Torino-Cagliari 2-0
Il Torino torna a sorridere tra le mura amiche grazie al 2-0 contro il Cagliari, che segna la fine di un lungo digiuno di vittorie casalinghe.
L’avvio dei granata è fulminante: dopo appena sei minuti, Ricci serve un assist perfetto a Che Adams, che finalizza sotto la traversa dopo un’azione costruita con intelligenza sulla destra. Caprile, estremo difensore dei sardi, nulla può sull’esecuzione.
Nonostante l’ottimo inizio, il Cagliari prova a reagire alzando il ritmo e il baricentro. La difesa granata resiste grazie anche a un super Caprile, che si oppone a più riprese ai tentativi di Karamoh e Pedersen su contropiede. La prima frazione si chiude sull’1-0, con i padroni di casa in controllo ma incapaci di trovare il raddoppio.
Il secondo tempo si apre con un episodio chiave: Lazaro segna il 2-0, ma la rete viene annullata dopo il controllo al VAR per un fuorigioco di Karamoh nell’azione.
Il gol che chiude i conti arriva al 61’: Karamoh recupera palla e calcia dalla distanza colpendo la traversa, ma Adams è pronto a ribadire in rete. Una deviazione di Zappa inganna Caprile, sancendo il doppio vantaggio granata.
Nel finale, il Cagliari tenta una reazione, ma le idee e le energie sembrano esaurite. Il Torino si difende con ordine e mantiene il controllo fino al fischio finale.
Con questa vittoria, il Torino raggiunge quota 26 punti e si avvicina alla parte sinistra della classifica, mentre il Cagliari resta fermo a 21, ancora coinvolto nella lotta per la salvezza.

Como-Atalanta 1-2
L’Atalanta torna alla vittoria in campionato superando il Como per 1-2 in un derby lombardo ricco di emozioni. Dopo un primo tempo difficile, i nerazzurri hanno ribaltato il risultato grazie alla doppietta di Mateo Retegui, sempre più capocannoniere con 16 reti. Fondamentale anche l’impatto di Brescianini, che ha contribuito a cambiare ritmo alla squadra. La Dea blinda così il terzo posto in classifica.
Nel primo tempo, il Como ha messo in difficoltà i bergamaschi con un approccio aggressivo e ben organizzato. Fabregas ha schierato i suoi con una difesa a quattro, inserendo Diao al posto di Cutrone in avanti.
Nonostante il buon avvio, un gol di Nico Paz ha sbloccato il risultato per i padroni di casa, grazie a un’azione nata da un errore di Zappacosta. Il VAR ha convalidato la rete, evidenziando le difficoltà dell’Atalanta, incapace di creare vere occasioni da gol nella prima frazione.
Nella ripresa, Gasperini ha rivoluzionato la squadra: fuori Zappacosta e De Roon, dentro Ruggeri e De Ketelaere. Ma è stato l’ingresso di Brescianini al 56′ a cambiare l’inerzia della partita. Il centrocampista ha servito un assist perfetto a Retegui, che con una precisa girata di sinistro ha trovato il pareggio. Poco dopo, un altro inserimento vincente di Retegui su suggerimento dello stesso Brescianini ha completato la rimonta.
Il Como ha tentato di reagire inserendo Cutrone e Belotti, ma senza successo. Due gol, uno di Cutrone e uno di De Ketelaere, sono stati annullati dal VAR, lasciando invariato il risultato. Al triplice fischio, l’Atalanta ha potuto festeggiare una vittoria che riscatta la sconfitta dell’andata.
Napoli-Juventus 2-1
La Juventus parte forte nella sfida contro il Napoli, sfiorando il vantaggio già al 5’. Yildiz si libera bene di Spinazzola, ma spreca calciando centralmente e consentendo a Meret di salvare i suoi. Con il passare dei minuti, il Napoli prende il controllo del gioco, alzando il pressing e schiacciando i bianconeri nella loro metà campo.
Nonostante l’intensità, Di Gregorio non viene mai realmente impegnato. Sul fronte opposto, la Juve prova a sfruttare le ripartenze e al 30’ un tiro dalla distanza di Gonzalez spaventa Meret, sfiorando il palo.
