Torino-Venezia 1-1
Il Venezia parte forte, sfiorando subito il gol con Gytkjaer al 4’, fermato da un grande intervento di Milinkovic-Savic. Un minuto dopo arriva il gol di Zerbin su assist dello stesso danese, ma il Var annulla per fuorigioco millimetrico.
I granata rispondono al 15’ con un colpo di testa impreciso di Casadei su cross di Biraghi, ma sono ancora i veneti a rendersi più pericolosi, grazie a un ispirato Yeboah.
L’occasione migliore arriva al 37’, quando Perez approfitta di una difesa ferma e firma il vantaggio con un preciso rasoterra. Il primo tempo si chiude tra i fischi del pubblico granata, deluso dalla prestazione della squadra.
Nella ripresa il Torino cambia volto grazie a un triplo cambio: entrano Perciun, Dembele e Adams. È proprio lo scozzese Adams a sfiorare subito il pari, ma Radu salva tutto. I padroni di casa aumentano la pressione e sfiorano il gol con Vlasic, ma ancora una volta il portiere del Venezia è decisivo.
Un episodio spezza finalmente l’equilibrio: un cross di Elmas colpisce il braccio largo di Idzes e il Var assegna il rigore. Vlasic trasforma dal dischetto per l’1-1.
Nel finale fioccano le occasioni: Fila si fa ipnotizzare da Masina, mentre Adams manca clamorosamente il gol vittoria, spedendo alto da pochi passi. Il risultato resta così inchiodato sull’1-1.
Parma-Como 0-1
Il Como continua la sua corsa record, infilando la quinta vittoria consecutiva e mantenendo la porta inviolata per la quarta gara di fila.
Contro un Parma solido in difesa, i lariani provano a sbloccarla già in avvio: Cutrone e Nico Paz tentano la conclusione, ma senza precisione. Con il passare dei minuti, è il Parma ad alzare il ritmo, creando le occasioni migliori nel finale del primo tempo.
Il match si anima con una parata strepitosa di Suzuki su Kempf, e una grande opportunità per Pellegrino, che però calcia alto da ottima posizione.
Si va al riposo sullo 0-0, ma alla ripresa sono ancora gli ospiti a spingere: Ondrejka sfiora il vantaggio, Pellegrino centra una traversa, mentre Ikoné si divora un gol clamoroso dopo aver superato Suzuki, calciando sull’esterno della rete.
Il Parma spreca ancora con Valeri e al 78’ arriva la punizione del Como: cross in area, Douvikas manca il controllo ma il pallone finisce a Strefezza, che da pochi metri firma la rete decisiva. È il secondo gol consecutivo dell’ex Lecce, che regala ai suoi tre punti preziosi.
Nel finale, Dennis Man ha due occasioni d’oro per pareggiare, ma il portiere Butez salva tutto. Il Como chiude con lo 0-1 e si porta a 45 punti, sorpassando il Torino ed entrando incredibilmente nella top-10.
Il Parma, invece, resta a quota 32, con sei punti di margine sulla zona retrocessione.
Cagliari-Udinese 1-2
L’Udinese si impone 1-2 sul Cagliari, tornando al successo dopo un digiuno durato quattro partite, grazie a una prestazione attenta e concreta nella ripresa.
Alla Unipol Domus, il match si apre su ritmi contenuti, con le squadre che si studiano senza affondare il colpo. Nei primi venti minuti le occasioni scarseggiano e il gioco resta bloccato a centrocampo.
Il primo squillo arriva al 27′, quando un grave errore in fase di impostazione da parte di Luperto apre la strada a Rui Modesto, bravo a servire un assist perfetto per Oier Zarraga, che sblocca il punteggio con un tiro preciso: è 0-1 per i friulani. Il gol spezza un digiuno che durava da quattro gare per la squadra di Runjaic.
