Venezia-Milan 0-2
Un avvio shock segna l’incontro tra Venezia e Milan: dopo soli cinque minuti, un errore grave di Fali Candé regala ai rossoneri un’occasione d’oro, trasformata in gol.
Alex Jimenez recupera il pallone e serve Fofana, che di prima imbuca perfettamente per Christian Pulisic. L’americano, glaciale davanti a Radu, firma il suo decimo centro stagionale, incanalando la gara sui giusti binari.
Il secondo sigillo arriva nel recupero, grazie a Santiago Gimenez, che ritorna protagonista dopo un periodo complicato e chiude definitivamente i conti. Il Milan, pur concedendo qualche spazio, gestisce con ordine e impedisce al Venezia di rientrare in partita.
Nonostante la sconfitta, la formazione di Di Francesco esce comunque dal campo con onore. Il Venezia mostra carattere e vivacità, ma fatica a rendersi davvero pericoloso: Fila, schierato al centro dell’attacco, non riesce mai a incidere.
Tra i più attivi c’è Yeboah, che si vede annullare una rete nella prima frazione, mentre sul fronte opposto subisce la stessa sorte anche Pulisic. Le occasioni migliori per i lagunari arrivano con Nicolussi Caviglia, stoppato da un attento Maignan, e con un tiro insidioso di Zerbin, uscito di poco a lato.
Con questo successo, il Milan sale a 54 punti, avvicinandosi alla zona Europa League, sebbene la distanza dalla Lazio resti di cinque lunghezze.
Per il Venezia, invece, la situazione si complica: il penultimo posto in classifica, condiviso con l’Empoli, impone una svolta già dai prossimi appuntamenti contro Torino, Fiorentina e nello scontro diretto col Cagliari.
Como-Genoa 1-0
Il Como celebra un traguardo storico: per la prima volta nella massima serie, i biancoblù collezionano quattro successi consecutivi.
A sancire il risultato è la vittoria per 1-0 contro il Genoa, maturata tra le mura amiche del Sinigaglia. Decisive per il Grifone le numerose assenze e il turnover deciso da Vieira, che ha dato spazio a diversi giovani, tra cui il promettente Ahanor.
La partita si apre con qualche difficoltà per i padroni di casa, che nonostante le accelerazioni di Nico Paz subiscono la pressione genoana.
Proprio Ahanor, classe 2008, sfiora il clamoroso vantaggio con un tiro da posizione proibitiva. Il Como reagisce con Da Cunha, ma il portiere rossoblù Leali salva tutto, mantenendo invariato il punteggio fino all’intervallo.
Nella ripresa, il Como cambia ritmo. Approfittando della stanchezza avversaria, i lariani alzano il baricentro e trovano il gol al 59’: Cutrone serve Strefezza, che con un tiro di prima intenzione supera Leali.
Il Genoa tenta di rimettere in piedi la gara con una serie di cambi offensivi e sfiora il pareggio nei minuti finali, ma il portiere Butez è provvidenziale nel blindare il risultato.
Nonostante le defezioni di Ikoné e Diao, entrambi indisponibili, il Como di Fabregas può festeggiare: l’11° posizione in classifica e 42 punti certificano una salvezza ormai matematica, con l’obiettivo ora di insidiare il Torino.
Più amaro il debutto per Kristian Wilson, vice di Vieira: il tecnico inglese, il primo a guidare una squadra di Serie A dal 1960, chiude la sua prima gara con una sconfitta. Il Genoa resta quindi fermo a 39 punti.
Fiorentina-Empoli 2-1
La Fiorentina mette subito in chiaro le proprie intenzioni: dopo appena sette minuti, un’azione fulminea a un tocco permette ai viola di sbloccare il derby toscano contro l’Empoli.
Beltran, dopo aver ricevuto palla, serve in profondità Gudmundsson, che trova l’inserimento perfetto di Adli: l’ex centrocampista del Milan batte Vasquez con un preciso diagonale all’angolino per l’1-0.

