Venezia-Empoli 1-1
Venezia ed Empoli si dividono la posta in palio al termine di una gara intensa e combattuta, conclusasi con un pareggio per 1-1 al Penzo.
Un risultato che lascia entrambe le squadre con sensazioni contrastanti: da un lato, un punto che muove la classifica; dall’altro, il rimpianto per un’occasione mancata. Il match è stato deciso interamente nel primo tempo, segnato da errori e giocate individuali.
L’avvio di gara è stato scoppiettante, con il Venezia subito in vantaggio grazie a un clamoroso errore di Vasquez che ha permesso a Pohjanpalo di firmare l’1-0. Questo episodio ha però scosso l’Empoli, che ha preso il controllo del gioco, dominando il possesso e creando numerose occasioni da rete.
La squadra di D’Aversa ha chiuso la prima frazione con 11 tiri, di cui cinque nello specchio, ma ha concretizzato solo una di queste opportunità grazie a un’invenzione di Colombo, bravo a sfruttare il servizio preciso di Esposito per pareggiare i conti.
Nonostante il grande sforzo offensivo dell’Empoli nel primo tempo, il protagonista indiscusso del match è stato Stankovic, il portiere del Venezia. Decisivo in più occasioni, ha neutralizzato tentativi insidiosi di Maleh ed Esposito nella prima frazione e ha fermato Colombo nella ripresa.
Una prestazione di alto livello che ha dato sicurezza ai lagunari, consentendo loro di controllare maggiormente il ritmo del gioco nel secondo tempo e cercare di colpire in contropiede con le accelerazioni di Oristanio, poi costretto a uscire per crampi.
Negli ultimi minuti, entrambe le squadre hanno provato a spingere per cercare il gol vittoria, ma è mancata la determinazione necessaria per fare la differenza nei momenti decisivi. La gara si è così conclusa con un pareggio che lascia l’amaro in bocca sia al Venezia che all’Empoli, entrambe consapevoli di non aver sfruttato appieno le proprie possibilità.
Fiorentina-Napoli 0-3
Il Napoli supera la Fiorentina al Franchi con un convincente 3-0, dimostrando solidità e incisività nei momenti chiave del match. La squadra di Conte, nonostante alcune assenze importanti, ha saputo capitalizzare le occasioni e difendere il risultato contro una Viola combattiva ma poco concreta.
Nel primo tempo, i partenopei hanno controllato il gioco, sfruttando la capacità di palleggiare nello stretto e pressare alto sulle seconde palle. Dopo alcune occasioni sprecate da entrambe le parti, è stato Neres a sbloccare il risultato con un destro potente e preciso al termine di un’azione personale, portando il Napoli in vantaggio e spezzando l’equilibrio della gara.
La Fiorentina ha provato a reagire, ma un gol di Kean è stato annullato per un tocco di mano, e Meret ha negato il pareggio con una grande parata su Mandragora.
Nella ripresa, la Viola ha cercato di alzare il ritmo e spingere con maggiore intensità, ma è incappata in un errore difensivo decisivo: Moreno ha atterrato Anguissa in area, concedendo a Lukaku il rigore del 2-0, trasformato con freddezza dall’attaccante belga.
Palladino ha tentato di cambiare le sorti del match inserendo Gosens e Colpani, passando al 4-2-3-1, una mossa che ha dato più vivacità alla manovra. Tuttavia, l’imprecisione sotto porta e due interventi decisivi di Meret hanno impedito alla Fiorentina di rientrare in partita.
Nel finale, il Napoli ha chiuso i conti con il gol del 3-0 di McTominay, che ha approfittato di una disattenzione difensiva per siglare il suo primo centro in campionato. Nonostante gli sforzi finali della Fiorentina, gli uomini di Conte hanno gestito il vantaggio, consolidando una vittoria preziosa che li proietta verso la vetta della classifica.
Hellas Verona-Udinese 0-0
Il confronto tra Verona e Udinese si conclude con un pareggio per 0-0, in una gara equilibrata e ricca di episodi, ma priva di reti. Le due squadre hanno creato alcune occasioni importanti, ma gli errori sotto porta e le parate dei portieri hanno impedito di sbloccare il risultato.