Il Cagliari prova a reagire, approfittando di una sbavatura della difesa ospite al 35′. Su un lancio di Makoumbou, Zortea scatta sul filo del fuorigioco, supera Solet e approfitta di un’incertezza di Okoye per firmare il pareggio.
È l’1-1 che rimette tutto in equilibrio prima dell’intervallo. Caprile è decisivo nel mantenere il risultato in parità con una parata su Kamara.
Pesano le assenze tra le fila dell’Udinese (Lucca, Thauvin, Ehizibue, Payero), ma la squadra friulana riesce comunque a reagire con carattere. Nella ripresa il baricentro si alza, aumentano la pressione e le occasioni, soprattutto con Davis e Zarraga, quest’ultimo vicino alla doppietta.
Il gol che decide il match arriva al 67′, dopo un’azione caotica in area di rigore. Solet sfiora il pallone e Kristensen ne approfitta per insaccare di petto da distanza ravvicinata, complice la passività difensiva di Augello, Adopo e Piccoli.
Nel finale il Cagliari prova a reagire ma senza lucidità né mordente. I rossoblù si mostrano rinunciatari e già proiettati verso la chiusura della stagione, senza creare nuove occasioni per il pari.
Lecce-Napoli 0-1
Allo stadio Via del Mare si affrontano due squadre con obiettivi contrapposti, ma egualmente vitali: il Napoli in lotta per lo scudetto e il Lecce per la salvezza.
Le scelte tattiche riflettono le rispettive ambizioni. Giampaolo opta per un centrocampo fisico con Coulibaly, Pierret e Kaba, mentre in avanti si affida al tridente Pierotti-Krstovic-Karlsson. Conte, alle prese con le assenze di Neres e Buongiorno, inserisce Olivera centrale accanto a Rrahmani e propone un attacco con Politano, Lukaku e Raspadori. Di Lorenzo e Spinazzola presidiano le fasce, mentre McTominay, Anguissa e Lobotka compongono la mediana.
In avvio è subito il Napoli a dettare i ritmi. Al secondo minuto, Lukaku segna su assist di Politano, ma il gol viene annullato per un fuorigioco millimetrico.
La partita viene interrotta brevemente per il lancio di fumogeni, ma l’approccio tattico azzurro resta chiaro: gestione del possesso e manovra ampia, con numerosi uomini coinvolti nell’azione offensiva. Il Lecce risponde con un atteggiamento prudente, difesa bassa e ripartenze verticali.

Al 24’ Raspadori rompe l’equilibrio su punizione, sorprendendo Falcone con un tiro preciso. Il gol sblocca una gara fin lì equilibrata.
Poco dopo, Gaspar colpisce la traversa su corner, mentre i salentini chiedono un rigore per un sospetto tocco di mano di Spinazzola. Raspadori sfiora il raddoppio e Pierotti non sfrutta un buon pallone in area. Il primo tempo si chiude con diverse occasioni da entrambe le parti e un’intensità crescente.
Nella ripresa, Giampaolo cambia volto alla squadra con gli ingressi di Tete Morente e Helgason, cercando più spinta. Il Napoli, invece, mantiene il controllo del gioco grazie al possesso palla e all’ordine tattico.
Olivera segna su corner, ma anche questo gol viene annullato per un fallo di McTominay. Helgason impegna Meret dalla distanza, mentre Lobotka fa preoccupare Conte, costretto a lasciare il campo per infortunio, sostituito da Gilmour.
Il Lecce cresce e attacca con maggiore convinzione. Conte corre ai ripari e inserisce Billing, Simeone e Ngonge, rinforzando la fisicità a centrocampo e in attacco.
Nel finale, Coulibaly e Morente cercano il gol, ma senza successo. Il Napoli si compatta, difende con lucidità e attenzione nei duelli, e porta a casa una vittoria fondamentale.
Con questo successo, gli azzurri rafforzano il primo posto in classifica, mentre il Lecce resta invischiato nella zona calda. Il match ha messo in evidenza la maturità tattica del Napoli e la tenacia del Lecce, in una sfida che ha rappresentato al meglio la lotta serrata in entrambe le zone della classifica.
