Hellas Verona-Sassuolo 0-1
Il Sassuolo espugna il Bentegodi con una vittoria sofferta ma fondamentale, grazie a un rigore sbagliato e poi ribattuto in rete da Pinamonti nella ripresa. Dopo un primo tempo ricco di episodi ma senza reti, la squadra di Grosso trova il colpo decisivo e sale a 9 punti in classifica, lasciando il Verona ancora a secco di vittorie.
Nel primo tempo sono i neroverdi a rendersi più pericolosi, con Pinamonti subito attivo e due interventi chiave di Nelsson e Frese che evitano il peggio per gli ospiti. L’Hellas si illude di poter passare avanti grazie a un rigore concesso per un presunto tocco di mano di Frese, ma l’on-field review dell’arbitro Fourneau annulla la decisione.
Nella ripresa, le squadre si affrontano a viso aperto. Il Sassuolo si salva su un’azione di Thorstvedt, fermato da Nelsson al limite dell’area, ma il Var conferma che non si tratta di penalty. Poco dopo, è Serdar a commettere un fallo su Fadera, subentrato dalla panchina, provocando un rigore netto per i neroverdi. Montipò respinge il tiro di Pinamonti, ma l’attaccante è rapido a ribadire in rete.
Il Verona tenta la reazione con i cambi, inserendo Mosquera e Bradaric, ma è ancora il Sassuolo a sfiorare il raddoppio: Cheddira, anche lui entrato a gara in corso, cerca Fadera in area, ma la difesa gialloblù riesce a sventare il pericolo.
La gara si chiude così sullo 0-1 per i neroverdi, che arrivano alla terza vittoria stagionale e confermano il buon momento.
Parma-Lecce 0-1
Il Lecce espugna il Tardini con uno 0-1 che vale la prima vittoria del campionato, raggiungendo proprio il Parma a quota 5 punti in classifica.
Dopo un avvio aggressivo dei padroni di casa, sono i pugliesi a colpire per primi: al 38’ Sottil sorprende tutti con un traversone dalla sinistra che si trasforma in rete, cogliendo impreparata la difesa crociata e il portiere Suzuki.
Il Parma, già costretto a sostituire Valeri per infortunio, rischia di subire anche il secondo gol, ma Suzuki salva su Pierotti nel finale di primo tempo. Dall’altra parte, Falcone nega il pareggio a Britschgi prima dell’intervallo.
Nel secondo tempo Cuesta prova a rimettere in piedi la gara, inserendo più uomini offensivi, tra cui Almqvist, Djuric e Benedyczak, ma non basta. Un’altra grande parata di Falcone nei minuti finali spegne le speranze emiliane e consegna al Lecce un successo preziosissimo.
Lazio-Torino 3-3
All’Olimpico finisce 3-3 un match ricco di colpi di scena, con la Lazio che trova il pareggio al minuto 103 su rigore, dopo che il Torino sembrava aver ormai completato la rimonta.
Sarri, in piena emergenza a centrocampo, opta per un inedito 4-2-3-1 con Dia e Castellanos, mentre Baroni schiera un 3-5-2 con la coppia offensiva Simeone-Ngonge.
Parte forte il Torino, che al 16′ passa in vantaggio con Simeone su una mischia nata da un cross di Pedersen. La Lazio reagisce subito e pareggia al 24’ con un gran tiro di Cancellieri, che al 39’ firma anche la sua doppietta, portando avanti i biancocelesti.
Nella ripresa il ritmo cala, ma il Torino trova nuove energie con gli ingressi di Nkounkou e Adams: al 73’ arriva il 2-2 con il tocco vincente dello scozzese. I granata crescono nel finale e completano la rimonta al 92’: da un calcio d’angolo nasce il gol di Saul Coco, favorito da un’uscita sbagliata di Provedel.

Ma quando ormai sembra finita, un fallo di Dembelé su Noslin riapre tutto: dopo un lungo check Var e un accenno di rissa tra Maripan e Castellanos, Cataldi si presenta sul dischetto e, glaciale, firma il definitivo 3-3 al 103’. La Lazio sale a 7 punti, mentre il Torino si ferma a 5.
Inter-Cremonese 4-1
L’Inter supera facilmente la Cremonese per 4-1 a San Siro, conquistando il terzo successo consecutivo in campionato e salendo a 12 punti. Per la squadra di Nicola arriva il primo stop stagionale, una sconfitta pesante che evidenzia i limiti ben nascosti dal tecnico nelle prime giornate.

La gara si sblocca subito, con Lautaro che al 6’ firma l’1-0 su assist di Bonny. Lo stesso Bonny, alla prima da titolare, sigla il 2-0 di testa prima dell’intervallo, completando un primo tempo a senso unico.
Nella ripresa l’Inter non rallenta: Dimarco e Barella chiudono i conti con due reti su azione avviata ancora da Bonny, autore di ben tre assist e tra i migliori in campo.
