Milan-Bologna 3-1
Il Bologna inizia con grande intensità, mettendo subito pressione al Milan nei primi minuti della sfida, approfittando anche delle rotazioni scelte dai rossoneri in vista della finale di Coppa Italia.
La prima vera occasione è del Milan: al 16′, JoaoFelix serve Pulisic, il cui tiro viene deviato da un grande intervento in scivolata di Lykogiannis.
Poco più tardi, è Jovic ad avvicinarsi al vantaggio con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma Skorupski riesce a bloccare il pallone quasi sulla linea dopo una brutta uscita.
Il Bologna risponde al 23’ con Dominguez, il cui tiro a giro trova pronto Maignan, autore di un intervento decisivo. L’ultima emozione del primo tempo arriva da Orsolini, che, servito da Pobega, calcia al volo ma spedisce il pallone alto sopra la traversa.
In avvio di ripresa, Orsolini si riscatta segnando un gran gol: dopo essersi accentrato da destra, batte Maignan con un sinistro preciso nell’angolino, firmando la sua tredicesima rete in campionato. Il Milan tenta una reazione, ma l’intensità rimane bassa.
Conceiçao prova a cambiare inserendo Chukwueze e Gimenez, ed è proprio il messicano a riaccendere la gara: al 73’, approfitta di una disattenzione difensiva e, su assist di Pulisic, pareggia i conti.

A quel punto l’inerzia della partita cambia totalmente. Chukwueze sfonda a sinistra e serve Joao Felix, il cui tiro viene deviato da Beukema, ma sul pallone vagante si fionda Pulisic che realizza il gol del 2-1.
Negli ultimi minuti, Cambiaghi prova a spaventare Maignan, ma in pieno recupero è Gimenez a chiudere i giochi, finalizzando in contropiede.
Il Milan porta a casa una vittoria preziosa, utile sia per il morale in vista dell’impegno settimanale, sia per restare agganciato alla corsa europea. Il Bologna, invece, vede complicarsi la propria situazione di classifica.
Como-Cagliari 3-1
Il Como di Cesc Fabregas continua a volare, centrando la sesta vittoria consecutiva e avvicinandosi al primato della Lazio da neopromossa, che aveva inanellato otto successi. Al Sinigaglia, i lariani battono 3-1 il Cagliari, protagonista di un buon inizio ma incapace di resistere alla rimonta dei padroni di casa.
Gli ospiti partono meglio, sfruttando la velocità di Luvumbo in contropiede e trovando il gol al 22’: tiro di Adopo e clamoroso errore di Reina, che mette fine a un’imbattibilità di 467 minuti per il Como.
La risposta dei biancoblù è però immediata: Augello salva due volte sulla linea, poi Caqueret firma l’1-1 con un pallonetto preciso, approfittando di una difesa alta.
Nel recupero del primo tempo arriva il sorpasso: Strefezza supera Obert e con un destro angolato porta il Como avanti 2-1. Il Cagliari spreca due grandi occasioni nella ripresa, con Luvumbo e Piccoli, non riescendo a concretizzare.
Fabregas rivoluziona la squadra con tre cambi simultanei e al 77’ Cutrone chiude il match: lanciato da Nico Paz, il capitano sigla il 3-1 dopo un check VAR che conferma la regolarità dell’azione. Per l’ex Milan è anche la 100° presenza con la maglia del Como.
Con questo risultato, il Como sale a 48 punti e consolida la decima posizione, sfiorando anche il poker nei minuti finali. Il Cagliari resta fermo a 33, mantenendo un discreto margine sulla zona retrocessione, ma con la necessità di trovare maggiore continuità nelle prossime giornate.
Lazio-Juventus 1-1
La Juventus vede svanire al 96′ un successo che avrebbe potuto metterla in fuga nella lotta Champions, facendole assaporare un terzo posto che sembrava ormai a portata.
Invece, la zampata di Vecino nel recupero regala alla Lazio un pari ormai insperato e lascia le due squadre appaiate al quarto posto, con la Roma pronta ad approfittarne nel posticipo contro l’Atalanta.
Il match dell’Olimpico è una battaglia intensa ma povera di occasioni nitide, almeno nel primo tempo. La Lazio parte con maggiore spinta, sfruttando la corsia sinistra dove Isaksen crea problemi a Savona. Dele-Bashiru impegna Di Gregorio in avvio, ma col passare dei minuti la Juventus prende campo, pur senza creare nitide palle gol.