Il match si sblocca poco prima dell’intervallo: al 43’ Kolo Muani, al debutto, raccoglie un pallone al limite dell’area e con una girata precisa supera Meret, portando i bianconeri sull’1-0. Il primo tempo si chiude con un’occasione per Politano su punizione, che sfiora la traversa senza impensierire Di Gregorio.
Nella ripresa, il Napoli entra in campo con grande intensità e sfiora subito il pareggio con un colpo di testa ravvicinato di Lukaku, respinto con un riflesso straordinario da Di Gregorio. Al 57’, però, la pressione azzurra viene premiata: un cross di Politano trova Anguissa, che di testa anticipa McKennie e firma l’1-1.
La Juventus accusa il colpo e fatica a reagire. Al 69’, il Napoli completa la rimonta: Lukaku serve McTominay in area, che viene steso da Locatelli. Il rigore è inevitabile e lo stesso Lukaku lo trasforma con freddezza, spiazzando Di Gregorio.
Nonostante i cambi di Motta, che inserisce Vlahovic e Conceiçao nel tentativo di rianimare l’attacco, la Juventus non riesce più a rendersi pericolosa. Il Napoli, invece, gestisce il vantaggio con autorità, difendendo il risultato fino al triplice fischio e conquistando tre punti preziosi nella lotta per il titolo.
Empoli-Bologna 1-1
Dopo l’entusiasmo per il successo in Europa, il Bologna inciampa al Castellani contro un Empoli ben organizzato. I toscani partono meglio, bloccando le fasce avversarie con un’ottima fase difensiva e sfruttando le proprie occasioni.
Al 24’, Pezzella serve Colombo in area, che firma l’1-0 da posizione ravvicinata. Nonostante un lieve infortunio per Skorupski, il Bologna reagisce solo negli ultimi minuti del primo tempo: Lykogiannis pennella un cross perfetto per Dominguez, che con una splendida girata al volo realizza l’1-1.
Nella ripresa, i felsinei spingono subito con Odgaard e Ndoye, ma lasciano spazio alle ripartenze dell’Empoli. Skorupski salva su Fazzini, mentre Vasquez si oppone alle incursioni di Beukema e Odgaard, mantenendo il punteggio in equilibrio. Con il passare dei minuti, il Bologna perde intensità e commette diversi errori, come i controfalli sulle rimesse laterali, dimostrando poca lucidità.
Nel finale, i ritmi calano e l’Empoli gestisce senza particolari rischi, ottenendo un pareggio che vale oro in ottica salvezza. I toscani salgono a quota 21 punti, ma restano vicini alla zona retrocessione con soli due punti di vantaggio sulla terzultima. Il Bologna, invece, si porta al sesto posto con 34 punti, ma rischia di essere scavalcato dalla Fiorentina.

Milan-Parma 3-2
A San Siro il Parma sorprende il Milan con un approccio spregiudicato e offensivo. La squadra di Pecchia si porta in vantaggio al 25’ con uno splendido gol di Cancellieri, che sfrutta una scivolata di Theo Hernandez e insacca con un sinistro a giro sul secondo palo.
Il Milan, inizialmente lento e prevedibile, trova il pareggio al 38’ grazie a un rigore trasformato da Pulisic, concesso per un’ingenuità del portiere Suzuki, che spinge Pavlovic in area durante un corner.
Prima dell’intervallo, Suzuki si riscatta respingendo una conclusione angolata di Reijnders, mantenendo il risultato sull’1-1 al termine di un primo tempo combattuto.
Nella ripresa, Conceiçao cambia le carte in tavola, sostituendo Theo Hernandez e Leao con Bennacer e Bartesaghi. Nonostante il predominio territoriale, il Milan fatica a trovare spazi e rischia grosso: al 73’ Almqvist sfiora il gol per il Parma, ma un prodigioso intervento di Maignan salva i rossoneri.
L’estremo difensore si ripete all’80’ su Camara, ma sulla respinta Del Prato è il più rapido e riporta avanti gli ospiti, gelando San Siro.
