Como-Cremonese 1-1
Il Como gestisce il possesso fin dai primi minuti, ma la manovra, piuttosto lente, viene inizialemente contenuta bene dalla Cremonese, schierata in maniera compatta da Nicola.
Dopo un avvio di studio, la prima vera occasione arriva intorno al 15’: Butez dalla sua porta lancia Rodriguez in profondità, ma il successivo assist non viene concretizzato da Kuhn.
La rete dell’1-0 arriva al 32’, sempre con Jesus Rodriguez, protagonista sulla fascia sinistra, servito questa volta da Douvikas. Il greco supera Terracciano e offre a Nico Paz un pallone perfetto per il vantaggio comasco.
Nel secondo tempo la Cremonese cambia atteggiamento. L’ingresso di Floriani Mussolini al posto di Zerbin dà più ritmo alla squadra, anche se Pezzella non sfrutta le occasioni create dai cross. Al 69’ arriva il pari: Baschirotto colpisce di testa su corner di Vazquez, ristabilendo l’equilibrio.
Nel finale, il Como rimane anche in dieci uomini a causa dell’espulsione di Jesus Rodriguez, punito con il rosso diretto dopo una revisione al Var per un fallo di reazione su Terracciano.
Juventus-Atalanta 1-1
Finisce in parità il primo big match della quinta giornata tra Juventus e Atalanta, con un 1-1 che lascia entrambe le squadre con sensazioni contrastanti.
I bianconeri dominano la prima frazione sul piano del possesso e delle occasioni da rete, sfiorando il vantaggio già nei primi minuti con un palo colpito da Kalulu. In pieno recupero però, arriva la beffa: Sulemana sorprende la difesa juventina con un guizzo improvviso che vale il vantaggio della Dea.

Nel secondo tempo Tudor decide di cambiare volto alla squadra, inserendo Vlahovic e Zhegrova per aumentare la pericolosità offensiva. Le modifiche, però, non producono effetti immediati, con la gara che prosegue senza grandi emozioni.
Con la difesa atalantina praticamente perfetta i bianconeri non hanno mai trovato varchi per far male ma, al 78’, un liscio di Kossounou riapre la gara. Su un cross senza pretese di Joao Mario, l’ivoriano manca la sfera e consente a Cabal di firmare il gol del pareggio con un tap in su cui nulla può Carnesecchi.
Nel finale, l’espulsione per doppia ammonizione di De Roon costringe l’Atalanta a chiudersi nella propria area.
La Juventus, in superiorità numerica, spinge con decisione, creando numerose occasioni, ma Carnesecchi alza la saracinesca e si supera, neutralizzando prima una conclusione ravvicinata di McKennie, poi una deviazione pericolosa di Zhegrova.
La Dea resiste fino al fischio finale, per la Juventus si tratta del terzo pareggio consecutivo tra campionato e coppe.
Cagliari-Inter 0-2
L’Inter supera con autorità il Cagliari all’Unipol Domus, imponendosi per 0-2 e raggiungendo quota nove punti in classifica, avvicinandosi alla vetta. La squadra di Chivu imposta la gara fin dai primi minuti, dominando il centrocampo e spingendo con insistenza soprattutto sulla corsia di sinistra.
Dopo nove minuti di pressione, Lautaro Martinez rompe l’equilibrio con un preciso colpo di testa su assist millimetrico di Bastoni.
Poco dopo, Thuram sfiora il raddoppio in un paio di occasioni, ma senza fortuna. Sul finire del primo tempo, il Cagliari perde Belotti per infortunio dopo uno scontro con il portiere Josep Martínez.
Anche nella ripresa il copione non cambia: i nerazzurri restano padroni del campo, con Calhanoglu che colpisce un palo con un potente destro e Caprile protagonista su un’altra occasione per Thuram.
Pisacane tenta di rivitalizzare i suoi con alcune sostituzioni e gli effetti si vedono subito: Folorunsho, con una bella incornata colpisce il palo, sfiorando il pari e dando uno scossone ai suoi.
Proprio nel momento migliore dei rossoblù, l’Inter chiude la gara con Pio Esposito, sfruttando al meglio un’ottima palla messa in mezzo da Dimarco. Negli ultimi minuti di gioco Mkhitaryan sfiora il tris scheggiando il palo da buona posizione.