A sorpresa è il giovane Alberto Costa il più pericoloso dei bianconeri, con due conclusioni neutralizzate da Romagnoli. Il primo tempo come detto è avaro di emozioni, segnato dalla paura e dalla tensione.
La ripresa si apre con il vantaggio bianconero: cross perfetto di McKennie e stacco vincente di Kolo Muani, che firma lo 0-1 al 51’.
La Juve sembra in controllo, ma l’espulsione di Kalulu al 60’ cambia tutto: il difensore rifila un colpo a Castellanos, sfuggito all’arbitro ma non al VAR, e si guadagna il rosso diretto e almeno due giornate di squalifica.
In inferiorità numerica, la Juventus si chiude e cerca di resistere agli assalti laziali, mentre Baroni inserisce forze fresche come Vecino, Pedro e Lazzari.

Nel finale succede di tutto: rigore inizialmente concesso alla Lazio per fallo su Castellanos, poi annullato dal VAR per fuorigioco, un palo clamoroso colpito da Dia al 93′ dopo un miracolo di Di Gregorio e, infine, il pareggio beffa firmato da Vecino al 96’, dopo una respinta corta del portiere bianconero su colpo di testa dello stesso Castellanos.
Il pareggio per la Juventus sa di occasione mancata, soprattutto per l’andamento della gara in 11 contro 11. In vista degli ultimi 180 minuti di campionato i bianconeri sono comunque avvantaggiati, dato che affronteranno Udinese e Venezia, mentre la Lazio se la vedrà con Inter e Lecce. Ma ora è la Roma a poterne approfittare, visto che con una vittoria a Bergamo salirebbe da sola al quarto posto, posizione che solo poche settimane fa sembrava irraggiungibile.
Empoli-Parma 2-1
L’Empoli risorge nel momento più delicato della stagione e, dopo cinque mesi di digiuno, ritrova il successo che potrebbe valere la permanenza in Serie A. Il 2-1 sul Parma rilancia i toscani nella corsa salvezza, con i 28 punti conquistati che permettono di superare Lecce e Venezia e uscire momentaneamente dalla zona rossa.
Il match si sblocca subito: al minuto 11, su calcio d’angolo basso battuto da Henderson, Fazzini si inserisce con i tempi giusti e firma l’1-0 con un tiro secco che non lascia scampo a Suzuki.
Il Parma cerca subito di reagire con Hainaut, ma la situazione si complica al 32’, quando Valenti si fa espellere per doppia ammonizione in soli dieci minuti, lasciando i suoi in dieci. I padroni di casa sfiorano il raddoppio nel recupero del primo tempo, ancora con Fazzini, protagonista di un’azione fotocopia al gol.
Nel secondo tempo, Henderson va vicino al 2-0 con un gran tiro, ma il Parma cambia volto con gli ingressi di Djuric e Hernani. La risposta è immediata: al 73’, punizione del brasiliano e testata a campanile di Djuric che beffa Vasquez per l’1-1, con Bonny che finta l’intervento senza toccare, rendendo il gol regolare.
A quel punto, Chivu opta per un prudente 4-4-1 per difendere il pareggio, ma l’Empoli non si arrende. D’Aversa aumenta il peso offensivo e viene premiato all’85’, quando Anjorin trova un gol straordinario dalla distanza, scatenando l’esultanza del Castellani. Il Parma tenta un assalto finale con Djuric, ma l’occasione migliore è ancora dei toscani: Konaté sfiora il terzo gol in contropiede.
Con questa vittoria, l’Empoli sale a 28 punti, lasciando Lecce (27) e Venezia (26) alle spalle e piazzandosi momentaneamente al quartultimo posto. Per il Parma è la seconda sconfitta consecutiva, con la classifica che recita 32 punti.
Udinese-Monza 1-2
Il Monza ritrova il sorriso e conquista la sua terza vittoria in campionato, imponendosi 1-2 sul campo dell’Udinese al Bluenergy Stadium. Un successo che interrompe un digiuno durato tre mesi, non vincevano dal 13 gennaio e non segnavano fuori casa dal 21 ottobre.
L’avvio è di marca friulana: l’Udinese parte meglio, mostrando buona intensità con Kamara particolarmente ispirato sulla fascia sinistra. Le sue incursioni e i calci piazzati creano pericoli, come nel caso del colpo di testa di Solet che impegna Pizzignacco.