Inter-Hellas Verona 1-0
Inzaghi rivoluziona l’Inter dopo l’impegno in Champions contro il Barcellona, lasciando in campo il solo Bisseck tra i titolari visti al Montjuic.
Assente Lautaro per infortunio e senza Calhanoglu squalificato, la coppia offensiva è formata da Arnautovic e Correa, mentre in panchina, causa squalifica anche per il tecnico, siede il vice Farris.
L’Hellas Verona di Zanetti risponde con un’impostazione più prudente, inserendo Niasse a centrocampo e affidandosi a Suslov alle spalle di Sarr. L’avvio è dominato dall’Inter che tiene il pallino del gioco, mentre i gialloblù si affidano alle ripartenze.

Al 7’ arriva l’episodio che cambia la partita: su una giocata di Arnautovic, Valentini tocca con la mano e dopo la revisione Var, l’arbitro Manganiello assegna il rigore. Asllani trasforma dal dischetto con freddezza, portando i nerazzurri sull’1-0.
Il Verona cerca subito di rispondere: al 16’ Sarr sfiora il pareggio con un diagonale, ben neutralizzato da un attento Martinez. I veneti crescono col passare dei minuti, guadagnando campo nella metà offensiva, ma l’Inter resta pericolosa e va vicino al raddoppio con Correa al 26’ e Arnautovic al 30’.
Prima dell’intervallo, Asllani ci riprova con un tiro da fuori che illude San Siro, sfiorando il palo. La prima frazione si chiude con i padroni di casa in controllo, senza correre grandi rischi.
Nel secondo tempo si riparte senza cambi, ma con il Verona più aggressivo. Correa al 56’ va ancora vicino al gol, mentre gli ospiti provano ad affacciarsi in avanti con Suslov e Duda, senza però concretizzare.
Zanetti cambia assetto e inserisce Kastanos e Mosquera, nella speranza di trovare il pareggio. Dall’altra parte, Farris risponde con Dimarco, Mkhitaryan e Taremi per mantenere alta l’intensità.
Dimarco sfiora il 2-0 su cross di Zalewski, ma la sua volée mancina termina a lato. Nel finale, l’Inter gestisce il vantaggio con maturità e nei quattro minuti di recupero conserva il possesso palla, bloccando ogni tentativo di rimonta veronese.
Il triplice fischio certifica il ritorno alla vittoria per i nerazzurri, che non vincevano in campionato dal 12 aprile.
Empoli-Lazio 0-1
Una Lazio ancora in cerca di continuità ottiene un successo pesante contro un Empoli falcidiato dalle assenze, vincendo 0-1 al Castellani e rilanciandosi nella corsa alla qualificazione europea.
La partita si sblocca immediatamente: dopo appena 53 secondi, Hysaj serve un perfetto assist per Dia, che approfitta della disattenzione di Viti e sigla il vantaggio.
L’Empoli, costretto a reinventarsi per le numerose defezioni, schiera Fazzini unico titolare di ruolo a centrocampo, mentre Marianucci viene adattato in mediana e si rende subito pericoloso impegnando Mandas.
La Lazio ha l’occasione per raddoppiare con Castellanos, ma l’episodio decisivo arriva al 38’: Colombo viene espulso per doppia ammonizione in soli cinque minuti, lasciando i toscani in dieci uomini.
Con un uomo in più, la Lazio prende il controllo del match e sfiora il raddoppio già prima dell’intervallo con Guendouzi, fermato solo da un grande intervento di Vasquez.
Nella ripresa, l’Empoli tenta un riassetto tattico con un modulo 3-5-1, mentre Baroni risponde con l’ingresso di Isaksen, che subito crea scompiglio nella difesa avversaria. Al 51’ i toscani esultano per il pari, ma il gol di Viti viene annullato per fuorigioco.