Il gol iniziale spezza il ritmo dei padroni di casa, che abbassano i giri del motore, ma l’Empoli non riesce a trovare spazi per impensierirli. Al 25′ arriva il raddoppio viola: Adli crossa da destra, Mandragora controlla in area e si inventa una spettacolare rovesciata che bacia il palo prima di finire in rete, firmando così il 2-0.
Nel finale di primo tempo Fazzini accorcia momentaneamente le distanze con un colpo di testa, ma l’arbitro annulla il gol: Solbakken aveva già oltrepassato la linea laterale con il pallone prima del cross.
Dopo l’intervallo, D’Aversa ridisegna l’Empoli con gli ingressi di Henderson e Colombo. La mossa dà subito i suoi frutti: al 57’ Goglichidze ruba palla sulla destra e serve rasoterra Fazzini, che stavolta insacca regolarmente accorciando sul 2-1.
Nell’ultima mezzora la formazione ospite tenta il tutto per tutto per raggiungere il pareggio, ma la Fiorentina si chiude bene e riparte in contropiede senza concedere vere occasioni. Nel recupero, De Gea si esibisce in una parata decisiva sul tiro di Kovalenko, blindando così il risultato.
Con questa vittoria, i viola salgono a quota 59 punti, consolidando la propria posizione europea. L’Empoli rimane invece fermo a 25, ancora penultimo e invischiato nella lotta per non retrocedere.
Inter-Roma 0-1
Reduce da due passi falsi contro Bologna e Milan, falcidiata dalle assenze di Thuram, Bastoni e Mkhitaryan, l’Inter di Inzaghi si presenta contro la Roma con Carlos Augusto in difesa, Frattesi in mediana e Arnautovic a supporto di Lautaro. Ranieri, senza Dybala, sceglie di affidarsi al dinamismo di Cristante, Kone e Pellegrini in regia, schierando Soulé e Angelino sulle corsie e l’attacco formato da Shomurodov e Dovbyk.
In un avvio bloccato, con squadre a specchio e pochi spazi, la Roma si mostra più aggressiva, pressando alto e puntando sulle iniziative di Soulé.

L’Inter manovra in ampiezza ma fatica a sfondare. Dopo un gol annullato a Frattesi e un paio di interventi provvidenziali di Svilar, Soulé sblocca il match con un diagonale ravvicinato, lesto ad avventarsi sul pallone dopo una serie di deviazioni in area.
I giallorossi sfiorano anche il raddoppio con Cristante e Shomurodov, con Carlos Augusto che si immola salvando il colpo dello 0-2. Nel finale della prima frazione i nerazzurri alzano i ritmi alla ricerca del pari senza però trovare la via della rete.
Nella ripresa, l’Inter prova a ribaltare l’inerzia aumentando la pressione, ma la Roma si chiude a riccio, puntando sulle ripartenze.
Svilar si oppone prima a Bisseck e poi a Dumfries, mentre Barella spreca una grande occasione da pochi passi. Gli ingressi di Dumfries, Zalewski e successivamente di Zielinski e Correa danno nuova spinta, tuttavia non riescono a trovare il pareggio nonostante il forcing finale.

La Roma, compatta e cinica, sfiora il raddoppio in contropiede con Pisilli e Dovbyk, fermati da un attento Sommer.
Le proteste dell’Inter per alcuni contatti in area non cambiano il risultato: nel recupero, ancora Sommer evita il tracollo su tiro di Angelino, ma la partita è ormai compromessa.
La Roma vince a San Siro e continua a inseguire il sogno Champions, l’Inter deve arrendersi e sperare in un passo falso del Napoli nelle prossime giornate per inseguire ancora lo Scudetto.
Juventus-Monza 2-0
La Juventus non stecca: batte 2-0 il Monza e continua a inseguire il quarto posto. Dopo un ottimo primo tempo, la squadra di Tudor si ritrova in inferiorità numerica per l’espulsione ingenua di Yildiz, ma resiste con ordine fino alla fine. Il Monza, ormai destinato alla retrocessione, si aggrappa solo all’aritmetica, ma il verdetto sembra scritto.
Con Vlahovic infortunato, Kolo Muani torna punta centrale, supportato da Nico Gonzalez e Yildiz. Il Monza di Nesta, schierato con Caprari e Mota in avanti, prova a salvare l’onore.