Il Milan, però, non si arrende e reagisce con determinazione. Dopo un gol annullato a Pavlovic per fuorigioco, due errori difensivi del Parma nel finale consentono a Reijnders e Chukwueze di ribaltare il risultato.
Il gol decisivo del nigeriano, segnato con la coscia, sigilla una vittoria sofferta ma fondamentale per i rossoneri.
Udinese-Roma 1-2
La Roma di Claudio Ranieri rialza la testa in campionato vincendo 1-2 a Udine, un successo fondamentale per la classifica e per il morale. I giallorossi, reduci dalla sconfitta in Europa League contro l’AZ Alkmaar, ritrovano slancio in vista delle prossime sfide, tra cui l’attesa gara contro il Napoli capolista.
L’Udinese parte bene e si porta in vantaggio al 38’: su una punizione di Lovric, il velo di Karlstrom apre la strada a Lucca, che insacca battendo Svilar. I padroni di casa gestiscono il risultato fino all’intervallo, mentre la Roma fatica a creare occasioni pericolose.
Ranieri cambia volto alla squadra nella ripresa, sostituendo Celik con Shomurodov. L’episodio chiave arriva al 50’, quando un fallo di mano di Kabasele regala alla Roma un calcio di rigore: Pellegrini trasforma con freddezza, riportando il punteggio in parità.
La spinta dei nuovi entrati si rivela decisiva: El Shaarawy, lanciato da Shomurodov, viene steso in area da Sava, concedendo un secondo rigore ai giallorossi. Stavolta è Dovbyk a presentarsi dal dischetto e a spiazzare il portiere per il 2-1.
Nonostante i tentativi dell’Udinese, che inserisce forze fresche come Thauvin e Pafundi, la Roma resiste con ordine, anche grazie ai cambi di Ranieri, che copre la squadra con Zalewski e Dybala. I bianconeri non riescono a trovare il pareggio, e i giallorossi portano a casa tre punti preziosi.
Con questa vittoria, la Roma prosegue il momento positivo in campionato: 10 punti conquistati nelle ultime quattro gare e un chiaro segnale lanciato al Napoli in vista della prossima sfida all’Olimpico.

Lecce-Inter 0-4
L’Inter conferma il suo momento di forma straordinario battendo il Lecce 0-4 al Via del Mare. Una vittoria netta e senza appello, ottenuta nonostante le fatiche europee che avevano messo in difficoltà altre squadre impegnate in Champions League. I nerazzurri ottengono così l’ottavo successo consecutivo in trasferta in Serie A, il sesto senza subire gol.
La partita si mette subito in discesa per l’Inter grazie a un errore di Guilbert al 6′, che permette a Thuram di servire un assist perfetto per il gol di Frattesi.
La squadra di Inzaghi domina i primi venti minuti, trovando altre due reti poi annullate per fuorigioco, e spegne ogni tentativo di reazione del Lecce. Prima dell’intervallo, Lautaro Martinez sigla il raddoppio con una giocata decisiva, mettendo in ghiaccio il risultato.
Il Lecce prova a reagire nei primi dieci minuti della ripresa, ma Sommer è attento sulle conclusioni di Krstovic. Nel momento migliore dei salentini, l’Inter chiude la gara al 57′: Lautaro inventa un colpo di tacco spettacolare, liberando Dumfries, che firma il 3-0 con un sinistro a giro sul secondo palo.
Con il Lecce ormai rassegnato, i nerazzurri trovano anche il quarto gol: un fallo di Falcone su Frattesi regala il rigore a Taremi, che trasforma per il definitivo 0-4.
L’Inter, con questa prestazione, manda un segnale chiaro al Napoli e si prepara al duello per lo scudetto, con lo scontro diretto del 2 marzo al Maradona già cerchiato in rosso.
Lazio-Fiorentina 1-2
La Lazio perde un’importante opportunità per blindare la zona Champions, cadendo 1-2 contro una Fiorentina ritrovata. I toscani, guidati da un primo tempo di alto livello, conquistano tre punti preziosi che rilanciano le loro ambizioni europee. Il risultato favorisce anche il Milan, che si avvicina alla quarta posizione.
