Parma-Lecce 1-3
La gara inizia a ritmi bassi ma cresce rapidamente d’intensità. Il Parma sfiora il vantaggio con un palo di Mihaila, mentre il Lecce si vede annullare un gol di Krstovic per fuorigioco.
Al 33′ Baschirotto tocca il pallone con la mano in area e concede un rigore, trasformato da Valeri per l’1-0. La reazione dei salentini è immediata: tre minuti dopo, Krstovic segna di testa il gol dell’1-1.
Mihaila, dopo aver sfiorato il raddoppio, si infortuna e lascia il posto a Bonny. Nella ripresa Pecchia cambia modulo e inserisce Camara, ma il Parma commette troppi errori difensivi. Al 64’ Krstovic inventa un assist perfetto per Pierotti, che batte Suzuki e porta il Lecce in vantaggio.
I ducali provano a reagire con un assetto ultra-offensivo, ma sprecano troppo: Valeri fallisce il possibile 2-2 all’88’. Nel recupero arriva il colpo di grazia: Krstovic ispira ancora Pierotti, che firma il definitivo 3-1.
Il Lecce sale a 23 punti e si allontana dalla zona retrocessione, mentre il Parma incassa un’altra sconfitta in rimonta e resta in difficoltà.
Udinese-Venezia 3-2
Il primo episodio chiave arriva già nel primo tempo: Stankovic si infortuna al ginocchio su un rinvio e deve lasciare il posto a Joronen.
Dopo il cambio, l’Udinese prende fiducia e sfiora il vantaggio con Ekkelenkamp, ma il neoentrato portiere lagunare risponde presente. Dall’altra parte Yeboah tenta la replica, ma senza impensierire Sava.
La gara si accende nella ripresa. Al 48′, un’uscita sbagliata di Joronen su un cross di Kamara favorisce Lucca, che di testa firma l’1-0.
Il Venezia accusa il colpo e dopo cinque minuti subisce anche il raddoppio: un’altra indecisione difensiva permette a Lovric di calciare al volo e segnare il 2-0. I friulani sfiorano il tris con Thauvin, ma all’improvviso la partita cambia volto. Al 66’, Nicolussi Caviglia trova un gran gol su punizione e riapre il match.
Come all’andata, il Venezia completa la rimonta, almeno momentaneamente: su calcio d’angolo la difesa friulana sbaglia il posizionamento e Gytkjaer insacca per il 2-2. Ma l’Udinese non si arrende e trova il gol vittoria nel finale: Solet sfonda sulla sinistra e serve Bravo, che di esterno firma il 3-2 definitivo.
Monza-Hellas Verona 0-1
La sfida si sblocca già al 13′, quando un cross di Serdar dalla destra provoca un clamoroso autogol di Lekovic, che devia il pallone nella propria porta. L’Hellas Verona sfrutta l’episodio favorevole e gestisce il vantaggio, ma nella ripresa spreca l’occasione per chiudere il match: Niasse, entrato al posto di Serdar, fallisce il raddoppio da posizione favorevole.
Poco dopo, altro colpo di scena: Turati si infortuna ed è costretto a lasciare il posto a Pizzignacco. Nonostante le difficoltà, il Monza prova a reagire, ma Dany Mota non riesce a concretizzare una chance su calcio d’angolo. Il risultato non cambia e l’Hellas porta a casa una vittoria preziosa.
Con questi tre punti, il Verona sale a quota 23 e respira in chiave salvezza, mentre il Monza di Bocchetti vede sempre più lontana la permanenza in Serie A.
Atalanta-Torino 1-1

La sfida si è giocata su due approcci opposti: da un lato una Dea meno aggressiva e lucida, probabilmente condizionata dalle fatiche di Barcellona, dall’altro un Torino solido, pronto a lottare su ogni pallone e a sacrificare l’attacco per difendere con ordine.
Il pareggio ha lasciato sensazioni diverse alle due squadre: l’Atalanta ha confermato le difficoltà in campionato, con appena due vittorie nelle ultime nove partite, mentre i granata hanno proseguito il loro momento positivo dopo il cambio di sistema voluto da Vanoli.
Le reti sono arrivate entrambe su calcio piazzato. Dopo un gol annullato a Bellanova per un tocco di mano, Djimsiti ha portato avanti l’Atalanta svettando su un corner.
La reazione del Torino è stata immediata: Maripan ha pareggiato con un colpo di testa da pochi passi, approfittando di un errore in marcatura su un altro calcio d’angolo.
Il Torino ha poi abbassato il baricentro, concedendo all’Atalanta solo tiri dalla distanza. Quando la Dea ha avuto l’occasione migliore, Milinkovic-Savic ha fatto la differenza: il portiere serbo ha ipnotizzato Retegui dal dischetto, confermandosi infallibile sui rigori dopo aver già fermato Pasalic all’andata.
