Cagliari-Parma 2-0
Il Cagliari centra la prima vittoria stagionale superando il Parma per 2-0 all’Unipol Domus.
Partenza sprint degli ospiti, che sfiorano subito il vantaggio con Cutrone e Pellegrino, ma Caprile si oppone con una doppia parata decisiva.
Il Cagliari, inizialmente in difficoltà nella costruzione del gioco offensivo, trova il gol a sorpresa alla mezz’ora: sugli sviluppi di una respinta imprecisa di Suzuki, Yerry Mina insacca da pochi passi per l’1-0.
Nella ripresa, la squadra di Cuesta prova a cambiare volto con gli ingressi di Oristanio e Almqvist. Le occasioni però continuano ad arrivare per i padroni di casa, con Gaetano e Belotti vicini al raddoppio.
Il Parma reagisce solo dopo venti minuti, sfiorando il pareggio prima con Bernabé e poi con un tiro di Oristanio che colpisce la traversa.
Al 77’ arriva il colpo del ko: un’altra disattenzione difensiva consente a Felici di appoggiare in rete da distanza ravvicinata per il 2-0. Nel finale, un gol annullato a Cutrone spegne definitivamente le velleità dei ducali.
Il Cagliari può così festeggiare il primo successo in Serie A con alla guida Pisacane, mentre il Parma resta con un solo punto in classifica, tra i rimpianti per le occasioni fallite e una gestione difensiva a dir poco rivedibile.
Juventus-Inter 4-3
Come il 4-4 dell’anno scorso a San Siro, il derby d’Italia ci ha regalato emozioni forti anche quest’anno. Si è visto letteralmente di tutto: rimonte, controrimonte, un duello tra fratelli e soprattutto un diciannovenne che, buttato tra la mischia, risolve la partita nel recupero tirando da fermo dai 30 metri.
L’avvio di gara è più nerazzurro: pressing alto e ritmo intenso come richiesto da Chivu, che mette subito in difficoltà la Juve.
Barella sfiora il vantaggio al 4’ con un tiro di controbalzo che finisce di poco a lato, a passare in vantaggio è invece la Juventus, alla prima vera occasione.
McKennie recupera un pallone sulla trequarti e, dopo un’azione insistita, è Kelly a segnare con un preciso destro su assist di Bremer, portando i bianconeri sull’1-0.
La reazione nerazzurra non si fa attendere. Al 30’ Carlos Augusto serve Calhanoglu, che dalla distanza fulmina Di Gregorio con un sinistro potente e preciso che passa tra un groviglio di gambe e si insacca.
Dopo pochi minuti però, sale in cattedra Yildiz, che si prende la scena con una giocata da campione: destro da circa 30 metri che sorprende Sommer e riporta avanti i bianconeri sul 2-1 prima dell’intervallo.
Nella ripresa, l’Inter continua a comandare nel possesso palla e chiude la Juventus nella propria metà campo. Il forcing porta al pareggio al 65’: azione confusa in area, pallone che rimane vivo e Calhanoglu firma la doppietta con un gran tiro al volo.
Con le squadre in calo fisico, Tudor cambia volto alla partita inserendo a sorpresa Cabal e Adzic, che si riveleranno decisivi. Al 76’, Marcus Thuram segna di testa il gol del 3-2, ma la risposta juventina è immediata e all’83’ Khephren Thuram risponde al fratello e con un’incornata precisa trova il 3-3, ristabilendo l’equilibrio.
Quando la partita sembra ormai destinata al pareggio, Adzic si inventa il gol della serata con un destro da lunga distanza che sorprende ancora Sommer, facendo esplodere lo Stadium e regalando i tre punti alla Juventus.
Fiorentina-Napoli 1-3
Il Napoli conferma il suo ottimo avvio di stagione battendo la Fiorentina per 3-1 e conquistando la terza vittoria consecutiva, che vale il primo posto in classifica a punteggio pieno.
La squadra di Conte domina sin dal primo minuto e, sfruttando le capacità del nuovo acquisto Hojlund, autore di un gol e un assist, spegne ben presto gli ardori della Viola.
I partenopei partono fortissimo e passano in vantaggio già al 6′ su rigore trasformato da De Bruyne, dopo un fallo in area di Comuzzo su Anguissa.

Poco dopo, al 14’, Hojlund raddoppia con un diagonale preciso, sfiorato da De Gea, che lambisce il palo e si insacca.
I viola non demordono e cercano una reazione con i tiri di Mandragora e Kean, ma le conclusioni non trovano la porta e Milinkovic-Savic non viene mai impegnato seriamente.
Il Franchi spinge la squadra di Pioli a fare di più, ma i viola faticano a trovare spazi contro un Napoli compatto e ben organizzato. Il 3-0 arriva a inizio ripresa con Beukema, lesto a raccogliere una palla vagante in area dopo un corner.
