Cagliari-Hellas Verona 1-0
L’Hellas Verona subisce un’altra sconfitta, finisce 1-0 per il Cagliari all’Unipol Domus, una partita che conferma una volta in più tutte le difficoltà della squadra scaligera.
L’avvio è subito in salita: Dani Silva si infortuna nel riscaldamento, costringendo Zanetti a schierare Belahyane, inizialmente escluso dalle scelte. Nonostante un approccio iniziale propositivo, il Verona fatica a impensierire un Cagliari compatto e pericoloso con il tridente.
Montipò evita il peggio nel primo tempo, neutralizzando una conclusione insidiosa di Zappa, mentre Luvumbo e Lazovic sprecano ghiotte occasioni. Le squadre vanno al riposo sullo 0-0, con l’Hellas che sembra ancora in cerca di una soluzione per uscire dalla crisi.
Nella ripresa, il Verona entra in campo con un piglio diverso e sfiora il vantaggio con una traversa colpita da Lazovic. Tuttavia, sono i cambi a decidere la partita. Il Cagliari si riorganizza con un 4-4-1-1, sfruttando la freschezza degli esterni Felici e Luvumbo, mentre l’Hellas punta tutto su Sarr come riferimento offensivo. La scelta non paga: al 76′, un assist di Felici serve Piccoli, che firma la rete decisiva.
Nel finale, l’ex FeralpiSalò sfiora il raddoppio, ma Coppola e Montipò evitano un passivo più pesante. Gli ultimi minuti vedono un assedio del Verona, che però non riesce a trovare la via del gol. Il Cagliari si porta, con questa vittoria, a 14 punti, staccandosi di tre lunghezze dalla zona retrocessione, mentre il Verona resta in una situazione critica.
Zanetti ora vede vacillare la sua panchina, con l’Hellas che, con 12 punti, vede la zona retrocessione avvicinarsi pericolosamente, con solo un punto di vantaggio dal Como terzultimo.
Como-Monza 1-1
Finisce 1-1 lo scontro salvezza tra Como e Monza, un risultato che lascia l’amaro in bocca a entrambe le formazioni, che non riescono a uscire dalla zona retrocessione. Il match, equilibrato ma avaro di emozioni, si accende solo a sprazzi.
Il Como trova il vantaggio nella prima frazione grazie a Engelhardt, che sfrutta un calcio d’angolo e sorprende Turati con un preciso colpo di testa sul secondo palo.
Il Monza, sottotono nel primo tempo, prova a reagire senza successo, chiudendo sotto di un gol. Durante l’intervallo, Nesta corre ai ripari: fuori uno spento Dany Mota, dentro Maldini.
La svolta arriva al 52′, quando un fallo di mano di Nico Paz, rilevato dall’on-field review, porta al rigore per i brianzoli. Caprari si incarica della battuta e non sbaglia, ristabilendo l’equilibrio.
I tecnici cercano forze fresche dalla panchina: Fabregas manda in campo Verdi e Belotti, mentre Nesta punta su Birindelli per dare maggiore spinta.
Nonostante i cambi, entrambe le squadre faticano a creare vere occasioni, sebbene il Monza abbia la chance più clamorosa nel recupero con Djuric che centra il palo.
Il pareggio però non accontenta nessuno: entrambe le formazioni restano bloccate nelle retrovie della classifica, perdendo l’opportunità di compiere un passo avanti importante nella corsa salvezza.

Milan-Empoli 3-0
Il Milan trova una serata perfetta e batte l’Empoli 3-0, regalando ai tifosi una vittoria netta e tranquilla per la prima volta dopo diverse settimane. La squadra di Fonseca ha mostrato idee chiare e compattezza, caratteristiche che le erano mancate nelle ultime uscite.
La scelta di riproporre Musah a destra, come a Madrid, si è rivelata azzeccata, ma a dominare la scena è stato Reijnders, autore di una doppietta e sempre più centrale nel progetto Milan.
Dopo un avvio di studio, i rossoneri prendono il controllo della gara, costruendo azioni pericolose soprattutto dalla sinistra. Il vantaggio arriva al 19′, frutto di un pressing efficace sulla trequarti: Fofana recupera palla e verticalizza per Leao, con Morata che finalizza con precisione.
Pochi minuti dopo, un’altra azione di pressing crea un’altra occasione, culminata nel raddoppio al 44′: Pulisic lotta su un pallone aereo, permettendo a Reijnders di insaccare.
Nella ripresa, il Milan gestisce i tentativi di rimonta dell’Empoli da grande squadra, abbassando il ritmo e sfruttando gli spazi in profondità nelle ripartenze.