L’Hellas Verona parte con determinazione, sfiorando il gol dopo appena 4 minuti con un tiro dalla distanza di Serdar, respinto da Sava. Il primo tempo si sviluppa senza particolari emozioni, con l’Udinese che domina il possesso palla grazie al lavoro di Thauvin e Lucca, ma fatica a rendersi pericolosa.
L’Hellas, pur più incisivo, non riesce a prevalere nei duelli fisici, soprattutto con Tengstedt e Sarr, bloccati dai difensori friulani. L’unico vero brivido arriva al 40’, quando Thauvin impegna Montipò con una punizione ben calciata.
La ripresa si anima subito, con entrambe le squadre vicine al vantaggio. Un errore di Payero spalanca la strada a Tengstedt, che però spreca malamente. Poco dopo, l’Udinese costruisce la miglior occasione del match: un cross preciso di Thauvin trova Lovric, ma Montipò compie un miracolo. Lo stesso portiere del Verona si ripete più volte, salvando su Lucca e su un colpo di testa pericoloso del centravanti friulano.
Il Verona prova a rispondere con una punizione di Suslov, ben respinta da Sava. La partita cambia al 71’, quando Serdar riceve il secondo giallo, lasciando l’Hellas in dieci uomini. Da quel momento, l’Udinese si getta in avanti, con un assedio nel finale che culmina in un potente tiro da fuori di Atta, deviato sulla traversa da un reattivo Montipò.
Nonostante le numerose opportunità, nessuna delle due squadre riesce a sbloccare il punteggio, lasciando il risultato sullo 0-0. Un pareggio che premia le difese e i portieri, protagonisti assoluti del match.

Monza-Cagliari 1-2
Il Cagliari conquista una vittoria fondamentale in casa del Monza con un 1-2 in rimonta, rilanciando le proprie ambizioni in un match che si era complicato fin dai primi minuti. La squadra di Nicola ha mostrato carattere e determinazione, approfittando delle ingenuità avversarie e valorizzando le proprie qualità tecniche nei momenti decisivi.
La gara si apre in salita per i rossoblù a causa di un tocco di mano in area di Makoumbou, che regala un rigore al Monza trasformato da Caprari per il vantaggio brianzolo. Nonostante lo svantaggio iniziale, il Cagliari reagisce immediatamente, alzando il baricentro e creando pericoli con Felici, protagonista con una traversa, Piccoli e Viola, fino a trovare il pareggio con un sinistro preciso di Zortea.
Nella ripresa, Bocchetti cambia strategia per il Monza, rinforzando l’attacco con l’ingresso di Djuric, ma un errore di Bianco sulla trequarti spiana la strada al Cagliari. Obert conduce una rapida ripartenza, servendo un assist perfetto per Piccoli, che finalizza con un destro potente per il 2-1.
Il Monza prova a reagire, spinto dai tifosi, ma l’espulsione di D’Ambrosio per un fallo di reazione su Mina complica ulteriormente la situazione. Nonostante un’occasione per Pedro Pereira neutralizzata da Scuffet e un palo colpito da Lapadula nel recupero, i biancorossi non riescono a ribaltare il risultato.
Il Cagliari porta così a casa tre punti preziosi, frutto di una prestazione di carattere e concretezza, approfittando anche della poca lucidità del Monza nei momenti cruciali.
Lecce-Genoa 0-0
Lecce e Genoa si dividono la posta in palio in uno 0-0 che lascia invariate le distanze nella zona retrocessione. I salentini restano terzultimi, mentre il Genoa guadagna un punto prezioso salendo a quota 20, con un vantaggio di tre lunghezze sui pugliesi e sul Cagliari.
Il Lecbce parte forte, spingendo soprattutto sulla destra con uno scatenato Dorgu, autore della prima conclusione pericolosa, respinta in corner da Leali. Nonostante il predominio iniziale, i salentini non riescono a concretizzare le occasioni, compreso un palo colpito da Krstovic al 22’ e un possibile rigore non concesso per un episodio dubbio in area.
Il Genoa, schierato con un 4-4-2 atipico e pronto a ripartire in contropiede, risponde nel finale di primo tempo con una doppia traversa colpita da Thorsby e Pinamonti, ma il risultato resta bloccato sullo 0-0 all’intervallo.