La rete sembra chiudere definitivamente la partita, ma nel finale arriva il gol della bandiera per i viola: Ranieri accorcia al 79’, prima dell’assalto finale in cui Milinkovic-Savic si fa trovare pronto sulle conclusioni di Piccoli.
Il Napoli gestisce il vantaggio di due gol fino al triplice fischio, mentre la Fiorentina, ancora senza vittorie, incassa la prima sconfitta stagionale e inizia a serpeggiare qualche critica verso Pioli, che raccoglie appena due punti in tre giornate.
Roma-Torino 0-1
Una Roma sterile e poco incisiva cede in casa al Torino, che vince 1-0 grazie a una prodezza di Simeone nella ripresa. Nonostante un netto predominio nel possesso palla, la squadra di Gasperini non è riuscita a concretizzare mai, pagando l’unica vera disattenzione a centrocampo.
Nel primo tempo i giallorossi controllano il gioco con quasi il 70% di possesso, ma non riescono a penetrare una difesa ben organizzata.
Dybala, schierato come riferimento centrale, fatica contro la fisicità di Maripan, mentre El Aynaoui appare un po’in difficoltà. L’unica occasione degna di nota è un colpo di testa debole di Hermoso, facilmente parato da Israel.
Nella ripresa, Gasperini cambia volto all’attacco inserendo Baldanzi e Ferguson, e proprio quest’ultimo ha una buona occasione al 57’, ma calcia a lato. Due minuti più tardi, però, un errore di Koné a centrocampo apre al contropiede granata, che si chiude con un gran destro a giro di Simeone per lo 0-1.
La Roma tenta di reagire con Soulé, che sfiora il pari dalla distanza. Svilar tiene a galla i suoi con due grandi interventi, prima su Aboukhlal e poi su Vlasic.
Nonostante i cambi offensivi nel finale però, i capitolini non trovano mai vere occasioni da gol. Il Toro resiste con ordine e si affida a Israel, attento su Pisilli ed El Shaarawy nei minuti conclusivi.
Dopo ben 9 minuti di recupero, il Torino può finalmente festeggiare un successo prezioso all’Olimpico, mentre la Roma deve capire i motivi di una prestazione così sterile e poco cinica.
Atalanta-Lecce 4-1
La Dea centra la prima vittoria stagionale superando nettamente il Lecce per 4-1, dopo i due pareggi nei turni precedenti. La squadra di Juric ha faticato nei primi minuti, ma ha poi dominato il match, soprattutto nella ripresa, trascinata da un ispiratissimo De Ketelaere.
Nel primo tempo, il Lecce ha tenuto il pallino del gioco per oltre mezz’ora, costruendo azioni manovrate ma senza impensierire seriamente Carnesecchi.

I nerazzurri hanno iniziato a carburare solo dopo i 30’, quando Scalvini, al 37’, ha sbloccato il risultato con un colpo di testa su corner, approfittando di una fase difensiva non impeccabile dei salentini.
Dopo l’intervallo la Dea cambia volto: più intensità, più precisione e soprattutto maggiore qualità negli ultimi metri.
De Ketelaere raddoppia al 51’ con un destro angolato, per poi diventare il fulcro di ogni azione offensiva. Poco dopo arriva infatti il 3-0 firmato Zalewski, autore anche di una traversa su punizione, seguito dal poker personale del belga.
Con il punteggio ormai compromesso, il Lecce trova il gol della bandiera con N’Dri, che con un tiro splendido all’incrocio rende meno pesante il passivo.
Un successo netto per gli orobici, che ha confermano il salto di qualità nella seconda frazione, mentre per Di Francesco sarà necessario lavorare ancora molto, soprattutto sull’equilibrio e sulla tenuta difensiva.
Pisa-Udinese 0-1
L’Udinese conferma il periodo positivo battendo il Pisa 0-1 alla Cetilar Arena, grazie a un gol di Iker Bravo e alla solita prestazione ordinata e compatta della compagine guidata da Runjaić.
I friulani, dopo la vittoria con l’Inter, salgono a 7 punti in classifica, mentre la squadra di Gilardino resta ferma a quota uno, ancora una volta senza riuscire a segnare alcuna rete.
L’avvio di gara è movimentato: errore clamoroso tra Sava e Kristensen che regala una palla d’oro a Meister, ma il centrocampista del Pisa spreca malamente. La punizione arriva poco dopo, al 14’, quando Iker Bravo sfrutta un pallone vagante in area e fulmina Semper con un destro potente, firmando l’1-0.
Il Pisa accusa il colpo e rischia di subire il secondo con Davis, che però manca il raddoppio per i friulani. I nerazzurri reagiscono verso la mezz’ora, ma Moreo fallisce l’occasione per pareggiare, calciando alto da buona posizione.
Gilardino prova a cambiare volto alla squadra nella ripresa con tre sostituzioni, tra cui l’ingresso di Nzola, mentre per l’Udinese si vede il debutto di Zaniolo tra al 61’.
