Genoa-Udinese 1-0
Il Genoa si conferma inarrestabile al Ferraris, dove nel 2025 ha raccolto cinque vittorie e un pareggio in sei gare.
L’ultima a cadere sotto i colpi del Grifone è stata l’Udinese, superata di misura per 1-0 in una sfida poco spettacolare ma molto combattuta, condizionata dalle numerose assenze in entrambe le formazioni.
Nel primo tempo, i padroni di casa sono apparsi più propositivi con un 4-3-3 che si adattava spesso a uno schema a specchio rispetto al 4-4-2 friulano. Thorsby, schierato in avanti, è stato protagonista delle prime azioni offensive, impegnando il portiere Okoye già nei minuti iniziali.
L’occasione più importante della prima frazione è arrivata al 33’: ancora Thorsby protagonista con un cross che ha trovato il centravanti rossoblù pronto alla deviazione di testa, ma il colpo è risultato impreciso e poco efficace.
Nella ripresa, l’Udinese ha sfiorato il vantaggio al 47’: una giocata brillante di Atta ha spalancato la porta a Lucca, che però ha clamorosamente mancato il bersaglio da pochi passi.
Il match si è infiammato solo nel finale: prima una gran parata di Leali ha negato il gol a Rui Modesto, poi, al termine di un’azione rapida e fortuita, Zanoli ha raccolto un pallone sul secondo palo e lo ha spedito sotto la traversa, siglando il suo primo gol stagionale e interrompendo un digiuno di due anni.
L’Udinese ha provato a reagire e nel recupero è riuscita anche a pareggiare con Modesto, ma il gol è stato annullato per un fuorigioco millimetrico di Lucca, vanificando gli sforzi finali della squadra di Runjaic.
Monza-Como 1-3
Il Como fa un passo importante verso la permanenza in Serie A, imponendosi per 3-1 nel derby lombardo contro un Monza sempre più in crisi. Nonostante l’avvio favorevole per i padroni di casa, la squadra di Fabregas ha saputo reagire con determinazione, costruendo una vittoria meritata.
Il match si apre con un lampo del Monza al 5’, quando Dany Mota, servito in profondità, supera un timido Kempf e con un destro preciso, aiutato dal palo, batte Butez per l’1-0. Il vantaggio dura poco: al 16’, Ikoné rientra sul suo piede preferito e conclude centralmente, trovando comunque la rete grazie a una leggerezza del portiere Turati, non impeccabile nell’intervento.
Il Como prende in mano il controllo del gioco e si rende pericoloso a più riprese. Al 39’, Diao sfrutta un errore di Pereira, ruba palla e insacca con un diagonale vincente, ribaltando il risultato.
Prima del riposo, i lariani sfiorano il tris: Turati si oppone ancora a Diao, poi Douvikas fallisce una clamorosa occasione a porta vuota.
Nella seconda frazione, il Como riparte con lo stesso ritmo aggressivo. Al 51’, Vojvoda approfitta dei varchi lasciati dalla difesa brianzola e con un destro potente colpisce la traversa e segna il definitivo 3-1.
Gli ingressi dalla panchina di Nesta e Fabregas non modificano l’inerzia della gara: Dany Mota tenta una reazione con una bella conclusione al volo, ma Butez è attento. Ancora Douvikas ha l’occasione per il poker, ma da posizione defilata colpisce solo l’esterno della rete.
Negli ultimi minuti, con l’esito del match ormai definito, le squadre abbassano i ritmi e la partita si conclude senza ulteriori emozioni. Il Como tocca così quota 33 punti e vede la salvezza sempre più concreta. Il Monza, invece, resta fermo a 15 e vede avvicinarsi l’amara retrocessione.
Parma-Inter 2-2
Serata da dimenticare per l’Inter al Tardini, dove la squadra di Inzaghi si fa rimontare dal Parma dopo essere andata al riposo sul 2-0. Una gestione poco lucida del secondo tempo e i cambi in vista del match con il Bayern Monaco costano caro ai nerazzurri, che perdono due punti pesanti nella corsa al titolo.