Dopo un avvio equilibrato, è Nico Gonzalez a sbloccare il match con un gran sinistro da fuori area all’11’. I bianconeri sfiorano ripetutamente il raddoppio con Kolo Muani, che spreca un paio di occasioni prima di chiudere il digiuno realizzativo al 33’, finalizzando una bella progressione di Thuram.
Il finale di primo tempo si complica per la Juventus: Yildiz viene espulso per una gomitata a Bianco, lasciando i suoi in dieci. Il diciannovenne turco salterà quindi il Bologna e, molto probabilmente, anche la Lazio, mettendo nei guai i bianconeri, già orfani di Vlahovic.
Nella ripresa il Monza prende campo, ma pur dominando il possesso, non riesce a concretizzare. La Juve, in contropiede, avrebbe anche la palla del 3-0, ma Turati salva su Nico Gonzalez, mentre i brianzoli, nonostante i cambi offensivi di Nesta, confermano i limiti realizzativi già visti e rivisti.
La Juventus porta a casa una vittoria sofferta ma fondamentale. Ora si giocherà tutto negli scontri diretti contro Bologna e Lazio, mentre il Monza si prepara a salutare la Serie A.
Atalanta-Lecce 1-1
In una giornata in cui Fiorentina, Juventus e Roma vincono, l’Atalanta stecca contro il Lecce, fermandosi sull’1-1.
Gli ospiti, motivati dalla lotta salvezza e dal desiderio di dedicare la vittoria a Graziano Fiorita, partono meglio e creano la prima grande occasione con Coulibaly, stoppato da un ottimo Carnesecchi.
Il vantaggio del Lecce arriva poco dopo: Baschirotto stacca di testa e il tocco di mano di Hien porta al rigore, trasformato poi da Karlsson.
La reazione bergamasca è immediata ma poco incisiva: Pasalic e Lookman sfiorano il pari, ma Falcone chiude la porta.
Nella ripresa, l’Atalanta alza il ritmo, ma rischia grosso: Pierotti spreca il raddoppio su assist di Coulibaly. Serve una scossa, e arriva con l’ingresso di Cuadrado, che si guadagna un rigore trasformato dal solito Retegui.
Lo stesso Retegui sfiora il sorpasso colpendo un palo. I nerazzurri aumentano la pressione, ma i tentativi di Ederson prima e Zappacosta poi non riescono a cambiare il risultato.
Il pari penalizza entrambe: l’Atalanta vede ridursi il margine sul quinto posto in caso di vittorie di Lazio o Bologna, mentre il Lecce, pur allungando a +2 su Venezia ed Empoli, spreca una grande occasione per allontanarsi dalla zona retrocessione.
Napoli-Torino 2-0
Con Raspadori febbricitante e solo in panchina, Conte ridisegna l’attacco del Napoli inserendo Spinazzola accanto a Lukaku e Politano. Il Torino di Vanoli deve invece fare i conti con l’infortunio di Ricci all’ultimo momento e inserisce Tameze.
Nonostante un inizio aggressivo del Torino, è il Napoli a colpire per primo: dopo soli 7 minuti, Di Lorenzo ispira l’inserimento di Anguissa, che serve un assist perfetto per McTominay, autore dell’1-0 con un destro deviato da Coco.
I granata provano a reagire, ma sprecano una grande chance con Adams su corner, mentre il Napoli gestisce e cerca spazi con Spinazzola che tenta di innescare Lukaku senza successo.
Il ritmo cala fino al 41′, quando ancora McTominay sigla il raddoppio: su una azione insistita di Politano, lo scozzese si inserisce tra le maglie difensive granata e trova il 2-0 che accompagna gli azzurri all’intervallo.
Nella ripresa, Vanoli prova a cambiare l’inerzia inserendo Ilic per Tameze. Il Torino riparte con intensità, ma senza riuscire a creare veri pericoli. Il Napoli, invece, sfiora il tris con il neoentrato Billing, che centra la traversa di testa su assist di Spinazzola.
Non mancano i problemi fisici per Conte: Buongiorno e Lobotka devono lasciare il campo per infortunio, costringendo il tecnico a ricorrere alla panchina.
Nonostante la gestione più conservativa nel finale, il Napoli controlla agevolmente il vantaggio, chiudendo la sfida senza rischi.

Con questo successo, il Napoli consolida il primo posto con tre punti di vantaggio sull’Inter a quattro giornate dal termine del campionato, celebrando il ritorno matematico in Champions League dopo un anno di assenza.