Da quel momento, la Lazio amministra il vantaggio, sfiorando ancora la seconda rete con Pedro, e difendendo con ordine.
Tuttavia, al 76’, l’equilibrio numerico si ristabilisce: Hysaj viene espulso per doppia ammonizione. Nel finale, Isaksen spreca un’occasione clamorosa a tu per tu con il portiere, il punteggio non cambierà più.
Con questa vittoria i biancocelesti salgono a 63 punti, posizionandosi in perfetta parità con Roma e Jubventus.
Per l’Empoli, invece, la crisi si aggrava con la ventesima gara consecutiva senza vittorie. La formazione di D’Aversa, oggi priva anche di Sebastiano Esposito, resta penultima a quota 25 punti, alle spalle di Venezia (26) e Lecce (27), con la salvezza distante due lunghezze.
Monza-Atalanta 0-4
Atalanta senza freni a Monza: vittoria netta per 0-4 e qualificazione Champions sempre più vicina. In un U-Power Stadium privo di Turati e Carboni, Nesta tenta l’impresa schierando Pizzignacco tra i pali e Palacios in difesa, puntando sul duo offensivo Mota-Caprari.
Dall’altra parte, Gasperini lancia il tridente pesante De Ketelaere-Retegui-Lookman, supportati dagli esterni Bellanova e Zappacosta, con De Roon ed Ederson in mezzo al campo.
Fin dalle prime battute, l’Atalanta impone il proprio ritmo e domina il possesso palla, pur faticando inizialmente a trovare varchi.
Il Monza, ben chiuso a cinque in fase difensiva, cerca di pungere in ripartenza ma senza successo. La prima vera svolta arriva al dodicesimo minuto, quando De Ketelaere sblocca il punteggio con una giocata personale su assist di Retegui.
Il gol apre la partita: Retegui e Lookman sfiorano il raddoppio, mentre De Ketelaere firma lo 0-2 approfittando di un errore difensivo di Castrovilli.
Il Monza prova a reagire con Caprari, Kyriakopoulos e Akpa Akpro, ma Carnesecchi è attento tra i pali e nega il gol ai brianzoli. Nel finale del primo tempo, il Var cancella anche una rete di Castrovilli per fuorigioco.
La ripresa si apre con una raffica di cambi, tra cui l’ingresso di Toloi, Lekovic e Forson. Pochi istanti dopo, Lookman realizza il terzo gol sugli sviluppi di una sponda aerea di Retegui, chiudendo la partita.
Con il risultato in cassaforte, la Dea rallenta e controlla, sfiorando più volte il poker con Ederson e Retegui. Dall’altra parte, Mota e Kyriakopoulos cercano il gol della bandiera, ma Carnesecchi chiude la saracinesca.
Nel finale, spazio anche per Cuadrado, Maldini e Brescianini, con quest’ultimo che sigla il definitivo 0-4 in mischia. L’Atalanta gestisce il vantaggio fino al fischio finale, confermando la propria superiorità tecnica e tattica.
Roma-Fiorentina 1-0
La Roma di Ranieri conquista un successo prezioso contro la Fiorentina grazie alla rete di Dovbyk e consolida la propria posizione in zona Champions.
Al fischio d’inizio, i giallorossi si presentano con una coppia offensiva formata da Shomurodov e Dovbyk, mentre Pellegrini agisce a centrocampo. La squadra di Palladino rilancia dal primo minuto Zaniolo, affiancato da Kean, e preferisce Ndour ad Adli in mezzo al campo.
L’avvio è tutto di marca romanista, con i padroni di casa che provano a imporre ritmo e pressione, ma la Fiorentina risponde con ordine, rallentando il gioco attraverso il possesso palla. La prima frazione è caratterizzata da un sostanziale equilibrio, con pochi spazi e tentativi da fuori area. Kean ha le occasioni migliori al 27’ e al 30’, ma in entrambe le situazioni Svilar è decisivo, respingendo prima con il corpo e poi con il guantone destro.