L’inizio della gara è frizzante, con l’Inter che prende il controllo delle operazioni, ma anche il Parma riesce a rendersi pericoloso in contropiede.
Dopo una clamorosa occasione sprecata da Bonny al 10’, sono i nerazzurri a passare al 15’ grazie a Darmian, che raccoglie un cross di Dimarco e infila Suzuki con un preciso sinistro. Thuram raddoppia poco prima dell’intervallo con un colpo fortunoso, trasformando un errore in un pallonetto beffardo.
Il primo tempo, pur chiuso in vantaggio, non è privo di segnali d’allarme per l’Inter: Sommer salva in almeno due occasioni su Bonny e Man, tenendo a galla i suoi.
Nella ripresa, Chivu rivoluziona il Parma con ben quattro cambi tra il 45’ e il 54’, inserendo forze fresche come Bernabé e Ondrejka.

La mossa si rivela vincente: tra il 60’ e il 69’ arriva la rimonta gialloblù, prima con Bernabé che accorcia le distanze con un tiro preciso all’angolino, poi con Ondrejka che trova il pareggio su una conclusione deviata da Darmian.
Nel finale, l’Inter, orfana di Bastoni, Dimarco, Calhanoglu e Lautaro, non riesce a reagire: le seconde linee deludono, in particolare Correa e Frattesi, e l’unico brivido lo provoca Pellegrino, che al 91’ sfiora addirittura il clamoroso 3-2 per il Parma.
Il pareggio sa di sconfitta per l’Inter, che rischia di compromettere la corsa scudetto con il Napoli. Per il Parma, invece, è un punto d’oro e un segnale forte di crescita sotto la guida di Chivu, ex bandiera nerazzurra.
Milan-Fiorentina 2-2
Il Milan evita la sconfitta in extremis contro una Fiorentina brillante, in una gara ricca di emozioni, capovolgimenti di fronte e occasioni da entrambe le parti. La squadra ospite parte a razzo e si porta sul doppio vantaggio nei primi dieci minuti, approfittando di gravi disattenzioni difensive dei rossoneri.
L’avvio è da incubo per il Milan: dopo appena 7 minuti, un errore fatale di Musah regala palla a Gudmundsson, che mette in mezzo per Kean.

Thiaw interviene goffamente e firma un’autorete che vale lo 0-1. Tre minuti più tardi la Fiorentina raddoppia, con Dodo che trova Kean tutto solo in area per il tap-in vincente dopo una splendida apertura di Mandragora.
I rossoneri provano a reagire al 19’ con una percussione di Leao, che però sceglie l’assist anziché la conclusione, vanificando l’azione.
Al 23’, però, Abraham riapre il match con una giocata personale, combinando con Pulisic e battendo De Gea con precisione. L’allenatore Conceição corre ai ripari e sostituisce Musah con Jovic, passando così al doppio centravanti.
Prima dell’intervallo, la Fiorentina segna anche il terzo gol con un eurogol di Ranieri sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma l’arbitro annulla dopo il check al VAR per un fallo di Parisi su Pulisic.
Nella ripresa il Milan alza il ritmo, ma espone il fianco alle ripartenze viola. Abraham sfiora il pareggio con un colpo di testa neutralizzato da De Gea, poi è costretto a uscire per un infortunio al ginocchio.
Il nuovo entrato Gimenez manca subito il bersaglio da posizione favorevole, mentre De Gea è strepitoso su Reijnders e Pulisic nella stessa azione.
La Fiorentina risponde con un’occasione per Beltran, ma Maignan salva con un intervento da campione. Il Milan trova infine il 2-2 al 64’: Fofana lancia Jovic in profondità, e l’attaccante non sbaglia davanti al portiere viola.
Nei minuti finali le due squadre sfiorano il colpo del ko. Kean mette in difficoltà Maignan, che risponde con un’altra parata decisiva.