L’unico vero pericolo per i rossoneri è stato un tiro di Maleh al 54′, finito sulla traversa. Al 64′, Reijnders chiude i conti, finalizzando una lunga progressione di Fofana, che, dopo aver condotto palla per 40 metri, serve l’olandese che marca il definitivo 3-0.
Nelle ultime battute di gara, Fonseca dà spazio ai giovani, mentre l’Empoli prova invano a rendersi pericoloso. Una vittoria importante che rilancia il Milan e restituisce fiducia, fattore che contribuisce anche a ritrovare organizzazione e solidità.
Bologna-Venezia 3-0
Dopo il ko contro la Lazio, il Bologna torna alla vittoria con una prestazione convincente, festeggiando al Dall’Ara la seconda vittoria casalinga della stagione. Con questo successo, Italiano raggiunge i punti dello scorso anno con Thiago Motta, un risultato positivo dopo una partenza a rilento.
Al contrario, il Venezia vive un momento difficile, con la terza sconfitta consecutiva e una classifica preoccupante, nonostante il buon gioco mostrato.
Italiano rivoluziona il Bologna dopo la sconfitta in Champions contro il Lille, apportando ben sei cambi. De Silvestri e Miranda partono da terzini, mentre in attacco Odgaard, Karlsson e Castro affiancano Ndoye. Di Francesco, dopo la sconfitta con il Lecce, opta per due cambi: Candela per Zampano e Haps per Ellertsson. Il Venezia cerca di difendersi e ripartire, ma è il Bologna a dominare i primi 20 minuti, con Ndoye e Odgaard che vanno vicini al gol. Il vantaggio arriva grazie a un errore di Haps, che commette fallo su Ndoye in area: il rigore viene trasformato dallo stesso Ndoye, che segna il suo primo gol stagionale in Serie A.
Il Venezia prova a reagire, sfiorando il pareggio con Nicolussi Caviglia e Pohjanpalo, ma senza successo. Nel finale del primo tempo, il Bologna ha altre occasioni, ma Stankovic riesce a evitare il raddoppio.
Nella ripresa, il Bologna alza il ritmo e cerca il secondo gol, ma Karlsson spreca un’occasione d’oro. Italiano inserisce Orsolini al posto di Karlsson, e l’azzurro cambia il volto della partita: al 66′, serve un assist a Odgaard, il cui tiro viene parato, ma subito dopo il Bologna ottiene un altro rigore grazie a un fallo su Dallinga. Orsolini realizza il penalty al 69′, e poco dopo fornisce un cross preciso per la testa di Ndoye, che segna la sua doppietta e fissa il risultato finale sul 3-0.
Udinese-Genoa 0-2
Il Genoa supera l’Udinese 2-0 al Bluenergy Stadium, conquistando tre punti preziosi che valgono l’uscita dalla zona retrocessione.
La partita si mette subito in salita per i friulani: dopo appena 98 secondi, un retropassaggio troppo debole di Touré consente a Zanoli di inserirsi e subire una gomitata. L’arbitro Aureliano, dopo aver rivisto l’episodio al monitor, estrae il cartellino rosso, lasciando l’Udinese in dieci uomini nelle primissime battute del match.
Il Genoa non si lascia sfuggire l’occasione e passa in vantaggio già al 13′: un tiro di Badelj, deviato da Ekkelenkamp, finisce sui piedi di Pinamonti, che insacca a pochi passi dalla porta.
I rossoblù continuano a spingere e al 25′ sfiorano il raddoppio con Thorsby, ma Giannetti salva miracolosamente sulla linea. Nonostante un avvio da incubo, l’Udinese prova a reagire, ma le conclusioni di Zemura non mettono in difficoltà Leali.
Nella ripresa, il Genoa gestisce la partita con calma, sfiorando il secondo gol in più occasioni. Al 67′, una discesa di Zanoli porta al cross decisivo, deviato sfortunatamente da Giannetti nella propria porta per il 2-0. In superiorità numerica e con il doppio vantaggio, la squadra di Vieira chiude i conti e si limita a controllare il gioco fino alla fine.
Nel finale, Vieira concede spazio a Balotelli, che cerca la via del gol con un tiro deviato e una punizione, ma senza fortuna. Per l’Udinese, invece, è l’ennesima serata da dimenticare, accompagnata dai fischi dei tifosi friulani: la squadra ha raccolto solo un punto nelle ultime cinque partite. Il Genoa, invece, sale a 14 punti, abbandonando le ultime posizioni della classifica.

Parma-Lazio 3-1
Il primo tempo inizia con grande intensità: la Lazio sembra poter sbloccare subito il risultato al 2′ grazie a un gol di Rovella, ma il VAR annulla la rete per un fallo dello stesso centrocampista su Mohamed all’inizio dell’azione.
Questo episodio sembra destabilizzare i biancocelesti, che subiscono subito il gol del Parma: al 6′, un errore di Rovella regala a Man l’opportunità di segnare, e l’attaccante gialloblù non sbaglia, portando il Parma in vantaggio.
