Cagliari-Genoa 1-1
L’anticipo della ventottesima giornata di campionato termina in parità tra Cagliari e Genoa, con un risultato che sorride più ai liguri.
I padroni di casa partono forte, vedendosi annullare un gol di Piccoli al 10′ per fuorigioco millimetrico e colpendo un palo con Coman su punizione poco dopo.
Il vantaggio arriva al 18′, quando Viola finalizza un contropiede orchestrato da Piccoli. Al 30′, però, il Cagliari perde Coman per infortunio.
Il Genoa fatica a rendersi pericoloso, sfiorando il pari solo nel recupero del primo tempo con Ekuban. La reazione decisiva arriva subito nella ripresa: al 47′, Cornet segna su assist di Ekuban, firmando l’1-1.
Vieira cerca il colpo grosso inserendo Pinamonti e Masini, mentre nel finale Malinovskyi torna in campo dopo cinque mesi e mezzo di stop. Tuttavia, la gara si spegne senza altre occasioni significative.
Con questo pareggio, il Genoa sale a 32 punti, avvicinandosi alla salvezza, mentre il Cagliari resta a 26, costretto a lottare ancora per evitare la retrocessione.
Como-Venezia 1-1
Dopo una fase iniziale di studio, i lariani prendono il controllo del match, sfiorando il vantaggio con Strefezza e Smolcic, entrambi fermati da un attento Radu.
Anche gli ospiti si rendono pericolosi, ma Butez salva su Zerbin e Duncan. Nel finale di primo tempo, Nico Paz va vicino al gol, ma il suo tiro sfiora il palo.
Nella ripresa, Fabregas cambia assetto inserendo Dossena e Ikoné, ed è proprio quest’ultimo a sbloccare il risultato al 49’: dopo un rimpallo favorevole con Nicolussi Caviglia, Jorko insacca il gol dell’1-0.
Il Como gestisce il vantaggio e sfiora il raddoppio, ma Radu salva su Dossena e Goldaniga, mentre Nico Paz spreca ancora da buona posizione.
La partita sembra chiusa, ma nel recupero Smolcic commette fallo su Carboni in area: dal dischetto Gytkjaer non sbaglia e firma il definitivo 1-1.
Per il Como è una beffa amara, che lo porta a quota 29 punti, con un margine di +7 sulla zona retrocessione. Il Venezia resta penultimo, ma riduce a cinque le lunghezze di distacco dalla salvezza.
Parma-Torino 2-2
La sfida tra Parma e Torino si conclude con un pareggio per 2-2, un risultato che lascia insoddisfatti i ducali, bisognosi di punti per la salvezza.
Il Torino, invece, manca la terza vittoria consecutiva ma conferma la sua solidità, avendo perso solo una delle ultime 15 gare.
Nel primo tempo, il Torino appare più sciolto e sblocca il match con Elmas al 23’, autore di un destro a giro imprendibile.
Il Parma fatica a reagire, rendendosi pericoloso solo nel finale con una serie di occasioni su palla inattiva: Milinkovic-Savic rischia su Vogliacco e Bonny, mentre Valenti colpisce la traversa. Prima dell’intervallo, i granata sfiorano il raddoppio con Adams.
Nella ripresa, Chivu cambia atteggiamento ma non interpreti, poi al 55’ inserisce Pellegrino, che impiega appena cinque minuti per segnare il suo primo gol in Serie A con una girata di sinistro. Il Torino non si scompone e torna avanti al 72’ con Adams, bravo a sfruttare un rimpallo fortunoso.
Gli ospiti rischiano di complicarsi la vita con un errato retropassaggio di Coco, e all’86’ il Parma trova il pareggio definitivo: Hernani batte un corner teso, Pellegrino anticipa Adams e segna di testa, firmando la sua doppietta personale.
Il Parma dovrà ora cercare punti salvezza a Monza, mentre il Torino si avvicina alla parte alta della classifica, ma l’Europa resta lontana.
Lecce-Milan 2-3
Il Milan spezza la serie negativa e torna alla vittoria con una rimonta sul campo del Lecce, in una sfida ricca di colpi di scena.
Dopo tre sconfitte consecutive, la squadra di Sergio Conceição sembrava destinata a un altro ko, ma con orgoglio e determinazione ha ribaltato il doppio svantaggio firmato da Krstovic.
I salentini interpretano la gara con grande efficacia, lasciando il possesso ai rossoneri e colpendo in veloci ripartenze, sfruttando gli spazi concessi dalla difesa avversaria.
Krstovic è il protagonista assoluto, prima sbloccando il punteggio alla prima vera occasione e poi firmando il 2-0 nella ripresa.
Il Milan, che si era visto annullare un gol a Gimenez dopo meno di un minuto e aveva colpito un palo con lo stesso attaccante, appare in difficoltà e incapace di reagire.