Dall’altra parte, Theo Hernandez ci prova in solitaria, ma anche lui trova sulla sua strada un reattivo De Gea. Al 90’ la Fiorentina segna ancora con Dodo, ma il VAR annulla per fuorigioco, chiudendo così una gara intensa e combattuta.
Lecce-Venezia 1-1
Il Lecce evita la sesta sconfitta consecutiva, ma l’1-1 contro un Venezia poco incisivo non basta a risollevare l’umore del pubblico del Via del Mare, che accompagna il triplice fischio con fischi di disapprovazione.
Il punto conquistato serve a poco anche ai lagunari, sempre più lontani dalla zona salvezza e attesi da due scontri diretti fondamentali contro Monza ed Empoli.
Il match si è sviluppato sullo sfondo delle difficoltà realizzative delle due squadre, che vantano i peggiori attacchi della Serie A. Il primo tempo è stato avaro di emozioni, dominato da una lotta intensa a centrocampo ma povero di occasioni da gol.
Il Lecce ha spinto nei minuti iniziali, mentre il Venezia è cresciuto progressivamente grazie alle accelerazioni di Zerbin sulla fascia destra. Tuttavia, gli attaccanti delle due squadre, Gytkjaer, Yeboah, Krstovic e Tete Morente, non hanno inciso, lasciando i portieri Falcone e Radu a gestire interventi di routine.
La svolta arriva nella ripresa, quando il Venezia, partito meglio, trova il vantaggio al 50’: una punizione velenosa di Zerbin viene deviata nella propria porta da Gallo, che sorprende Falcone per l’1-0.
Il Lecce fatica a reagire e Giampaolo interviene con tre cambi per dare nuova spinta alla squadra. Il pareggio arriva al 65’ con un bel colpo di testa di capitan Baschirotto, che interrompe un digiuno personale lungo oltre due anni in Serie A.
Il gol scuote i padroni di casa, che spingono con maggiore convinzione nel finale, trascinati dall’energia del subentrato N’Dri.
L’attaccante ivoriano è protagonista di un’occasione clamorosa al 79’: il suo sinistro colpisce il palo e attraversa tutta l’area piccola. All’84’ è ancora Baschirotto a sfiorare il sorpasso con un’incornata potente, ma Radu vola e salva i suoi con una grande parata.
Il pareggio finale mantiene vive, ma flebili, le speranze salvezza del Venezia, che deve però iniziare a vincere. Il Lecce, invece, guarda con preoccupazione un calendario insidioso, che prevede sfide contro Juventus, Como, Atalanta e Napoli, e sa che non può più permettersi passi falsi.
Empoli-Cagliari 0-0
Empoli e Cagliari non si fanno male, chiudendo sullo 0-0 uno scontro diretto che lascia inalterata la lotta per non retrocedere. Il pareggio favorisce leggermente la squadra di Nicola, che con questo risultato sale a quota 30, mantenendo sei punti di vantaggio sull’Empoli, fermo a 24 e ancora terzultimo.
La partita si sviluppa su binari di grande equilibrio, complice la scelta dei due allenatori di schierare formazioni a specchio, attente più a non concedere che a costruire.
Nella prima frazione si contano pochissime emozioni: Henderson ci prova con due conclusioni e sfiora addirittura un gol direttamente da calcio d’angolo, mentre per i rossoblù è Piccoli a rendersi pericoloso.
Dopo la mezz’ora i ritmi calano drasticamente e le squadre vanno al riposo sullo 0-0, risultato che rispecchia perfettamente l’andamento della gara.
Nella ripresa l’Empoli prova a cambiare passo. I toscani aumentano la pressione e vanno vicinissimi al gol in più occasioni: prima con un piazzato di Sambia che esce di poco, poi al 66’ con una palla gol clamorosa sprecata da Cacace, anticipando tutti ma trovando la pronta respinta di Caprile con i piedi.