Bologna-Como 2-0
Il Bologna parte con grande intensità, mostrando più brillantezza rispetto agli ospiti. Lucumí sfiora subito il vantaggio colpendo la traversa su corner, poi al 25′ De Silvestri sblocca il match con un colpo di testa su perfetto cross di Lykogiannis.
Il Como fatica a reagire e rischia ancora al 37′, quando Dallinga colpisce un altro legno. Un minuto dopo la gara si complica ulteriormente per gli uomini di Fabregas: Fadera protesta e viene espulso direttamente da Massimi, lasciando i suoi in dieci. Nonostante la superiorità numerica, i rossoblù non trovano subito il raddoppio e si va all’intervallo sull’1-0.
Nella ripresa il copione non cambia. Italiano effettua due cambi decisivi e proprio i nuovi entrati confezionano il gol del 2-0: al 66’, cross di Miranda e tocco vincente sotto porta di Fabbian. Il Como, ormai stanco e in inferiorità numerica, non riesce a riaprire il match.
Il Bologna chiude con una vittoria meritata, salendo a 37 punti e agganciando momentaneamente la Juventus al sesto posto. Gli ospiti, invece, restano fermi a quota 22, in quindicesima posizione.
Juventus-Empoli 4-1

Thiago Motta sorprende ancora con le sue scelte: Renato Veiga subito titolare, Kolo Muani confermato al posto di Vlahovic, Weah terzino destro e McKennie trequartista, mentre Koopmeiners si abbassa accanto a Locatelli. L’Empoli, invece, deve rinunciare all’ultimo a Fazzini, sostituito da Maleh.
L’inizio è shock per la Juve: al 4’ De Sciglio segna contro la sua ex squadra e si scusa con il pubblico. I bianconeri faticano a reagire e subiscono la pressione dell’Empoli, con Anjorin e Henderson che bloccano Locatelli e Koopmeiners impedendo alla squadra di costruire gioco.
Un rigore inizialmente concesso e poi annullato dal VAR per un tocco di mano di Anjorin evidenzia le difficoltà della Juve, che si affida alle giocate di Yildiz per provare a rendersi pericolosa. Il turco crea due occasioni, ma né Nico Gonzalez né Koopmeiners trovano la rete. All’intervallo lo Stadium fischia sonoramente la squadra.
Nella ripresa la Juve cambia marcia, anche grazie alla sfortuna dell’Empoli, che perde per infortunio prima Anjorin e poi Ismajli. Kolo Muani approfitta di un errore di Goglichidze e segna l’1-1, dando la scossa ai suoi. Tre minuti dopo, Weah calcia dal limite e lo stesso Kolo Muani devia il tiro in rete per il 2-1.
Thiago Motta inserisce Vlahovic per Yildiz, provando la doppia punta, ma l’Empoli sfiora comunque il pari con Colombo. La svolta definitiva arriva con l’espulsione di Maleh, che lascia gli ospiti in dieci.
Nel finale la Juve ne approfitta e chiude i conti: Vlahovic firma il 3-1 con un sinistro potente, complice un’incertezza di Vasquez, mentre Conceição segna il definitivo 4-1 in contropiede.
Fiorentina-Genoa 2-1
Dopo il successo contro la Lazio, Palladino cambia ancora: Mandragora e Richardson in mediana, mentre in avanti si affida a Folorunsho, Gudmundsson e Beltran alle spalle di Kean. Vieira, invece, conferma Masini a centrocampo e punta sul tridente Cornet-Pinamonti-Miretti.
L’avvio è tutto viola. Dodò protesta per un contatto in area dopo appena due minuti, ma il VAR conferma la decisione di lasciar correre. La Fiorentina imposta la gara con un pressing alto e al decimo trova il vantaggio: assist no-look di Mandragora e spettacolare girata al volo di Kean per l’1-0.
Il Genoa prova a reagire, ma al 35’ paga un errore in costruzione: Miretti perde palla e Gudmundsson raddoppia di sinistro su assist di Gosens. Il Grifone ha una chance nel finale di primo tempo con Cornet, che spreca davanti a De Gea, mentre Leali neutralizza un tentativo di Gudmundsson.
Nella ripresa Vieira inserisce Vitinha per Cornet e il Genoa alza il ritmo. Dopo alcuni tentativi murati dalla difesa viola, De Winter accorcia di testa su corner, riaprendo la partita.
Palladino risponde passando al 4-4-2 con l’ingresso di Comuzzo. I rossoblù aumentano la pressione, sfiorano il pari con Miretti e Frendrup, ma la Fiorentina si salva.
Nel finale le occasioni fioccano su entrambi i fronti. De Gea nega la doppietta a De Winter, mentre Leali si oppone a Dodò e Pongracic. Vieira gioca il tutto per tutto con Ekuban e Messias, ma l’ultimo assalto del Genoa, su calcio d’angolo nel recupero, viene respinto dalla difesa viola. La Fiorentina resiste e porta a casa una vittoria preziosa.