Proprio nel momento più buio, Conceição cambia tutto, inserendo Joao Felix e Abraham per un attacco più offensivo.

Il Lecce accusa la stanchezza e al 68′ arriva l’episodio che riaccende il Milan: Leao sfonda a sinistra e provoca l’autogol di Gallo. Da quel momento, i rossoneri spingono con sempre più convinzione e trovano il pari con un rigore conquistato e battuto da Pulisic, sempre più leader tecnico della squadra.
Lo statunitense completa la rimonta con una doppietta, regalando ai suoi tre punti fondamentali.
Questa vittoria non risolve tutti i problemi del Milan, ma dimostra che la squadra è ancora compatta e capace di reagire. Il Lecce, invece, conferma la sua pericolosità in contropiede, ma paga il calo fisico nel finale.
Inter-Monza 3-2
L’Inter soffre, ma alla fine trionfa in rimonta contro il Monza, vincendo 3-2 a San Siro. Dopo un avvio difficile e un primo tempo chiuso in svantaggio, i nerazzurri ribaltano la gara nella ripresa grazie alla rete di Calhanoglu e al gol decisivo di Lautaro Martinez.
Inzaghi, con la Champions in vista, lascia inizialmente in panchina Thuram, puntando su Arnautovic accanto a Lautaro. Il Monza parte meglio e al 32′ Birindelli finalizza un’azione spettacolare di Dany Mota, portando in vantaggio i brianzoli.
Il raddoppio arriva al 44′, quando Keita Balde segna un gran gol a giro, gelando San Siro proprio nel giorno del suo 30° compleanno. L’Inter, però, reagisce subito e accorcia nel recupero con Arnautovic, bravo a sfruttare l’assist aereo di Dumfries.
Nella ripresa, Inzaghi cambia modulo e uomini, inserendo Bisseck e Carlos Augusto per dare maggiore spinta. La pressione nerazzurra cresce e al 64′ Calhanoglu trova il pareggio con un gran destro dalla distanza.

Al 77′ arriva il gol del definitivo 3-2: Carlos Augusto crossa dalla sinistra e Lautaro, con una deviazione di Kyriakopoulos, supera Turati. Thuram sfiora il quarto gol colpendo un palo, mentre nel finale Turati nega la doppietta a Calhanoglu.
Dopo cinque minuti di recupero, l’Inter porta a casa tre punti sofferti ma fondamentali, allontanando le paure di una serata complicata e consolidando la sua posizione in vetta.
Hellas Verona-Bologna 1-2
Il Bologna continua la sua corsa verso l’Europa conquistando un’importante vittoria per 1-2 in casa dell’Hellas Verona.
Con questo successo, il terzo consecutivo in campionato, la squadra di Italiano sale a 50 punti, consolidando la propria posizione nelle zone alte della classifica. Per i padroni di casa, invece, tanta determinazione ma nessun punto, nonostante la reazione nel finale.
Il match si sblocca solo al 40’ del primo tempo, dopo una fase di studio in cui il Verona ha cercato di contenere gli avversari. Calabria serve in profondità Odgaard, che trova la rete del vantaggio con il suo quinto gol stagionale.
Nella ripresa, Zanetti prova a rimescolare le carte inserendo Tengstedt, ma l’Hellas fatica a creare pericoli concreti. Al 70’, la situazione si complica ulteriormente con l’espulsione di Valentini, che lascia i gialloblù in dieci.
Nonostante le grandi parate di Montipò, il Bologna raddoppia all’80’: Cambiaghi calcia un tiro innocuo, ma un errore del portiere trasforma il tentativo nel gol del 2-0. L’Hellas reagisce subito con Mosquera, che trova l’1-2 un minuto dopo, nel recupero Dallinga spreca il possibile tris rossoblù.
Un successo pesante per il Bologna, che torna a vincere al Bentegodi dopo otto anni e si avvicina sempre di più all’Europa, mentre l’Hellas Verona resta ancora invischiato nella lotta per la salvezza.
Napoli-Fiorentina 2-1
Il Napoli ritrova la vittoria battendo 2-1 la Fiorentina in una sfida combattuta al Maradona. Gli uomini di Antonio Conte dominano per larghi tratti, sfruttando la qualità del proprio gioco e le giocate di Lukaku e Raspadori, decisivi con un gol a testa. La Viola ci prova con Gudmundsson, ma il forcing finale non porta al pareggio.
Il Napoli parte con un atteggiamento aggressivo, rendendosi subito pericoloso con Raspadori al 10′, ma il suo tiro è respinto da De Gea.

La squadra di Palladino si difende con ordine, ma al 26′ gli azzurri trovano il vantaggio: McTominay calcia da fuori, il portiere viola respinge corto e Lukaku insacca l’1-0. Proteste degli ospiti per un possibile fallo su Kean nell’azione del gol, ma il VAR convalida.