Nonostante alcune occasioni per il pareggio, la Lazio trova solo due salvataggi miracolosi sulla linea da Balogh e Valeri su conclusioni di Castellanos e Isaksen. Il Parma chiude quindi il primo tempo avanti 1-0, difendendo con ordine.
Nella ripresa, il Parma parte aggressivo e trova subito il 2-0 al 49′. Un errore di Gila apre la strada a Charpentier, che serve Mohamed Haj, il quale segna con precisione, nonostante la parata non impeccabile di Provedel. La Lazio reagisce, e il 2-1 arriva al 65′ grazie a un errore difensivo di Valeri, che regala il pallone a Castellanos, bravo a segnare con freddezza.
La gara si accende nel finale, con la Lazio che cerca disperatamente il pareggio, ma si espone al contropiede. Al 79′, un errore di Tchaouna innesca un’azione rapida del Parma: Charpentier serve Delprato, che non si fa scappare l’occasione e sigla il 3-1, mettendo fine ai sogni di rimonta della Lazio.
Il Parma vince meritatamente con una prestazione solida e concreta, mentre la Lazio paga per i propri errori individuali e per la mancanza di cinismo in fase offensiva.

Torino-Napoli 0-1
Il match inizia con il Torino che si rende pericoloso già al 4′: su un cross di Gineitis, Adams sfiora il vantaggio con un colpo di testa che dà solo l’illusione del gol.
La chance scuote il Napoli, che prende in mano la partita con Lukaku e Kvaratskhelia protagonisti, anche se le occasioni vengono vanificate da errori o dagli interventi decisivi di Milinkovic-Savic.
La svolta arriva al 31′: un’azione ben orchestrata da Anguissa e Kvaratskhelia porta McTominay al tiro vincente, che sblocca la partita con un preciso sinistro.
Poco dopo, il Torino spreca una clamorosa occasione per il pari con Saul Coco, che fallisce un tap-in facilissimo su assist di Sanabria e Adams. Nel finale del primo tempo, il Napoli controlla il possesso per evitare rischi, portando il vantaggio negli spogliatoi.
Nella ripresa il Torino entra in campo più aggressivo, cercando il pari con Vojvoda, ma la difesa del Napoli respinge gli attacchi.
Gli azzurri rispondono con Lukaku e McTominay, ma la difesa granata e un Milinkovic-Savic in stato di grazia evitano il raddoppio. Vanoli prova a cambiare l’inerzia inserendo Vlasic e Njie, passando a un modulo più offensivo, mentre Conte risponde con Spinazzola per dare maggiore copertura.
Nel finale, il Napoli va vicino al 2-0 con Simeone e Neres, ma il gol dell’esterno brasiliano viene annullato per fuorigioco. Nonostante il forcing finale del Torino, il Napoli difende il risultato e chiude con un clean sheet, confermando la propria leadership solitaria in campionato.

Lecce-Juventus 1-1
La partita si apre con la Juve in controllo del possesso: la squadra di Motta prende subito l’iniziativa, cercando di manovrare con ampiezza e appoggiandosi a Weah. La prima vera occasione arriva al 20′ quando Thuram, su un cross di Yildiz, colpisce il palo da due passi sbucciando malamente la palla.
Poco dopo arrivano, in rapida successione, altre occasioni Juve: prima con un tiro di Conceicao che si stampa sul palo e poi con un gol annullato a Weah per fuorigioco di Locatelli.
Nonostante il predominio territoriale, i bianconeri faticano a sfondare la difesa corta e compatta del Lecce, che riparte con ordine, in particolare grazie a Gallo.
Nel secondo tempo, la Juve continua a dominare il possesso, ma il Lecce è attento e pericoloso in contropiede.
Perin si distingue su due tentativi di Krstovic, ma i bianconeri si vanno spegnendo mano a mano che il match prosegue e le energie calano.
Al 75′ però il match cambia, Cambiaso segna un gol per la Juve con un tiro deviato da Gaspar, che sorprende Falcone per il vantaggio bianconero. Giampaolo corre ai ripari e risponde con cambi offensivi, il Lecce non si arrende e vuole trovare il pareggio.
A causa della rosa cortissima, Thiago Motta è costretto ad inserire molti giovani e, nei minuti finali, non ha particormente agio a difendere il risultato, né abbassandosi né tenendo la palla per congelare la partita.
Il pareggio giallorosso infatti arriva al 92’: Rebic, sfruttando una ripartenza di Krstovic, infila Perin da due passi e segna l’1-1. La Juventus perde terreno in classifica scivolando a -6 dalla vetta, mentre il Lecce conquista un punto importantissimo che muove la classifica dei salentini.