Milan-Inter 1-1

Il destino del derby di Milano si ripete con il numero 93, il minuto in cui Abraham segnò in Supercoppa. Questa volta, però, è l’Inter a esultare, acciuffando un pareggio meritato in pieno recupero. Una sfida in cui i nerazzurri hanno dominato nel secondo tempo, colpendo tre pali e trovando sulla loro strada un grande Maignan, mentre Sommer ha vissuto una serata più tranquilla.
Il risultato, tuttavia, non accontenta nessuno: il Milan perde terreno nella corsa Champions, l’Inter rischia di vedere il Napoli allontanarsi e ora non può fallire il recupero contro la Fiorentina.
Conceição schiera un Milan inedito in 4-4-2 con il debutto di Walker in difesa, Musah e Leao sugli esterni e la coppia Abraham-Pulisic in attacco. Inzaghi recupera Calhanoglu e Acerbi, ma solo il turco parte titolare, mentre Lautaro e Thuram guidano il reparto offensivo.
L’inizio è prudente, con entrambe le squadre attente a non scoprirsi. L’Inter segna con Dimarco, ma il gol viene annullato per fuorigioco di Lautaro.
I nerazzurri prendono il controllo del gioco, ma si vedono annullare un’altra rete per una posizione irregolare di Barella nell’azione che porta al gol di Lautaro. Nel finale di primo tempo il Milan cresce: Sommer respinge un tiro potente di Reijnders, poi Pavard si esalta con un recupero decisivo su Leao.
Al 45’, però, il Milan colpisce: Abraham ruba palla a Calhanoglu, Bennacer innesca Theo Hernandez che serve Leao, il cui tiro viene respinto da Sommer, ma Reijnders è il più lesto sulla ribattuta e insacca sotto la traversa.
I rossoneri cambiano assetto nella ripresa, passando al 5-4-1 con Jimenez al posto di Bennacer per chiudere gli spazi. L’Inter parte aggressiva e sfiora il pari con Lautaro, fermato da Maignan. Inzaghi legge bene la gara e inserisce Bisseck, Zielinski, Carlos Augusto e poi Frattesi, aumentando il peso offensivo.
L’Inter continua a spingere, ma viene fermata ancora una volta dal VAR: terzo gol annullato a Lautaro per un fallo di Dumfries su Theo Hernandez.
Il Milan si abbassa troppo, lasciando il pallino del gioco ai nerazzurri, che sfiorano più volte il pari: Thuram si vede salvare un gol fatto da Theo, poi Bisseck, Thuram e Dumfries colpiscono tre volte lo stesso palo.
Quando il derby sembra ormai chiuso, arriva la svolta: Bisseck crossa sul secondo palo per Zalewski, che di petto serve De Vrij, il quale da pochi passi batte Maignan firmando il definitivo 1-1. Un pareggio giusto per quanto visto in campo, ma che lascia all’Inter il rimpianto per le tante occasioni sprecate.
Roma-Napoli 1-1

Come da copione, il Napoli parte forte, pressando alto e invadendo la metà campo della Roma sin dai primi minuti. Conte schiera una squadra aggressiva, disposta a lasciare spazi al contropiede avversario pur di imporre il proprio ritmo. Nonostante il dominio territoriale, le occasioni scarseggiano nella prima mezz’ora: Lukaku calcia male di sinistro e McTominay impegna debolmente Svilar.
I giallorossi provano a pungere in ripartenza, ma senza efficacia. Al 29’, invece, è il Napoli a colpire: un lancio lungo di Juan Jesus sorprende la difesa capitolina, Spinazzola anticipa l’uscita rivedibile di Svilar e con un morbido pallonetto firma l’1-0.
Dopo il vantaggio, gli azzurri gestiscono il possesso senza affondare, ma nel recupero del primo tempo Meret salva il risultato con una grande parata su colpo di testa di N’Dicka.
Nella ripresa Ranieri prova a cambiare l’inerzia del match inserendo Saelemaekers, Dovbyk e Paredes. Proprio l’argentino sfiora il pari due volte su punizione: al 65’ la sua traiettoria insidiosa colpisce l’esterno della rete, poi al 75’ centra in pieno il palo.
Negli ultimi minuti il Napoli si abbassa, puntando a difendere il vantaggio. Conte rinuncia ad attaccare e gli azzurri si chiudono nella propria area.
La Roma ne approfitta e nel recupero trova il pareggio: Saelemaekers pennella un cross perfetto sul secondo palo, dove Angelino si coordina e colpisce con un sinistro al volo di esterno battendo Meret.
Un pareggio che lascia l’amaro in bocca al Napoli, incapace di chiudere la partita, mentre la Roma esce con un punto prezioso dopo una ripresa in crescendo.