Serie A, 25° giornata: alla Juve il derby d’Italia contro l’Inter, il Napoli frena con la Lazio

La Viola, orfana di Kean, cede ad un grande Como, l’Atalanta pareggia, il Milan e la Roma vincono di misura

Bologna-Torino  3-2

Reduce da un pareggio, il Bologna affronta il Torino al Dall’Ara in un match combattuto. I padroni di casa partono forte e trovano il vantaggio al 20’ con Ndoye, bravo a sfruttare un assist di Pobega e a battere Milinkovic-Savic.

Il Torino reagisce e, dopo un’occasione mancata da Adams, pareggia al 37’ con Vlasic, abile a rimediare a un errore di Maripan.

Nella ripresa, gli ospiti passano avanti al 65’ grazie a un gol spettacolare di Elmas, che supera Beukema con un tunnel e batte Skorupski con un pallonetto.

La risposta del Bologna è immediata: al 69’ Casadei concede un rigore, trasformato da Ndoye per il 2-2. Nel finale, Skorupski nega la rete ad Adams, mentre al 90’ un tiro di Castro provoca la deviazione sfortunata di Biraghi, che spiazza Milinkovic-Savic e regala la vittoria ai rossoblù.

Il Bologna sale così a 41 punti, superando il Milan e avvicinandosi alla zona Champions, mentre il Torino resta fermo a 28 punti.

 

Atalanta-Cagliari  0-0

L’Atalanta non riesce a imporsi contro un Cagliari ordinato e compatto, che conferma la sua solidità nelle trasferte contro le big. Lo 0-0 finale rispecchia un match bloccato, caratterizzato da ritmo lento e pochi spunti offensivi.

La Dea, reduce dalla sconfitta europea, lascia a riposo diversi titolari ma fatica a trovare soluzioni per scardinare la difesa avversaria.

Il 4-5-1 disegnato da Nicola si rivela efficace, limitando le offensive nerazzurre e cercando qualche ripartenza senza sbilanciarsi troppo.

Nel finale, Caprile si oppone agli ultimi tentativi atalantini, decisivo su una deviazione ravvicinata. Nemmeno gli ingressi di De Ketelaere ed Ederson cambiano l’inerzia della gara, mentre il giovane Vlahovic, subentrato a Retegui, sfiora il gol più degli altri.

Il pareggio complica i piani dell’Atalanta, che rischia di perdere terreno in zona Champions e non approfitta dei big match di Napoli e Inter. Il Cagliari, invece, torna a casa con un punto importante, aggiungendolo ai risultati positivi ottenuti in stagione contro Juventus e Milan.

 

Lazio-Napoli  2-2

La Lazio parte con grande intensità e sblocca il risultato al 6′ con Isaksen, bravo a sfruttare una respinta imprecisa di Rrahmani e a segnare con potente un sinistro sotto la traversa.

Il Napoli reagisce immediatamente e pareggia al 13′ grazie a Raspadori, che approfitta di un errore di Provedel per infilare il pallone tra le gambe del portiere.

Dopo un avvio vivace, il ritmo cala e l’unica occasione degna di nota del primo tempo arriva al 39′, quando Rovella impegna Meret con un tiro potente, deviato in angolo.

Nella ripresa, il Napoli prova a prendere il controllo del match, ma al 54′ è la Lazio a sfiorare il vantaggio con Isaksen, che calcia a lato di poco.

A sorpresa, però, sono gli azzurri a trovare il gol del 2-1 grazie a un’azione confusa: Politano serve Raspadori, il cui tiro viene deviato da Gila e poi da Marusic, che involontariamente spedisce il pallone nella propria porta.

 

 

La Lazio pareggia subito con una splendida rovesciata di Zaccagni, ma la rete viene annullata per fuorigioco. Il gol del definitivo 2-2 arriva con Dia, che su assist di Zaccagni batte Meret con un sinistro preciso nell’angolino.

Nel finale, i biancocelesti sfiorano il 3-2 con Tchaouna, ma il portiere del Napoli si oppone con un intervento decisivo.