La Cremonese prova a limitare i danni, trovando il gol della bandiera con Bonazzoli, bravo a sfruttare un errore del subentrato Diouf. Silvestri evita un passivo ancora più pesante con alcuni interventi decisivi, ma la superiorità dei nerazzurri è troppo netta.
Chivu può sorridere per la crescita costante della sua Inter, mentre Nicola dovrà lavorare sulla reazione mentale dei suoi dopo questa battuta d’arresto.
Atalanta-Como 1-1
Dopo la vittoria in Champions, l’Atalanta si ferma in casa contro un Como solido e ben messo in campo, che resiste agli assalti nerazzurri e strappa un prezioso 1-1 al Gewiss Stadium.
Juric, in piena emergenza difensiva, conferma Lookman e Samardzic alle spalle di Sulemana, mentre in panchina per il Como, in assenza dello squalificato Fabregas, c’è Dani Guindos.
I nerazzurri passano subito in vantaggio al 6’, con Samardzic che chiude un’azione veloce e batte il portiere avversario con il mancino.
La risposta del lariani arriva al 19’: Perrone firma l’1-1 con un tiro-cross fortunato che scavalca Carnesecchi, batte sul palo e balla sulla linea prima di finire sui guantoni del portiere. L’arbitro però indica l’orologio: il gol è confermato dalla goal-line technology.
La prima frazione si chiude senza altri gol, con Lookman e Sulemana che si rendono pericolosi, ma senza riuscire a riportare la Dea in vantaggio.
Nella ripresa l’Atalanta prova a spingere, ma senza particolare lucidità. Juric inserisce forze fresche come Maldini e Krstovic, ma la difesa del Como si chiude a cinque nel finale e resiste bene. Anche i cambi di Guindos bloccano gli spazi e la partita si spegne senza ulteriori emozioni.
Udinese-Cagliari 1-1
Finisce 1-1 tra Udinese e Cagliari, ma il risultato sta stretto ai friulani, protagonisti di una gara dominata sul piano delle occasioni ma rovinata da errori clamorosi sotto porta. I bianconeri colpiscono due legni, sbagliano tre volte a porta vuota e trovano un Caprile in giornata di grazia.
Il Cagliari sblocca la gara al 25’, con un tiro di Prati deviato, e Borrelli insacca il suo primo gol in Serie A a porta spalancata.
I padroni di casa reagiscono subito, sfiorando il pari con Atta, Piotrowski e Zaniolo (che colpisce un palo e una traversa), ma si va al riposo con i sardi avanti, nonostante le molteplici occasioni friulane.
Nella ripresa il copione non cambia: l’Udinese preme e trova il pareggio al 57’ con Kabasele, abile a sfruttare una mischia su calcio piazzato. Zaniolo, a porta vuota, sbaglia ancora e viene sostituito. Il subentrato Bayo crea pericoli ma spreca una chance enorme nel recupero, come Davis, fermato da Caprile a tu per tu.
I sardi resistono fino al fischio finale, portando a casa un buon punto. Entrambe le squadre salgono così a quota 8 in classifica.
Bologna-Pisa 4-0
Il Bologna chiude con il botto prima della sosta nazionali e rifila un netto 4-0 al Pisa, salendo a quota 10 punti e confermando il perfetto ruolino di marcia casalingo con tre vittorie su tre. Gara mai in discussione, condizionata anche dall’espulsione di Idrissa Touré nel primo tempo, ma già indirizzata dai rossoblù.
Il vantaggio arriva al 24’ con Cambiaghi, bravo a finalizzare un assist di Dallinga con l’aiuto del palo. Poco dopo, Idrissa Touré commette un errore in disimpegno e stende Cambiaghi da ultimo uomo: rosso diretto e Pisa in dieci.

Sulla punizione seguente, Moro trova il 2-0 grazie a una deviazione in barriera. Passano due minuti e Orsolini, servito ancora da Cambiaghi, firma il tris a porta vuota.
La ripresa scorre senza sorprese, con il Bologna che gestisce e trova anche il quarto gol al 53’: Odgaard segna con la complicità di Caracciolo, che devia il tiro. I felsinei continuano a divertire il pubblico con giocate spettacolari: Rowe sfiora un gol di tacco e anche Fabbian va vicino al 5-0 nel finale.
Il Pisa resta fanalino di coda con appena due punti, e la posizione di Gilardino traballa. Per Italiano, invece, è il miglior segno che i suoi potessero dargli per godersi la sosta.
Fiorentina-Roma 1-2
La Roma supera la Fiorentina 1-2 al Franchi, dopo una gara intensa e combattuta, conquistando tre punti preziosi che le valgono il primo posto in classifica insieme al Napoli. La partita è stata ricca di emozioni, con continui ribaltamenti di fronte e numerose occasioni da gol.
