Lazio-Como 1-1
Un Como combattivo e organizzato rovina la festa alla Lazio, che voleva celebrare il 125° anniversario con una vittoria. Il match dell’Olimpico, terminato 1-1, è stato condizionato dall’espulsione di Tchaouna a inizio secondo tempo, che ha lasciato i biancocelesti in inferiorità numerica per oltre mezz’ora.
Fin dai primi minuti, il Como ha mostrato una freschezza e un ritmo superiore, mettendo in difficoltà la squadra di Baroni con aggressività e tecnica. Nei primi venti minuti, Nico Paz ha sprecato tre grandi occasioni e Kempf ha colpito una traversa. Dopo questa fase iniziale, la Lazio ha trovato il vantaggio al 33° minuto con Dia, grazie a un’azione orchestrata da Guendouzi e Gigot.
Nella ripresa, il Como ha continuato a spingere, rendendosi pericoloso soprattutto con un colpo di testa di Dossena salvato sulla linea da Gigot. L’espulsione di Tchaouna, con due gialli nel giro di un minuto, ha complicato ulteriormente la partita per i padroni di casa. Il Como ne ha approfittato, trovando il pareggio al 72° con un colpo di testa di Cutrone su assist di Strefezza.
Nonostante qualche occasione nel finale, il risultato non è cambiato, lasciando la Lazio invischiata in un periodo non positivo, considerata anche la recente sconfitta nel derby contro la Roma.

Empoli-Lecce 1-3
Il Lecce conquista una vittoria fondamentale al Castellani, superando l’Empoli per 3-1 e trascinando i toscani nella lotta per non retrocedere. I salentini dominano il match sin dall’inizio, sfruttando le gravi lacune difensive dei padroni di casa.
L’incontro si sblocca già al 6°, quando Pierotti serve un perfetto assist in verticale per Krstovic: il montenegrino manca il controllo, ma Tete Morente è pronto a ribadire in rete per l’1-0. Pochi minuti dopo, lo stesso Krstovic si rifà con il gol del raddoppio all’11°, approfittando di un errore di Seghetti su assist dello spagnolo. Il Lecce continua a creare pericoli, con Helgason e Krstovic vicini al tris, ma il primo tempo si chiude sul 2-0.
L’Empoli tenta la reazione nella ripresa e accorcia le distanze al 47° con Cacace, bravo a sfruttare una sponda di Gyasi. I toscani si fanno più pericolosi, sfiorando il pari con Colombo e lo stesso Cacace, ma il Lecce resiste. Giampaolo risistema la squadra, e i salentini ritrovano il controllo del gioco.
Nel finale, il Lecce chiude i conti al 90°: una palla ben lavorata da Dorgu serve Krstovic, che sigla la sua doppietta con un preciso tiro all’incrocio. Con questa vittoria, i salentini agganciano l’Empoli a quota 20 punti, compiendo un passo importante verso la salvezza.
Udinese-Atalanta 0-0
Con Lucca squalificato e Davis indisponibile, Runjaic schiera Thauvin e Sanchez in attacco, mentre Gasperini, privo di Retegui e Cuadrado, punta su De Ketelaere e Lookman. Nei primi minuti, il match si sviluppa principalmente a centrocampo, con pressione e marcature che impediscono azioni incisive. La Dea mantiene maggior possesso palla, ma l’Udinese sfrutta meglio le ripartenze.
Il primo tempo si chiude con un’Udinese vicina al vantaggio: Carnesecchi respinge un colpo di testa ravvicinato di Bijol, mentre Sanchez colpisce un palo e una traversa in rapida successione con Lovric, su respinta, che non riesce a finalizzare.
Nella ripresa, l’Atalanta prova a riorganizzarsi passando al 4-2-3-1, ma è ancora l’Udinese a farsi pericolosa. Un retropassaggio sbagliato di Hien mette Payero davanti a Carnesecchi, che salva con un’uscita provvidenziale. La squadra di Runjaic continua a spingere, ma manca precisione in fase di finalizzazione.
Nel finale, entrambe le squadre effettuano diversi cambi per cercare nuove soluzioni: Gasperini inserisce Samardzic e Zanilo, mentre Runjaic opta per Ekkelenkamp e Atta. L’Atalanta tenta di alzare il baricentro, ma fatica a trovare spazi. L’ultima occasione è per Samardzic, ma il suo tiro è neutralizzato da un intervento decisivo del portiere Sava.
Il pareggio lascia l’Udinese soddisfatta per la prestazione, mentre l’Atalanta, apparsa sottotono, non riesce a sbloccare il match.

Torino-Juventus 1-1
Il Derby della Mole tra Torino e Juventus si conclude con un 1-1 che, pur non soddisfacendo nessuna delle due squadre, rispecchia quanto visto in campo. Un gol di Yildiz in avvio e una risposta di Vlasic nel recupero hanno deciso una partita nervosa e combattuta, con pochi spunti tecnici e tante tensioni.