Davis e Payero cercano la via del gol nel finale del primo tempo, ma senza precisione. Dall’altra parte, Forson è l’unico a provarci per il Monza, che chiude la prima frazione sullo 0-0.
Nella ripresa, il Monza cambia ritmo e colpisce: al 52’ Birindelli guida una ripartenza fulminea e calcia sul palo, Caprari è il più lesto sulla respinta e firma lo 0-1, anche se con un tocco fortuito di spalla. L’Udinese accusa il colpo e Runjaic rivoluziona la squadra con l’ingresso di Ekkelenkamp, Pafundi e Lucca.
Il pari arriva al 75’: Karlstrom lancia lungo, Lucca protegge palla e conclude con un destro incrociato, approfittando di un errore in uscita di Akpa-Akpro. I bianconeri spingono per il sorpasso e sfiorano il gol in più occasioni con Ekkelenkamp, Lucca e Lovric, ma la beffa è dietro l’angolo.
Al 90’, Pafundi perde la marcatura su Zeroli, che serve Keita: l’attaccante non sbaglia e firma il definitivo 2-1 per i brianzoli. L’Udinese protesta per un contatto precedente tra Kamara e Birindelli, ma il VAR conferma la validità della rete.
Nel recupero non succede più nulla, e il Monza porta a casa tre punti e arriva a quota 18. Per l’Udinese, ferma a 44, si complica la rincorsa alla top-10: una sola vittoria nelle ultime nove partite e tanti rimpianti.
Hellas Verona-Lecce 1-1
Finisce 1-1 lo scontro diretto tra Hellas Verona e Lecce al Bentegodi, un risultato che sorride soprattutto agli scaligeri, ormai a un passo dalla salvezza, mentre per i salentini è un pareggio dal sapore amaro, visto il sorpasso subito in classifica e il terzultimo posto condiviso con l’Empoli. A due giornate dal termine, la prospettiva di uno spareggio salvezza si fa sempre più concreta.
Il match si accende nel primo tempo con due reti che decidono il punteggio finale. Al 23’, Tete Morente ruba palla e serve in profondità Krstovic, che batte Montipò in uscita e porta avanti il Lecce.
La reazione del Verona arriva nel finale della frazione con una punizione precisa di Suslov e il colpo di testa vincente di Coppola, che sorprende Falcone e firma il pareggio.
La ripresa si apre con cambi immediati su entrambi i fronti: Veiga prende il posto di Guilbert nel Lecce, mentre Zanetti inserisce Serdar per Suslov.
Il neoentrato prova subito a mettersi in luce, ma il suo tiro non crea pericoli. Col passare dei minuti, la partita si spegne per la paura di perdere, e le squadre preferiscono non rischiare, chiudendo con un punto a testa che lascia tutto in bilico.
Con questo risultato, l’Hellas Verona sale a 33 punti, +5 sul terzultimo posto, e intravede la salvezza a portata di mano.
Per il Lecce, fermo a quota 28, la situazione si complica: al momento, sarebbe spareggio contro l’Empoli per evitare la retrocessione. Con sei punti ancora in palio, ogni dettaglio sarà decisivo nelle ultime due giornate.
Torino-Inter 0-2
L’Inter conferma la sua solidità e identità anche con nove cambi rispetto alla notte magica contro il Barcellona, superando 0-2 il Torino e rilanciando con forza la propria candidatura per lo scudetto, con un chiaro messaggio al Napoli.
I granata si presentano con Adams titolare e Ricci preferito a Linetty, mentre sulla trequarti agiscono Vlasic, Elmas e l’ex Lazaro. Inzaghi invece rivoluziona l’undici titolare, lasciando in campo solo Bisseck e Bastoni, e affidandosi al tandem Correa-Taremi in attacco.
Dopo una fase di studio in avvio, l’Inter sblocca la partita al 14’ con un gran gol di Zalewski: servito da Bastoni, il polacco controlla con il tacco, rientra e batte Milinkovic-Savic con un destro potente. Il Toro prova a reagire e sfrutta un errore di Martinez in impostazione, ma non riesce a incidere.
Al 26’ Darmian sfiora il raddoppio, mentre Masina rischia l’autogol nel tentativo di deviare. Poco dopo, il difensore granata sfiora anche il pareggio con una girata di testa su corner, terminata di poco a lato.