La gara non regala altre emozioni, con l’Inter che addormenta il gioco. Con questa preziosa vittoria, la seconda consecutiva in campionato e la terza considerando anche la Champions League contro l’Ajax, i nerazzurri cominciano la loro risalita.
Oltre ai tre punti, la nota lieta è il primo gol in Serie A del giovane Pio Esposito, che arricchisce una prestazione già convincente della squadra di Chivu.
Sassuolo-Udinese 3-1
Il Sassuolo conquista la vittoria al Mapei Stadium superando l’Udinese 3-1. Dopo un iniziale tentativo dei friulani con Zaniolo e Kristensen, i padroni di casa prendono il controllo della gara.
Laurienté sblocca il match all’8’, servito da Berardi dopo un recupero alto. Solo tre minuti più tardi, Koné raddoppia su assist dello stesso Laurienté, dominatore della corsia sinistra.
L’Udinese reagisce, ma due rigori assegnati vengono annullati al Var: uno per un presunto contatto su Zaniolo, l’altro su Solet.
Nel secondo tempo, i cambi di Runjaic danno nuova linfa ai friulani: Davis accorcia al 56’, approfittando di una respinta corta di Muric dopo un tiro deviato.
I neroverdi però resistono e, dopo una chance per Thorstvedt, chiudono la partita all’81’ con Iannoni, classe 2001, entrato da poco e autore del gol del definitivo 3-1.
Con questo successo, il Sassuolo sale a 6 punti, a una sola lunghezza dall’Udinese, che incassa il secondo ko consecutivo dopo quello contro il Milan.
Roma-Hellas Verona 2-0
La Roma di Gian Piero Gasperini supera anche l’Hellas Verona, firmando il quarto successo stagionale in campionato e confermandosi in grande forma dopo il derby. All’Olimpico finisce 2-0 per i giallorossi, ma il risultato nasconde una gara più equilibrata di quanto dica il punteggio.
Il vantaggio arriva dopo pochi minuti: cross di Celik e colpo di testa vincente di Dovbyk. L’Hellas, però, reagisce subito con Orban, che prima trova la risposta di Svilar e poi centra una traversa clamorosa a porta sguarnita. Il primo tempo si chiude sull’1-0, con Soulé vicino al raddoppio per la Roma.
Nella ripresa è l’Hellas a partire meglio: occasioni per Giovane, Serdar e Belghali, mentre i giallorossi faticano a costruire gioco come nella prima frazione.
Gasperini interviene cambiando gli esterni e inserendo Ferguson. I veneti insistono, ma senza precisione. Solo negli ultimi 15 minuti la Roma torna a farsi pericolosa, con Pellegrini che suona la carica: ruba palla a Serdar e avvia l’azione che porta al 2-0 di Soulé, servito da Koné dopo una deviazione.

Nel finale, i padroni di casa cercano il tris con El Shaarawy, Cristante e Celik, che però non concludono con precisione. Al 94’ brivido finale per la Roma con un gol di Orban annullato per fallo di mano.
Con questo successo i giallorossi salgono a quota 12, appaiati a Napoli e Milan in vetta. Olimpico amaro invece per l’Hellas Verona che subisce un’altra sconfitta dopo il 4-0 con la Lazio, ma autore di una prova comunque coraggiosa.
Pisa-Fiorentina 0-0
Il derby toscano tra Pisa e Fiorentina si conclude a reti inviolate, ma le emozioni non sono mancate. All’Arena Garibaldi le due squadre hanno offerto una sfida intensa e ricca di episodi, nonostante il match sia poi finito a reti bianche.
Il Pisa parte forte: la squadra di Gilardino spinge subito e Nzola sfiora il vantaggio due volte nei primi minuti, colpendo anche una traversa all’11’ con un colpo di testa che supera De Gea. La Viola prova a reagire con Kean, ma l’attacco fatica a trovare spazi nella attenta difesa nerazzurra.
Nella ripresa, la squadra di Pioli prova ad alzare i ritmi, con Kean che torna protagonista con due reti, entrambe però annullate per fuorigioco.
Il Pisa però non sta certo a guardare: Meister segna un grandissimo gol da fuori area, ma il Var cancella anche questo per un controllo di mano prima del tiro.