La Juventus, in cerca di riscatto dopo la sconfitta in Supercoppa, ha mostrato poca incisività e ha subito l’aggressività del Torino, che si è distinto per cuore e determinazione. L’inizio sembrava promettente per i bianconeri, passati in vantaggio all’8° minuto grazie a un’invenzione di Yildiz, ma col passare dei minuti la squadra di Motta ha arretrato il baricentro, consentendo ai granata di guadagnare terreno.
Il Torino, pur mostrando i soliti limiti in fase realizzativa, ha trovato il pareggio nel recupero grazie a un potente e imparabile mancino di Vlasic. Prima del gol, i granata avevano provato a mettere pressione alla difesa avversaria con alcune occasioni, tra cui una girata di Maripan neutralizzata da Di Gregorio. Tuttavia, la scarsa concretezza offensiva ha impedito loro di capitalizzare ulteriormente.
La partita si è accesa anche fuori dal campo, con un diverbio tra i tecnici Thiago Motta e Vanoli che ha portato all’espulsione di entrambi. Nel finale, la Juventus ha provato a colpire con Koopmeiners, Gonzalez e Cambiaso, ma Milinkovic-Savic ha chiuso la saracinesca e si è opposto con interventi belli e decisivi.
Milan-Cagliari 1-1
Dopo l’insperato trionfo in Supercoppa Italiana, il Milan inciampa in campionato con un 1-1 contro il Cagliari a San Siro, sprecando l’occasione di avvicinarsi alla zona Champions. Il match è stato segnato dalle prestazioni opposte dei due portieri: Caprile ha salvato più volte i sardi, mentre un errore di Maignan ha permesso a Zortea di trovare il pareggio.
Il Milan ha iniziato con intensità, costringendo il Cagliari a difendersi basso. Le occasioni non sono mancate, ma i rossoneri hanno faticato a concretizzare. Pulisic, Leao e Reijnders hanno impegnato Caprile senza però trovare il gol. Sul finire del primo tempo, i sardi si sono resi pericolosi con Felici, fermato prima da Calabria e poi da un intervento decisivo di Maignan.
La ripresa si è aperta con un Milan più incisivo: Pulisic ha colpito due legni prima che Morata sbloccasse il risultato al 51° su una ribattuta. Tuttavia, un errore a centrocampo di Fofana ha innescato il contropiede che ha portato al pareggio di Zortea al 55°, con un tiro che ha sorpreso un colpevole Maignan.
Da quel momento, il Milan ha attaccato con insistenza, ma Caprile è stato insuperabile, respingendo conclusioni di Fofana, Pulisic, Theo e Abraham, l’ultimo disperato tentativo al 96°. Nonostante il dominio territoriale, i rossoneri non sono riusciti a capitalizzare, lasciando il campo con un solo punto.
Per il Cagliari, il pareggio rappresenta un risultato prezioso nella corsa salvezza, mentre il Milan deve riflettere sulla mancanza di un centravanti da 20-25 gol e su alcune disattenzioni difensive.
Genoa-Parma 1-0
Il Genoa prosegue la sua rinascita sotto la guida di Patrick Vieira, battendo 1-0 a Marassi il Parma nello scontro salvezza della 20° giornata. Con questa vittoria, la seconda consecutiva, i rossoblù salgono a 23 punti, staccando i ducali, fermi a quota 19, e allontanandosi dalla zona retrocessione.
Il primo tempo è stato caratterizzato da un gioco spezzettato, con numerosi falli ed errori da ambo le parti. Le occasioni degne di nota sono arrivate solo al 23° minuto, quando Vasquez non è riuscito a concretizzare una doppia chance per il Genoa. Il Parma ha risposto con un rasoterra di Bonny, ma nessuna delle due squadre è riuscita a sbloccare il risultato prima dell’intervallo.
Nella ripresa, il Genoa ha mostrato un atteggiamento più offensivo, mentre il Parma, nonostante il tentativo di alzare il baricentro, ha faticato a trovare soluzioni efficaci. Il gol decisivo è arrivato al 65° minuto, con Frendrup che ha provato un tiro da fuori area deviato in rete da Delprato, spiazzando Suzuki.
I ducali hanno provato a reagire inserendo Dennis Man e spingendo con Bonny, ma la difesa rossoblù, guidata da Bani, si è dimostrata rocciosa e impenetrabile. Nel finale i padroni di casa hanno sfiorato il raddoppio a più riprese, con Ekhator prima, fermato in offside, e Kasa poi, neutralizzato dal portiere avversario. I rossoblù hanno gestito senza rischi gli ultimi minuti, portando a casa tre punti preziosi.
Con questa vittoria, il Genoa si gode tre gare consecutive senza sconfitte e festeggia la prima vittoria casalinga sotto la nuova proprietà di Dan Sucu, mentre il Parma vede complicarsi la propria situazione in classifica.

Venezia-Inter 0-1
L’Inter riparte dopo la delusione in Supercoppa con una vittoria sofferta sul Venezia, superato 0-1 grazie al gol di Darmian. I nerazzurri hanno dominato per lunghi tratti, ma hanno rischiato nel finale, salvati da Sommer e dal palo colpito da Busio.