Nella ripresa, i liguri tentano il tutto per tutto, inserendo Ekhator e avanzando il baricentro con tre punte. Nonostante ciò, il Lecce continua a rendersi pericoloso con un ispirato Dorgu, ma Leali si conferma insuperabile. Il Genoa perde Vitinha per infortunio, sostituito da Zanoli, che sfiora subito il gol, fermato solo da Falcone.
Nel finale, il Lecce prova a vincerla con gli ingressi di Rebic e del nuovo arrivato Karlsson, ma sbatte contro la difesa rossoblù. L’occasione migliore arriva nel recupero sui piedi di Guilbert, che spreca, lasciando il risultato invariato. Il Genoa, solido in difesa, ottiene il punto sperato per mantenere il vantaggio in classifica sugli avversari diretti.
Torino-Parma 0-0
Tra Torino e il Parma esce uno 0-0 intenso, caratterizzato da occasioni clamorose e interventi decisivi, soprattutto da parte del portiere degli ospiti, Suzuki, vero protagonista del match.
I granata partono forte e già al 9’ sfiorano il vantaggio con un colpo di testa di Adams, respinto con un miracolo da Suzuki. Subito dopo, il Parma trova la rete con Mihaila, su assist di Cancellieri, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Nonostante la pressione del Toro, con un’altra grande chance sprecata da Karamoh al 17’, il primo tempo si chiude a reti inviolate, con la squadra di Vanoli che fatica a mantenere l’intensità iniziale.
Nella ripresa, il Torino continua a fare la partita, ma il Parma cresce grazie ai cambi di Pecchia, che inserisce Bonny per aumentare il peso offensivo. Proprio Bonny crea scompiglio al 63’, impegnando Vanja Milinković-Savić con una conclusione dalla distanza. Gli ospiti sfiorano il vantaggio anche con una conclusione di Mihaila, che colpisce il palo esterno.
Nonostante i numerosi cambi, entrambe le squadre faticano a trovare il colpo decisivo. Nel recupero, il Torino ha un’ultima occasione con Linetty, ma un altro intervento strepitoso di Suzuki sigilla il risultato sullo 0-0, lasciando il Toro con il rimpianto per le molteplici occasioni non concretizzate.

Roma-Lazio 2-0
La Roma si assicura il derby capitolino contro la Lazio con un 2-0 convincente, grazie ai gol di Pellegrini e Saelemaekers, e conquista tre punti importanti per risalire la classifica. Una gara combattuta, decisa dal cinismo dei giallorossi e dalla solidità difensiva nel finale.
Ranieri sorprende con l’inserimento di Pellegrini dal primo minuto e la scelta paga: il capitano sblocca il match al 12’, liberandosi al limite dell’area su assist di Saelemaekers e battendo Provedel con un destro preciso.
Il gol rompe l’equilibrio iniziale e allarga gli spazi, permettendo alla Roma di colpire in contropiede. Dopo una parata di Svilar su Isaksen, è ancora Dybala a ispirare Saelemaekers, che firma il raddoppio con freddezza.
La Lazio, in difficoltà, fatica a trovare sbocchi offensivi nonostante la maggiore aggressività. Il lento giropalla dei biancocelesti e la solidità della difesa giallorossa, ben guidata da Mancini e Paredes, chiudono il primo tempo sul 2-0 per la Roma.
Nella ripresa, Baroni cambia volto alla Lazio inserendo Dia e Tchaouna, ma i biancocelesti continuano a sbattere contro un muro. Svilar si supera più volte, negando il gol a Castellanos, Guendouzi e Rovella. La Lazio aumenta la pressione, colpisce una traversa con Tchaouna e spinge con i cross da entrambe le fasce, senza però sfondare la difesa avversaria.
Ranieri risponde con i cambi, inserendo Pisilli ed El Shaarawy per rafforzare la squadra, mentre Baroni tenta il tutto per tutto con Lazzari e altri innesti offensivi. Nel finale, però, gli animi si surriscaldano: una rissa dopo un contatto tra Hummels e Castellanos porta all’espulsione dell’attaccante biancoceleste, chiudendo di fatto la partita.
La Roma difende il vantaggio con ordine e festeggia la vittoria all’Olimpico, mentre la Lazio esce a mani vuote nonostante gli sforzi nel secondo tempo.