 

Milan-Hellas Verona  1-0

I rossoneri, con un occhio alla sfida europea infrasettimanale, partono con un 4-4-2 rimaneggiato, lasciando inizialmente in panchina Leao e Pulisic.

In attacco spazio a Gimenez e Joao Felix, mentre il Verona, reduce dalla pesante sconfitta contro l’Atalanta, si schiera con una difesa a tre.

La squadra di Zanetti si difende con ordine, concedendo solo un paio di occasioni nel primo tempo: prima un tiro insidioso di Reijnders, poi un intervento decisivo di Montipò su Joao Felix.

Gimenez troverebbe anche il gol al 33’, ma la rete viene annullata per fuorigioco. Prima dell’intervallo, Musah spreca una grande chance, calciando alto da buona posizione.

Nella ripresa, il Milan aumenta la pressione e Conceiçao inserisce Leao e Jimenez per cambiare marcia. Il Verona si abbassa troppo e il forcing rossonero diventa costante, anche se poco incisivo. Al 58’ entra anche Pulisic, con il tecnico portoghese che schiera i Fab Four per tentare il tutto per tutto.

 

 

La svolta arriva al 75’: Jimenez inventa un pallonetto per Leao, che serve Gimenez, il quale di testa segna a porta vuota il gol decisivo.

Il Verona prova una timida reazione nel finale, ma senza creare pericoli concreti. San Siro può tirare un sospiro di sollievo dopo una vittoria sofferta ma preziosa.

 

Fiorentina-Como  0-2

La Fiorentina parte forte, sfiorando il gol nei primi minuti con Zaniolo e Gosens, ma il portiere Butez si oppone con attenzione.

Il Como inizialmente soffre, ma cresce col passare dei minuti e al 28’ sfiora il vantaggio con Diao, fermato da un grande intervento di Pongracic.

I lariani prendono fiducia e, nonostante il predominio viola nel possesso palla, passano in vantaggio al 35’ con Diao, che sfrutta un contropiede e batte De Gea con freddezza.

Nella ripresa, la squadra di Palladino prova a reagire con aggressività, ma la tensione in campo sale e Zaniolo viene sostituito per nervosismo.

Gli ingressi di Gudmundsson e Colpani non danno l’effetto sperato e proprio da un errore dell’ex Monza nasce il raddoppio del Como: Nico Paz calcia di sinistro, Ranieri devia impercettibilmente e il pallone finisce in rete, beffando De Gea.

Al 72’ il portiere viola evita il tris opponendosi nuovamente a Diao, ma la Fiorentina non riesce più a rendersi pericolosa. Fabregas abbassa il baricentro e con una difesa a cinque blinda il risultato, portando a casa una vittoria meritata.

 

Udinese-Empoli  3-0

L’Udinese domina e vince 3-0 contro l’Empoli, avvicinandosi alla salvezza e lasciando i toscani in piena crisi. I friulani partono forte con una semirovesciata di Lucca, poi è Silvestri a salvare gli ospiti con interventi decisivi su Thauvin e Lovric.

Il vantaggio arriva al 19′ con Ekkelenkamp, che devia un tiro di Atta firmando la sua seconda rete consecutiva dopo il gol al Napoli. L’Empoli prova a reagire con Kouamé, ma la sua è l’unica occasione degna di nota nel primo tempo.

Nella ripresa, l’Udinese continua a spingere e sfiora il raddoppio con Thauvin, mentre Maleh spreca clamorosamente il pari. L’errore costa caro, perché al 64′ i friulani trovano il 2-0: Silvestri respinge male su un tiro di Lucca ed Ekkelenkamp ne approfitta, siglando la sua doppietta.

Il centrocampista olandese esce tra gli applausi al 73′, sostituito da Sanchez. L’Empoli non reagisce e nel finale subisce anche il terzo gol: cross di Payero e colpo di testa vincente di Thauvin al 90′. Il francese sfiora la doppietta prima del triplice fischio.

L’Udinese sale a 33 punti e consolida la top-10, mentre l’Empoli resta fermo a quota 21 con solo due punti nelle ultime dieci partite. La zona retrocessione è sempre più vicina per i toscani.