Il match inizia con il Venezia in emergenza difensiva: Di Francesco perde Altare durante il riscaldamento e deve schierare una retroguardia rimaneggiata. Anche Inzaghi deve far fronte a diverse assenze, tra cui quella di Mkhitaryan, ma può contare su una rosa nettamente più profonda. L’Inter prende subito il controllo del gioco: al 16°, Asllani serve un perfetto lancio per Lautaro, il cui tiro è respinto da Stankovic, ma Darmian è pronto a ribadire in rete.
Il Venezia fatica a reagire nel primo tempo, colpito anche dalla sfortuna con l’infortunio di Sagrado. L’Inter sfiora il raddoppio con Taremi e Lautaro, ma non riesce a chiudere la partita.
Nella ripresa, il Venezia cambia atteggiamento e aumenta la pressione. Doumbia impegna Sommer di testa, mentre Busio va vicinissimo al pareggio con un tiro che si stampa sul palo al 74°. Nel frattempo, Frattesi spreca una clamorosa occasione per il raddoppio, fermato ancora da un ottimo Stankovic.
Inzaghi inserisce Thuram, Arnautovic e Pavard per mettere forze fresche in campo, mentre i padroni di casa provano l’assalto finale. Pohjanpalo, in pieno recupero, spaventa i nerazzurri con un tiro dal limite, ma Sommer blocca e salva il risultato.
L’Inter porta a casa tre punti importanti per ripartire in campionato, pur mostrando qualche difficoltà nel chiudere le partite. Il Venezia, nonostante la sconfitta, esce a testa alta, mettendo in difficoltà i campioni d’Italia soprattutto nella ripresa.

Bologna-Roma 2-2
Bologna e Roma si dividono la posta in un match intenso, deciso da episodi chiave nella ripresa. Il risultato finale di 2-2 premia la tenacia dei giallorossi, capaci di acciuffare il pari nel recupero, e lascia l’amaro in bocca ai rossoblù, così vicini alla vittoria.
Il primo tempo, nonostante l’approccio aggressivo del Bologna e le buone uscite della Roma, ha offerto poche emozioni. Svilar ha neutralizzato un tentativo di Dallinga, mentre Skorupski è stato decisivo su Paredes e Dovbyk. La chance più ghiotta per i giallorossi è arrivata al 35°, con Dybala che ha calciato alto su un errore di Lucumì.
La ripresa si è rivelata più vivace. Al 58°, Saelemaekers ha sbloccato il match con un tiro da fuori area che ha ingannato Skorupski. Il Bologna ha risposto immediatamente: Dominguez ha guidato una grande ripartenza, servendo Odgaard, che ha assistito Dallinga per l’1-1. Poco dopo, sugli sviluppi di un corner, il Bologna ha trovato il 2-1 con un rigore trasformato da Ferguson, dopo un fallo di Pellegrini su Odgaard e un tocco di mano di Manu Koné.
I rossoblù hanno sfiorato il tris con Orsolini e Odgaard, ma Svilar ha mantenuto in partita la Roma. Quando tutto sembrava deciso, negli ultimi istanti di partita, un tocco di mano di Lucumì in area, rilevato al VAR, ha concesso a Dovbyk la chance di pareggiare al 96°. La sua battuta è stata vincente e la Roma ha conquistato un punto in un cambo difficile come quello del Dall’Ara.
Napoli-Hellas Verona 2-0
Il Napoli supera l’Hellas Verona 2-0 al Maradona, con un gol per tempo che consente agli uomini di Conte di difendere il primato in classifica. Una gara dominata dagli azzurri, che hanno gestito il gioco e concretizzato le occasioni nei momenti chiave.
Dopo un avvio lento, il Napoli si porta in vantaggio al 10° minuto grazie a Di Lorenzo, autore di un preciso sinistro che, complice una deviazione, si insacca dopo aver colpito il palo e la schiena di uno sfortunato Montipò. Il gol sblocca gli azzurri, che alzano il ritmo e creano diverse occasioni. Anguissa spreca un’opportunità dal centro dell’area, mentre Lukaku e McTominay sfiorano il raddoppio.
Nonostante la pressione del Napoli, l’Hellas si rende pericoloso in contropiede con Tengstedt e Sarr, ma Meret e Rrahmani riescono a chiudere bene. La prima frazione si chiude sull’1-0, con gli azzurri in controllo ma incapaci di trovare il secondo gol che chiuderebbe la gara.
Nella ripresa, il Napoli continua a spingere. Montipò si oppone a un tentativo di McTominay e a due colpi di testa di Rrahmani, ma, al 68°, il portiere scaligero capitola, con Anguissa che raddoppia con un potente sinistro dal limite. Con il risultato in cassaforte, Conte effettua diversi cambi per abbassare il ritmo e congelare il match.
Il Verona tenta una reazione con Kastanos e Duda, ma senza impensierire seriamente Meret. Nel finale, il Napoli sfiora il tris con un sinistro di Neres, ma il risultato non cambia. Gli azzurri, solidi e organizzati, ottengono tre punti importanti, mentre il Verona resta impantanato in zona salvezza.