D’Aversa deve rinunciare a Kouamé per infortunio e inserisce Colombo, mantenendo comunque la spinta offensiva. Anche Ebuehi si rende pericoloso, ma ancora una volta è Caprile a salvare i suoi con un riflesso decisivo.
Il Cagliari, troppo remissivo per larghi tratti, prova una timida reazione nel finale, con l’ingresso di Pavoletti, ma senza risultati concreti. Entrambe le squadre sembrano accontentarsi nel finale, consapevoli che un punto potrebbe comunque risultare utile nella corsa salvezza.
Lo 0-0 finale lascia l’Empoli in piena zona retrocessione, a -2 dal Lecce, che ha pareggiato a Venezia. Il Cagliari può invece guardare con maggiore serenità al calendario, forte del margine ancora consistente sui toscani.
Torino-Hellas Verona 1-1
Torino e Hellas Verona si spartiscono la posta in una sfida vivace, segnata da errori individuali, un rigore fallito e una rete per parte che non cambia radicalmente la classifica ma consolida le posizioni di entrambe.
L’inizio è favorevole agli ospiti, che sfiorano il gol già al 4’ con Mosquera: l’attaccante sfrutta un errore di Coco, si invola verso la porta ma calcia di poco a lato.
Il Torino, pur dominando nel possesso palla, mostra diverse fragilità difensive, e al 15’ Sarr si presenta davanti a Milinkovic-Savic, ma spreca l’occasione indugiando troppo al momento del tiro.
Il primo segnale granata arriva al 21’ con Elmas, ma il suo tiro dalla distanza è facile preda di Montipò. Gli uomini di Vanoli continuano a gestire il pallone ma faticano a trovare spazi nella retroguardia del Verona, che invece si rende pericoloso in contropiede. Prima dell’intervallo, Milinkovic-Savic salva su Sarr e Bernede sfiora il palo con un destro a giro.
Nella ripresa il Verona aumenta la pressione e al 60’ ha la grande chance per sbloccare la gara: un tocco di mano di Sarr in area porta Bonacina a concedere rigore, ma Adams calcia centrale e Montipò neutralizza facilmente.
Un minuto dopo, però, Milinkovic-Savic commette un errore clamoroso, calciando addosso a Sarr sotto pressione: il pallone rimbalza in rete per lo 0-1 dell’Hellas.
La reazione del Torino è immediata: al 67’ Elmas trova il pareggio con un sinistro potente e preciso, dopo uno scambio nello stretto con Vlasic, che si insacca dopo aver baciato il palo interno.
Nel finale la partita si spegne: il Torino resta in dieci all’86’ per l’espulsione diretta di Ricci, autore di un intervento duro su Ajayi, ma l’Hellas non ne approfitta. Il punteggio resta inchiodato sull’1-1.
Con questo risultato, il Verona di Vanoli raggiunge l’Udinese al decimo posto, mentre il Torino di Zanetti mantiene sette punti di vantaggio sulla zona retrocessione, conservando un margine rassicurante nonostante la mancata vittoria.
Atalanta-Lazio 0-1
La Lazio rilancia le proprie ambizioni europee con un colpo pesante a Bergamo, battendo l’Atalanta per 1-0 e riavvicinandosi alla zona Champions League. La squadra di Baroni, in un momento critico della stagione e reduce da prestazioni deludenti, trova forza e cinismo contro una Dea ufficialmente in crisi.
Per Gasperini è la terza sconfitta consecutiva, sempre senza gol segnati, e il calo di rendimento comincia a far vacillare anche l’obiettivo europeo, con le avversarie che si avvicinano giornata dopo giornata.
La prima parte di gara è stata povera di contenuti e priva di emozioni, con due squadre bloccate e visibilmente condizionate dalla paura di sbagliare. La Lazio, reduce da un solo punto in tre partite e da un pesante 5-0 contro il Bologna, sceglie un approccio attendista con molte novità in campo: Mandas tra i pali, Gigot in difesa, Tchaouna dal primo minuto, e l’ingresso forzato di Pellegrini al 34’ per l’infortunio di Tavares.