 

Parma-Roma  0-1

La Roma espugna il Tardini con uno 0-1 contro il Parma, conquistando la terza vittoria esterna consecutiva e mantenendo la porta inviolata.

Un successo importante, ottenuto con un occhio già rivolto alla sfida di ritorno contro il Porto in Europa League. La squadra di Ranieri, che ha dato spazio ai nuovi acquisti come Gourna-Douath e Salah-Eddine, ha trovato in Matias Soulé l’uomo decisivo della serata.

Dopo un avvio equilibrato, con il Parma pericoloso con Bonny, la partita cambia al 31′, quando Soulé, lanciato in profondità, induce Leoni al fallo da ultimo uomo.

 

 

Dopo il check del VAR, l’arbitro trasforma il rigore con ammonizione in punizione dal limite con espulsione diretta. Lo stesso Soulé trasforma magistralmente la punizione, regalando ai giallorossi il vantaggio con un sinistro preciso sopra la barriera.

Nella ripresa, la Roma non riesce a chiudere il match, lasciando la gara aperta fino alla fine. I cambi offensivi di Pecchia, però, non impensieriscono Svilar, mentre dall’altra parte Suzuki salva il Parma su Salah-Eddine e ancora su Soulé.

La squadra di Ranieri spreca troppe occasioni nell’ultimo passaggio, costringendo il tecnico a un finale più teso del previsto. Alla fine, però, la Roma porta a casa tre punti fondamentali, che la proiettano a 13 punti nelle ultime cinque partite, rafforzando la sua corsa verso un piazzamento europeo.

 

Juventus-Inter  1-0

Con la sfida di Champions contro il PSV sullo sfondo, Thiago Motta opta per alcuni cambi contro l’Inter, lasciando inizialmente in panchina Locatelli e Yildiz e affidandosi a Koopmeiners e Thuram a centrocampo, con Conceicao, McKennie e Nico Gonzalez alle spalle di Kolo Muani.

Simone Inzaghi, invece, schiera i suoi titolarissimi in mediana e in difesa, mentre in attacco affianca Taremi a Lautaro.

Come da copione, l’Inter prende subito il controllo del possesso palla, ma la prima occasione è per la Juve con Nico Gonzalez, che non inquadra la porta su assist di McKennie. I nerazzurri rispondono con un colpo di testa di Acerbi e una percussione di Dumfries, mentre la partita resta bloccata nella fase centrale del campo.

Dopo il primo quarto d’ora, i ritmi aumentano: Di Gregorio vola su una rovesciata di Taremi, Dumfries colpisce il palo, e Lautaro spreca una grande chance. La Juve si affida alle ripartenze, con Sommer che si oppone a Nico Gonzalez e Conceicao, mentre Kolo Muani calcia fuori da buona posizione.

La ripresa si apre senza cambi, con la Juve più aggressiva e capace di mettere in difficoltà la costruzione dell’Inter.

Veiga e Conceicao impegnano Sommer, mentre Motta prova a dare spinta inserendo Cambiaso al posto di Savona. Inzaghi risponde con Zalewski, Thuram e Carlos Augusto, con l’intento di dare vivacità alla manovra nerazzurra.

Zalewski crea due occasioni per Lautaro, che però spreca entrambe. Di Gregorio salva su Dumfries, ma l’azione viene annullata per un fallo precedente di Thuram.

La svolta arriva grazie a una grande giocata di Kolo Muani, che con una ruleta serve Conceicao: il suo sinistro preciso sblocca la partita. La Juve sfiora il raddoppio con Koopmeiners, fermato sulla linea da un provvidenziale Dumfries, poi Motta inserisce Locatelli e Yildiz per dare freschezza. Inzaghi prova il tutto per tutto con Correa e Zielinski, ma l’Inter non riesce a concretizzare il forcing finale.

Negli ultimi minuti del match Thuram calcia alto due volte, la prima di testa e la seconda con una girata da fuori area. Senza soffrire troppo, la Juve ottiene tre punti preziosi per la corsa Champions e la soddisfazione di aver prevalso nel Derby d’Italia.

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