Al 34’ è Celik a mettere in difficoltà De Gea, che devia in corner una conclusione potente del terzino. Prima dell’intervallo, Shomurodov impegna ancora De Gea, ma a cambiare il punteggio ci pensa Dovbyk, che al 45’ più recupero insacca da due passi su un assist aereo di Shomurodov, sugli sviluppi di un corner.
La ripresa si apre con alcuni cambi per entrambe le squadre: Gosens lascia spazio a Fagioli e Pellegrini viene sostituito da Pisilli. Al 47’, è Koné a sfiorare il raddoppio con un tiro dalla distanza che impegna De Gea.
Al 57’, l’occasione più ghiotta della Fiorentina capita sui piedi di Zaniolo, che però sbaglia clamorosamente da buona posizione. Poco dopo, Gudmundsson prende il suo posto e mette in apprensione la difesa romanista, che resiste anche al tentativo di Mandragora murato in area.
La Roma reagisce con Pisilli, ma il suo tiro è impreciso. Palladino tenta il tutto per tutto nel finale, passando al 4-2-4 con Colpani e Beltran in campo, ma è ancora una volta Svilar a chiudere la porta a Kean all’83’, confermandosi tra i migliori in campo.
Nonostante la pressione viola, la Roma tiene e porta a casa il 19° risultato utile consecutivo, agganciando momentaneamente il quarto posto. Sconfitta pesante per la Fiorentina, che rischia di perdere terreno nella corsa ai posti europei.
Bologna-Juventus 1-1
Finisce in pareggio Bologna-Juventus, maturato al termine di una sfida ad alta intensità, in un match decisivo per la bagarre per l’ultimo posto utile alla qualificazione in Champions League.
Le due squadre si dividono la posta in palio e, a 270 minuti dalla fine del campionato, fanno diventare quattro le contendenti papabili alla corsa per la massima competizione europea racchiuse in un solo punto: Roma, Lazio, Bologna e Juventus.

La sfida si è giocata su due facce: prima il predominio bianconero, poi la rimonta rossoblù. Nella prima frazione è emersa con decisione la Juventus, trascinata da un ispirato Khephren Thuram, autore della rete del vantaggio al 9’ minuto con un sinistro che sorprende uno Skorupski non irreprensibile.
I bianconeri, compatti e aggressivi, mettono in difficoltà i padroni di casa con un pressing alto, sfiorando il raddoppio al 20’ con Nico Gonzalez. Il Bologna reagisce, crescendo col passare dei minuti, e va vicino al pari con Dallinga (in fuorigioco) e poi con un corner insidioso di Orsolini che prova il tiro in porta direttamente da calcio d’angolo.
Al 30’ scoppia la polemica: McKennie entra in contatto con Freuler in area, ma l’arbitro Doveri lascia correre e il Var non interviene, scatenando la rabbia dei felsinei. La tensione aumenta e porta all’espulsione del collaboratore tecnico Campo per proteste. Nel finale di tempo c’è anche un gol annullato a Nico Gonzalez per offside.
La ripresa cambia volto e premia lo sforzo del Bologna. Dopo un’altra rete annullata a Cambiaso per fuorigioco, al 54’ arriva l’1-1: azione orchestrata da Cambiaghi e rifinita da Dallinga per Freuler, che trova il primo gol in campionato grazie a una deviazione decisiva di Renato Veiga.
La Juventus reagisce ancora con Nico Gonzalez, ma Skorupski stavolta è attento. L’occasione migliore nel finale capita ai bianconeri, ma il tiro di Alberto Costa, subentrato nel finale, viene murato da un intervento provvidenziale di Lucumì. La spinta del Bologna non si esaurisce e nel recupero Ferguson fallisce l’occasione del possibile 2-1.
Un punto a testa che, però, lascia tutto aperto nella lotta Champions: confermando che mai come quest’anno la corsa al quarto posto si preannuncia serrata e senza esclusione di colpi.