Gli azzurri sfiorano il raddoppio al 33′ con Di Lorenzo, fermato dalla traversa, e al 38′ con Spinazzola, che si vede negare il gol da un super intervento di De Gea. Il primo tempo si chiude sull’1-0, con il Napoli in controllo.
Nella ripresa, la Fiorentina prova a pressare più alta, ma il Napoli gestisce e al 61′ raddoppia: Lukaku serve Raspadori in area, che batte De Gea con freddezza per il 2-0. La Viola reagisce subito e al 66′ accorcia con Gudmundsson, che infila un destro a giro su assist di Kean.
Il Napoli accusa il colpo, ma al 77′ Politano sfiora il tris, trovando ancora un’ottima risposta di De Gea. Nel finale, Simeone spreca il possibile 3-1, ma la difesa azzurra resiste all’arrembaggio toscano degli ultimi minuti.
Con questo successo, il Napoli si porta a -1 dall’Inter, rilanciando le proprie ambizioni in campionato. La Fiorentina esce a testa alta, ma senza punti.
Empoli-Roma 0-1
La Roma espugna Empoli con una vittoria di misura per 1-0, decisa da un gol di Soulé dopo pochissimi secondi dal fischio d’inizio.
I giallorossi, nonostante l’ampio turnover in vista del ritorno con l’AthleticBilbao, dominano per larghi tratti, mentre la squadra di D’Aversa, ancora a secco di vittorie da 12 gare, lotta ma non riesce a trovare il pari.
Il match, come detto, si sblocca immediatamente: Soulé fulmina Silvestri con un sinistro preciso, indirizzando subito la partita sui binari giusti per la Roma. L’Empoli prova a reagire, rendendosi pericoloso con De Sciglio e Colombo, ma gli ospiti gestiscono il possesso con qualità, sfruttando le imbucate centrali di Paredes e Soulé.
La Roma sfiora più volte il raddoppio: Shomurodov colpisce la traversa, Koné centra il palo e Silvestri salva su un colpo di testa ravvicinato dell’attaccante uzbeko.
Nella ripresa, D’Aversa prova a dare una scossa inserendo Sambia e Kouamé, mentre Ranieri risponde con i cambi di Cristante, Angelino e Dovbyk.
L’Empoli alza il baricentro e Kouamé sfiora il pareggio con un colpo di testa nel recupero, ma la Roma resiste e porta a casa tre punti preziosi per la corsa alle posizioni europee.
Juventus-Atalanta 0-4
L’Atalanta di Gasperini firma un’impresa storica travolgendo la Juventus 0-4 a domicilio e candidandosi con forza per la lotta scudetto.
Con questo successo, la Dea si porta a ridosso delle prime e ora punta a sfatare il tabù Gewiss Stadium, dove non vince dal 22 dicembre, a partire dalla sfida con l’Inter.
Per la Juventus, invece, una sconfitta pesante e umiliante, che complica la corsa al quarto posto, con il Bologna sempre più vicino e la Lazio che stasera ha la possibilità di compiere il sorpasso.

Il match si sblocca al 27′, quando Djimsiti colpisce di testa e McKennie intercetta con un braccio: l’arbitro concede il rigore e Retegui batte Di Gregorio portando avanti i nerazzurri. La Juventus prova a reagire, ma non riesce a innescare Kolo Muani e Yildiz, ben contenuti dalla difesa atalantina.
Nel recupero, la Dea sfiora il raddoppio con Lookman, che colpisce il palo, e con Zappacosta, fermato da un grande intervento di Di Gregorio.
Nella ripresa, la squadra di Thiago Motta cambia assetto, inserendo Koopmeiners per Yildiz, ma è ancora l’Atalanta a dominare. Al 47′ arriva il 2-0, con De Roon che insacca dopo una respinta di Di Gregorio su Lookman.
La Dea non si ferma e al 68′ chiude i conti: Kolasinac, dopo un’azione spettacolare, serve di tacco Zappacosta, che firma il 3-0 con un preciso rasoterra. Lookman cala il poker nel finale, sfruttando un errore di Vlahovic e battendo nuovamente il portiere bianconero in ripartenza.
Per la Juventus è una disfatta, mentre l’Atalanta conferma la sua forza, mantenendo la porta inviolata per la quinta partita consecutiva. Con Inter e Napoli nel mirino, la Dea si candida prepotentemente nella corsa al tricolore.
La Juventus, invece, fallisce l’ennesimo obiettivo stagionale, uscendo dal treno Scudetto. Dopo le traumatiche uscite da Champions e Coppa Italia contro PSV e Empoli, questa ulteriore umiliazione fa traballare non poco la panchina di Thiago Motta.