La gara si sblocca al 14’ grazie a un errore difensivo romanista: Kean approfitta di un rimpallo favorevole e fulmina Svilar con un gran destro dal limite, sbloccandosi finalmente dopo tante partite a secco di gol.
La risposta giallorossa, però, è immediata: al 22’ Soulé pareggia con una splendido mancino in controbalzo, su assist di tacco di Dovbyk. L’ex Juve sfiora anche il raddoppio, ma viene murato da Pablo Marì.
La Roma raddoppia alla mezz’ora, grazie a un colpo di testa di Cristante su corner battuto da Soulé, autentico protagonista della prima frazione. Prima del riposo, Kean colpisce un palo con un gran sinistro da fuori, dove Svilar poteva solo guardare, poi Dovbyk spreca un’occasione clamorosa per l’1-3 mantenendo i viola in partita.
Nel secondo tempo i ritmi calano e nemmeno le sostituzioni cambiano l’inerzia della gara: Piccoli colpisce una traversa dalla distanza, mentre Gosens spreca il pareggio all’82’, calciando altissimo a tu per tu con Svilar.
Nel finale entra anche Dybala, reduce dall’infortunio, per palleggiare e alleggerire la pressione viola, che, nonostante l’ingresso di Dzeko e un assetto a trazione anteriore, non riescirà più a trovare la via del gol.
La Roma tiene fino all’ultimo, soffrendo ma portando a casa un successo fondamentale, mentre la Fiorentina rimane a soli tre punti in sei giornate, molto vicina ai record negativi.
Napoli-Genoa 2-1
Il Napoli chiude al primo posto prima della sosta, grazie alla vittoria in rimonta per 2-1 contro il Genoa e a una prestazione in crescendo che regala ad Antonio Conte segnali positivi.
Al di là di qualche prestazione opaca (Olivera e Neres su tutti) e di alcune problemi fisici da monitorare, come quelli di Lobotka e Politano, il successo al Maradona ha evidenziato reazione, duttilità e personalità del gruppo.
Nel primo tempo i partenopei faticano col 4-3-3, mostrando poco ritmo e poca incisività sulle fasce, tant’è che il Genoa lo chiude addirittura in vantaggio con il gol di Ekhator. La svolta arriva nella ripresa, con l’ingresso di De Bruyne e Spinazzola e il passaggio al 4-1-4-1, che cambia volto alla gara.
Da quel momento, il Napoli alza l’intensità e prende in mano il match. Anguissa torna protagonista a centrocampo, segnando al 57’ e dominando fisicamente, accompagnando l’azione con continuità.
Accanto a lui, Spinazzola dà profondità sulla sinistra, mentre De Bruyne alza la qualità delle giocate tra le linee, favorendo le verticalizzazioni e aumentando la velocità del possesso palla.

La rimonta e il sorpasso si concretizzano a 75’ anche grazie alla prestazione di Hojlund, centrale nello sviluppo dell’azione.
In attesa del rientro del miglior McTominay, Conte può guardare al futuro con ottimismo: la squadra risponde, reagisce e mostra segnali di maturità, oltre a una rosa sempre più ricca di soluzioni tattiche.
Juventus-Milan 0-0
Juventus e Milan si dividono la posta in palio con uno 0-0 che lascia molti rimpianti. Partita prudente e avara di emozioni fino all’intervallo, poi accesa dagli episodi nella ripresa dove i rossoneri sprecano un rigore con Pulisic e due grandi occasioni con Leao, mentre la Juve sfiora il gol con Gatti, fermato da uno strepitoso Maignan.
Nel primo tempo le squadre si studiano senza affondare i colpi: da segnalare solo qualche fiammata di Conceiçao e due potenziali chance per Gimenez.
Il ritmo cambia un po’ nella ripresa: al 47’ Tomori devia un pallone che libera Gatti davanti alla porta, ma Maignan chiude tutto con un intervento prodigioso.
Cinque minuti dopo l’episodio chiave: Gimenez viene atterrato in area da Kelly, l’arbitro indica il dischetto dove si presenta Pulisic, che però calcia il rigore altissimo, sprecando la chance nel momento decisivo della gara.
Il Milan però non si abbatte e reagisce con più intensità a centrocampo, mettendo in difficoltà Di Gregorio a più riprese. Anche Leao, subentrato insieme a Nkunku, spreca due volte da pochi passi, una al 73’ e l’altra al 90’.
Il risultato non si sbloccherà più e per Tudor arriva il terzo pareggio consecutivo, che vale il -3 dalla vetta. Anche il Milan però, con molti rimpianti, manca l’occasione di avvicinarsi al primo posto.
Dopo l’ennesimo pareggio consecutivo, arrivano anche i primi fischi dello Stadium a fine gara: i tifosi bianconeri non hanno gradito l’atteggiamento prudente della squadra soprattutto nella ripresa, dove i bianconeri si sono fatti trovare troppo poco nell’area rossonera, per giunta rischiando la beffa nel finale.