino da tre anni. Vittoria preziosa per la classifica e per il morale, arrivata con carattere dopo un primo tempo da incubo per gioco e infortuni.

 

La classifica dopo la 14° giornata:

  1. Milan  31 pt
  2. Napoli  31 pt
  3. Inter  30 pt
  4. Roma  27 pt
  5. Bologna  25 pt
  6. Como  24 pt
  7. Juventus  23 pt
  8. Sassuolo  20 pt
  9. Cremonese  20 pt
  10. Lazio  19 pt
  11. Udinese  18 pt
  12. Atalanta  16 pt
  13. Cagliari  14 pt
  14. Genoa  14 pt
  15. Parma  14 pt
  16. Torino  14 pt
  17. Lecce  13 pt
  18. Pisa  10 pt
  19. Hellas Verona  9 pt
  20. Fiorentina  6 pt
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