L’Atalanta, invece, appare lenta, prevedibile e incapace di accendere la manovra, prigioniera di due linee strette che non trovano sbocchi.

La svolta arriva nella ripresa, dopo un primo squillo orobico con Retegui, fermato da un ottimo Mandas. Sul capovolgimento di fronte, è proprio il portiere greco a innescare l’azione decisiva: un rilancio lungo coglie impreparata la retroguardia atalantina, Kolasinac cade nel tentativo di recupero e spalanca la strada al contropiede vincente orchestrato da Dele Bashiru e concluso da Isaksen, bravo a finalizzare il due contro uno per l’1-0 biancoceleste.
L’Atalanta tenta una reazione, ma senza convinzione né idee. Nemmeno gli ingressi dalla panchina, tra cui De Ketelaere, Samardzic, Maldini e Brescianini, riescono a cambiare l’inerzia della gara. Mandas chiude la porta senza affanni, mentre i bergamaschi restano a secco di reti per la terza volta di fila, un evento più unico che raro nella gestione Gasperini.
Con questa vittoria, la Lazio torna in piena corsa per un posto in Champions League, mentre l’Atalanta scivola e rischia di essere risucchiata nel gruppo delle inseguitrici. I sei punti di vantaggio sulla Fiorentina ottava non sono più un margine rassicurante, e la prima vittoria interna del 2025 continua a mancare, alimentando la frustrazione dei tifosi.
Roma-Juventus 1-1
Il primo sussulto arriva dai piedi di Weah, che al 7′ si accentra da sinistra e tenta un tiro a giro sul secondo palo: Svilar è attento e devia in angolo. La Juventus parte con aggressività, mantenendo il controllo del possesso e cercando spazi nella retroguardia giallorossa.
Ma la Roma reagisce, alzando il ritmo e rendendosi pericolosa al 25′ con Cristante, il cui inserimento su sponda di Dovbyk viene respinto da Kalulu e dalla difesa juventina anche sulla successiva ribattuta di Angelino.
Due minuti più tardi è la Juventus a sfiorare il vantaggio: Nico Gonzalez svetta su cross di Kalulu e colpisce di testa, ma Svilar è prodigioso e devia il pallone sulla traversa, negando il gol all’argentino.
La gara si accende, con entrambe le squadre che si allungano e trovano spazi per attaccare. Al 33′, Vlahovic calcia una punizione insidiosa, ma il portiere giallorosso blocca senza problemi.
El Shaarawy risponde con un colpo di testa che colpisce il palo al 38′, sfiorando l’1-0. Ma è la Juventus a sbloccare il risultato al 40′: cross di Kalulu dalla destra, respinta corta di Celik e conclusione al volo di Locatelli che infila Svilar con una traiettoria perfetta. I giallorossi protestano nel recupero per un presunto fallo su El Shaarawy, ma l’arbitro lascia proseguire.

Al rientro in campo, Ranieri cambia: fuori Hummels, dentro Shomurodov. Una mossa che si rivela vincente. Al 49′ proprio l’attaccante uzbeko trova subito il pareggio, approfittando di una respinta corta di Di Gregorio dopo un colpo di testa di N’Dicka su corner.
La Roma, rinvigorita, alza il baricentro e al 60′ sfiora il raddoppio con un’azione in velocità tre contro tre, sprecata da Dovbyk. La risposta juventina arriva al 72’ con Yildiz, il cui tiro deviato termina in calcio d’angolo.
Nel finale, Ranieri tenta il tutto per tutto con Baldanzi al posto di Dovbyk, ma nessuna delle due formazioni riesce a colpire nel momento decisivo. La Juventus, pur mantenendo ordine, non riesce più a pungere in avanti, stesso copione per i giallorossi.
Il pareggio dell’Olimpico consente a Roma e Juventus di restare in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League, in un finale di stagione che si preannuncia incandescente. Un risultato che fa comodo anche al Bologna, spettatore interessato nella corsa ai primi quattro posti.