Il primo tempo si chiude con una grande occasione per Adams, fermato solo da un riflesso prodigioso di Martinez, dopo che La Penna aveva temporaneamente sospeso il gioco per le condizioni meteo avverse.
Nella ripresa l’Inter riparte forte con Dimarco e Dumfries al posto degli ammoniti Bisseck e Carlos Augusto. Taremi sfiora il gol in rovesciata, poi al 49’ Milinkovic-Savic commette fallo sullo stesso attaccante iraniano e Asllani trasforma il rigore per lo 0-2.
I nerazzurri continuano a premere e sfiorano più volte il tris con Correa, Calhanoglu e Taremi, ma il portiere granata si oppone con interventi decisivi.
Il Torino fatica a reagire, nonostante l’impegno di Vlasic e qualche spunto di Perciun. All’88’, Correa ha un’altra occasione clamorosa, ma Milinkovic-Savic chiude ancora. Negli ultimi scampoli di partita, Masina accorcia le distanze con una rovesciata, ma il gol viene annullato per fallo su Asllani.

I nerazzurri si impongono quindi con merito, controllando il gioco e concedendo poco, nonostante la pioggia e il turnover. Una prestazione solida, che rafforza la posizione dell’Inter nella corsa scudetto, mettendo pressione al Napoli, e certifica la crisi di un Torino troppo discontinuo.
Napoli-Genoa 2-2
Il Napoli di Antonio Conte si è visto sfuggire una preziosa occasione nella corsa al titolo. A cinque minuti dalla fine della sfida contro un Genoa giovane e intraprendente, gli azzurri hanno incassato un 2-2 che ha gelato il Maradona, pronto a esplodere per una vittoria ormai vicina.
Nonostante il pari, il Napoli resta in vetta alla classifica, ma adesso con un solo punto di vantaggio sull’Inter. Un margine esiguo che obbliga la squadra partenopea a conquistare sei punti tra Parma e Cagliari, evitando altri passi falsi, per continuare a sognare il tricolore.
Eppure l’approccio iniziale aveva lasciato ben sperare. Di fronte a un Genoa pesantemente rinnovato da Vieira, con diversi giovani in campo tra cui il 2008 Ahanor, il Napoli ha cominciato in maniera arrembante.
Dopo due buone occasioni firmate Politano e McTominay, al 15′ è arrivato il meritato vantaggio: assist del centrocampista scozzese in profondità e diagonale vincente di Lukaku. Il raddoppio, sfiorato da Raspadori, è stato evitato da Siegrist, preferito a Leali tra i pali dei rossoblù.
Col passare dei minuti, il Genoa ha preso coraggio. Liberi da pressioni di classifica, i liguri hanno approfittato del calo di ritmo dei padroni di casa per guadagnare metri e fiducia. Le incursioni di Messias e la pericolosità sulle palle inattive hanno messo in difficoltà la retroguardia partenopea.
Dopo una serie di tentativi, il pareggio è arrivato grazie a una sfortunata autorete di Meret, che ha deviato nella propria porta un pallone rimbalzato sul palo in seguito a un colpo di testa di Ahanor su assist dello stesso Messias.
Nella ripresa, il Napoli ha provato a reagire con determinazione. Raspadori, più coinvolto nel gioco, ha guidato l’assalto azzurro, mentre Lukaku ha messo alla prova ancora una volta Siegrist. Anguissa ha sfiorato il gol con una deviazione che Vasquez ha salvato sulla linea.
Al 64′, arriva la rete del nuovo vantaggio che fa esplodere il Maradona: Raspadori, servito da McTominay, si libera bene e infila il portiere con un potente sinistro. L’urlo di gioia dei napoletani però viene subito ricacciato in gola.
Il Genoa ha trovato ancora una volta il modo di rispondere. A dieci minuti dal termine, un cross di Martin ha pescato Vasquez in area: il difensore ha staccato perfettamente e segnato il definitivo 2-2, primo gol incassato in quel modo dal Napoli in campionato.

Il finale è stato incandescente, nei minuti di recupero, Billing ha sfiorato il colpaccio da tre punti, ma il suo colpo di testa è uscito di un soffio.
Il jolly che aveva il Napoli è ora consumato, da oggi ogni errore del Napoli sarà una possibilità per l’Inter di mettere le mani sullo scudetto. Da oggi i calcoli sono finiti: i partenopei possono solo vincere.