Nel finale Cuadrado colpisce anche un altro legno per i padroni di casa, segnale che le porte siano stregate. il match termina quindi 0-0, con tanti rimpianti per entrambe.
Il Pisa rimanda ancora l’appuntamento con la prima vittoria stagionale, salendo a 2 punti in classifica (due pareggi e tre sconfitte), stesso discorso per la Fiorentina, che con tre pareggi e due ko fatica a ingranare con soli 3 punti in 5 partite.
Lecce-Bologna 2-2
Lecce e Bologna si dividono la posta in palio con un 2-2, al termine di una sfida in cui è successo un po’ di tutto con pali, traverse e colpi di scena.
Al Via del Mare, i giallorossi rispondono con carattere dopo l’eliminazione in Coppa Italia, mentre i rossoblù cercano riscatto dopo il ko in Europa League contro l’Aston Villa.
La partita si sblocca al 13’ quando Coulibaly porta avanti il Lecce, approfittando di una respinta corta di Skorupski su colpo di testa di Pierotti.
Poco dopo, Tete Morente centra la traversa, preludio a un primo tempo dominato dai giallorossi. Al tramonto del primo tempo però, una disattenzione di Kouassi regala un rigore al Bologna: dal dischetto, Orsolini è freddissimo e firma l’1-1 che chiude la prima frazione.
Nella ripresa il Lecce spinge con insistenza. Coulibaly colpisce un altro palo al 60’, poi Gallo sfiora il gol dopo un errore di Bernardeschi, ma si trova di fronte un super Skorupski.
Il Bologna, più cinico, colpisce al 67’: Odgaard, appena entrato, propizia l’1-2 con una deviazione decisiva di Tiago Gabriel.

Il Lecce non molla e inizia il forcing, ma la sfortuna non lo abbandona quando Pierotti centra il terzo legno della giornata all’80’. Quando tutto sembra perduto, al 94’ arriva il meritato pareggio: Camarda sugli sviluppi di un calcio d’angolo, segna di testa il suo primo gol in Serie A all’ultimo respiro, regalando un punto prezioso ai salentini.
Con questo risultato, il Lecce sale a 2 punti, mentre il Bologna si porta a quota 7.
Milan-Napoli 2-1
Un Milan ispirato supera 2-1 il Napoli a San Siro in una sfida ad alta intensità, fondamentale per la classifica e per il morale.
La squadra di Allegri, cattiva, compatta e determinata, impedisce agli azzurri di allungare, confermando la propria candidatura nella corsa al tricolore.
Il Napoli di Conte si presenta a Milano con tante defezioni in difesa, il tecnico salentino è costretto quindi ad improvvisare una difesa con Marianucci e Juan Jesus come difensori centrali.
Il match si sblocca immediatamente: al 3’ Pulisic approfitta delle lacune difensive degli azzurri, accelera in campo aperto e serve un assist perfetto per Saelemaekers, che firma l’1-0. Il Napoli reagisce dopo un momento di sbandamento, affidandosi a Politano, tra i più vivaci sulla fascia destra.
Nonostante il tanto possesso palla della squadra di Conte, è ancora il Milan a colpire. Prima Fofana si divora il raddoppio solo contro Meret, poi, alla mezz’ora, una travolgente azione di Pavlovic porta lo stesso Fofana a rifinire per Pulisic, che sigla il 2-0 a coronamento di una prima mezz’ora sontuosa dell’americano.
Il match cambia totalmente volto al 56’: Estupinan trattiene Di Lorenzo in area, impedendogli una chiara occasione da rete. Dopo un lungo check al Var, la decisione ricade su espulsione e rigore, che De Bruyne trasforma riaprendo il match.
In dieci uomini, il Milan è costretto a difendersi con ordine, resistendo all’assalto dei campioni d’Italia in superiorità numerica.
Maignan si conferma decisivo, opponendosi prima su Anguissa e poi Di Lorenzo, poi a turno Elmas, Lang e Neres sfiorano il pari senza successo.
Nel finale il Milan si chiude a riccio, stringe i denti e difende il vantaggio con grinta, guidato da un instancabile Modric e da una Curva Sud tornata a sostenere la squadra con passione.
Il fischio finale sancisce la fine delle ostilità, i rossoneri, a coronamento di un’ottima prestazione, si prendono tre punti preziosi, agganciando Roma e lo stesso Napoli in testa alla classifica.