L’avvio della Fiorentina è travolgente: all’11’, un errore tra Marusic e Dele-Bashiru permette a Gosens di servire Adli, che al volo batte Provedel per lo 0-1. Sei minuti dopo, Dodò supera Pellegrini sulla fascia e confeziona un assist perfetto per Beltran, che di testa sigla il raddoppio.
I biancocelesti faticano a reagire, e la Viola sfiora il tris al 34’: la spettacolare rovesciata di Gudmundsson colpisce il palo, facendo tremare Provedel.
Nella ripresa, Baroni cambia volto alla Lazio inserendo Pedro e Rovella. La squadra diventa più offensiva e tenta l’assalto: al 66′, Dia colpisce male il pallone, che rimbalza sul palo in una mischia caotica. Nonostante il dominio territoriale, De Gea si dimostra decisivo, bloccando ogni tentativo.
Il finale è ricco di emozioni. Al 92’, Marusic riapre la partita con un colpo di testa su sponda di Hysaj, e al 95’ sfiora il pareggio con un altro colpo di testa che De Gea devia in angolo. L’ultima occasione arriva al 98′, quando Pedro colpisce il palo con un tiro che attraversa la linea di porta senza entrare. La partita si chiude con il nervosismo alle stelle e le espulsioni di entrambi i tecnici per proteste.
Venezia-Hellas Verona 1-1
Partita dai ritmi bassi al Bentegodi, con il Verona che fatica a mantenere il possesso palla nel primo tempo. La gara si sblocca al 28’ quando Pohjanpalo, servito da Zerbin al limite dell’area, tenta la conclusione, respinta dalla difesa ospite.
Sulla ribattuta è lo stesso Zerbin a insaccare, firmando il suo primo gol in Serie A alla prima da titolare con Di Francesco.
Il Venezia accenna una timida reazione, ma perde Tengstedt per infortunio al 40’. Nella ripresa, gli uomini di Zanetti scendono in campo con maggiore intensità: Serdar impegna Stankovic, mentre Ghilardi spreca una ghiotta occasione di testa.
Il pareggio arriva al 76’, grazie ai cambi di Zanetti: Mosquera, appena entrato, si invola sulla destra e serve un cross per Sarr. Tchatchoua, dimenticato da Idzes, realizza il tap-in vincente. Di Francesco tenta il tutto per tutto con Yeboah e Gytkjaer, ma il risultato non cambia.
Con questo pareggio, l’Hellas sale a 20 punti in classifica, mantenendo un vantaggio di quattro lunghezze sul Venezia, fermo a quota 16.
Genoa-Monza 2-0
Al Ferraris, sotto una pioggia battente che ha appesantito il terreno di gioco, il Genoa torna alla vittoria superando 2-0 il Monza, sempre più ultimo in classifica.
Vieira opta per una formazione fisica con un centrocampo muscolare e il tridente Pinamonti, Thorsby e Miretti, mentre Bocchetti si affida al nuovo regista Urbanski e al tandem d’attacco Maldini-Caprari.
La prima frazione è caratterizzata da tanti errori e interruzioni, con il Genoa che pressa alto e prova a costruire sulle fasce.
Pinamonti sfiora il gol di testa e si vede parare un rigore da un super Turati, che respinge anche una conclusione ravvicinata di Miretti. Nonostante la pressione rossoblù, il primo tempo si chiude a reti inviolate.
Nella ripresa, il Genoa continua a spingere, colpendo una traversa con un colpo di testa di Miretti. Il Monza prova a reagire con Caprari e D’Ambrosio, ma senza successo. Vieira allora inserisce Cornet, che aumenta la pressione e porta nuova energia al Grifone.
Il gol arriva al 76’: Martin serve una punizione perfetta per l’inserimento di De Winter, che di testa supera Turati e sblocca il risultato.
Il Monza tenta il tutto per tutto alzando il baricentro, ma il Genoa difende con ordine e riparte con velocità. Nel finale, una discesa di Cornet sulla destra trova Vasquez pronto a chiudere i conti con un colpo di testa vincente.
Con questa vittoria, il Genoa sale a 26 punti, mantenendo una distanza rassicurante dalla zona retrocessione, mentre il Monza resta ultimo e sempre più in difficoltà.