I padroni di casa spingono con generosità ma con poca precisione. Caracciolo tenta una spettacolare rovesciata, senza fortuna, mentre nel finale Meister viene murato da Kristensen in un’azione potenzialmente decisiva. L’Udinese difende il vantaggio non senza qualche patema, ma con ordine resiste all’assalto finale del Pisa.
La situazione di classifica non sorride ai toscani, che restano inchiodati a un solo punto e a zero gol segnati, mentre l’Udinese conferma l’ottimo avvio dimostrandosi squadra solida e concreta, portandosi a -2 dalla vetta della classifica.
Sassuolo-Lazio 1-0
Primo successo stagionale per il Sassuolo di Fabio Grosso, che supera la Lazio 1-0 al Mapei, interrompendo la striscia negativa dopo due sconfitte.
Decisiva una deviazione di Fadera su un’incornata di Muharemovic nella ripresa, in un match segnato da grande equilibrio, pochi spazi e pochissime occasioni nitide da gol.
Il match parte con ritmi bassi e molta attenzione tattica: le due squadre si affrontano soprattutto a centrocampo, con il Sassuolo più attento in fase difensiva e la Lazio che cerca, senza successo, sbocchi sugli esterni.
Il primo tempo si accende al 25’ con un rosso a Vranckx per un fallo su Rovella, poi revocato dopo un check del Var. Nel finale di frazione, le occasioni migliori sono una parata di Muric su Castellanos e un sinistro fuori di Pinamonti, mandando le due squadre all’intervallo a porte inviolate.
Nella ripresa, Sarri prova a far cambiare passo ai biancocelesti con l’ingresso di Pedro e Dia, ma la manovra della Lazio resta troppo lenta e prevedibile. Il Sassuolo, solido nei duelli e ben organizzato in fase difensiva, concede poco e riparte con efficacia. La svolta arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Muharemovic svetta in area e Fadera, nel tentativo di intervenire, devia leggermente il pallone superando Provedel.
Nel finale la Lazio si riversa comprensibilmente in avanti e sfiora il pareggio in più occasioni con Pedro, Zaccagni e Gila, ma Muric para di tutto e, con dei miracoli, tiene il vantaggio dei suoi.
L’ultima occasione si chiude tra le proteste biancocelesti per un presunto fallo su Provedel in area, ma l’arbitro lascia correre e fischia la fine.
Il Sassuolo porta a casa tre punti d’oro per il morale e classifica, mentre i biancocelesti, proprio come a Como, incassano un’altra sconfitta esterna senza segnare gol, segnali non incoraggianti in vista del derby della Capitale fra una settimana contro la Roma.
Milan-Bologna 1-0
I rossoneri conquistano la prima vittoria casalinga della stagione battendo 1-0 il Bologna, al termine di una gara intensa, combattuta e ricca di episodi. Decisiva la rete di Luka Modric, alla sua prima marcatura in Serie A, che spezza l’equilibrio e rilancia i rossoneri dopo l’avvio non facile in campionato.
Senza Leao e Pulisic, Allegri opta per un 3-5-1-1 con Loftus-Cheek alle spalle di Gimenez e Rabiot subito titolare. Italiano deve fare i conti con numerose assenze e schiera Castro punta centrale, supportato da Orsolini, Fabbian e Cambiaghi.
L’inizio è di marca rossonera: Rabiot e Modric sfiorano il gol, mentre Gimenez impegna Skorupski dopo un bel recupero palla.
Al 14’ al Bologna viene annullato un gol per fuorigioco di Cambiaghi mentre al 24’ è il Milan ad andare vicino al vantaggio con Estupinan che colpisce un palo esterno con un destro a giro. Al 45’ Gimenez colpiesce un altro legno, ma l’azione era comunque irregolare.

Nella ripresa, Allegri perde Pavlovic per infortunio, ma trova la svolta al 61’: Saelemaekers serve Modric al limite, Fabbian lo lascia libero e il croato segna con un preciso destro nell’angolino, diventando il sesto quarantenne a segno nella storia della Serie A.
Il Milan non si ferma e continua a spingere alla ricerca del gol che chiuderebbe la contesa: Ricci colpisce il terzo palo di giornata con un gran destro a giro, poi Gimenez sbatte due volte su Skorupski e colpisce il quarto legno, in una giornata non particolarmente fortunata dei rossoneri con i sostegni della porta.
Nel finale debutta Nkunku, subito protagonista: cade due volte in area, prima dopo una spinta evidente di Lucumì, poi a contatto con Freuler.
Marcenaro assegna il rigore, ma viene richiamato dal Var e annulla, scatenando la rabbia di Allegri, che, dopo aver lanciato la giacca, viene espulso per proteste.
Il Milan chiude in attacco e difende con ordine il vantaggio senza nemmeno abbassarsi, portando a casa una vittoria meritata, tra sfortuna sotto porta e decisioni arbitrali a dir poco discutibili.