Serie A: il punto sui cambi in panchina

Il toto-allenatori accende la Serie A in un puzzle ancora lontano dall’essere completato

In un anno di rivoluzione tecnica per praticamente tutte le big del nostro campionato, tassello dopo tassello, il mosaico degli allenatori comincia a prender forma. La situazione è cambiata molto rapidamente e, nel giro di pochi giorni, i quesiti che ci siamo posti hanno trovato risposta.

 

 

Napoli, Conte resta in panchina scommettendo sul progetto azzurro

Antonio Conte continuerà a sedere sulla panchina del Napoli anche nella prossima stagione, portando avanti l’ambizioso progetto del club con lo scudetto cucito sul petto.

Nonostante le voci insistenti su una possibile separazione, il rapporto tra il tecnico e la società partenopea ha ritrovato solidità e prospettive comuni.

Quello che fino a poche settimane fa sembrava un addio inevitabile ha lasciato spazio a un’intesa ritriovata con il presidente Aurelio De Laurentiis, deciso a puntare ancora con forza sull’ex commissario tecnico della Nazionale.

Il patron azzurro ha messo sul tavolo un piano tecnico ambizioso, composto non solo da acquisti di giovani talenti, ma anche di giocatori già affermati a livello internazionale che possano alzare il livello tecnico della squadra e trascinarla con la loro esperienza.

Non a caso, De Laurentiis ha annunciato a più riprese l’ingaggio imminente di Kevin De Bruyne, e proprio acquisti come questo hanno convinto Conte a respingere l’interesse della Juventus e a proseguire l’avventura in Campania.

 

Inter, Inzaghi accetta l’offerta araba, Fabregas in pole per la panchina

La chiara volontà dell’Inter era quella di proseguire con Simone Inzaghi, come annunciato dal presidente Marotta al termine della finale di Champions.

L’offerta faraonica dei sauditi dell’Al-Hilal era però irrinunciabile: si parla di cifre nell’ordine dei 25 milioni di euro l’anno per un biennale da 50 milioni complessivi.

Il tecnico avrebbe inoltre confermato nel summit di ieri con la dirigenza dell’Inter di sentirsi ormai giunto al termine di un ciclo tecnico, stanco e sfiancato da un’annata lunghissima, culminata nel black out della finale di Champions League contro il PSG.

Il nome preferito per il dopo Inzaghi sarebbe quello dell’attuale tecnico del Como Cesc Fabregas, tra gli altri profili valutati ci sarebbero anche Chivu, De Zerbi e, anche dopo l’annata negativa alla guida della Juventus, Thiago Motta.

I nerazzurri sembrerebbero quindi intenzionati a puntare un profilo giovane e di prospettiva, abbandonando piste di tecnici più esperti e navigati come Mancini o Mourinho.

 

Atalanta, post-Gasperini: tanti nomi per la caccia al nuovo tecnico

Stefano Pioli continua a essere il profilo più caldo per guidare l’Atalanta nella prossima stagione. L’allenatore parmense, con alle spalle una lunga carriera e la capacità di adattare il proprio calcio alle caratteristiche dei giocatori, convince la dirigenza bergamasca non solo per il curriculum, ma anche per la sua flessibilità tattica.

Il tecnico, però, è attualmente vincolato da un contratto con l’Al-Nassr fino al 2027 e rientra anche nel radar di altri club, fattori che complicano l’operazione.

In alternativa, l’Atalanta valuta con interesse i tecnici della nuova generazione, cresciuti nel solco della filosofia di Gasperini.

Thiago Motta, seguito già ai tempi di Spezia e Bologna, rappresenta uno dei papabili candidati alla panchina e, per visione e stile, sarebbe un sostituto non troppo lontano da Gasperini.

Un’altra opzione è Raffaele Palladino, recentemente svincolatosi dalla Fiorentina nonostante un biennale ancora in corso. A 41 anni, il tecnico campano ha raccolto esperienza significativa in Serie A, ma resta privo di presenze in Champions League e conta appena due stagioni e mezzo da primo allenatore.

Tra i nomi meno chiacchierati ma comunque monitorati ci sono Domenico Tedesco, reduce dall’avventura alla guida del Belgio, e Ivan Juric, pronto a rientrare dopo la parentesi disastrosa alla Roma.

 

 

Juve, Tudor sempre più vicino alla conferma: si attende l’incontro con Comolli

Igor Tudor è ormai il nome in cima alla lista per la panchina della Juventus, dopo una settimana intensa segnata da ribaltoni interni e decisioni cruciali.

Il tecnico croato, reduce da uno sfogo post-Venezia, ha poi rassicurato l’ambiente tramite il suo agente: resterà a disposizione per il Mondiale per Club e non metterà pressione per definire subito il futuro.

Nel frattempo, la Juventus ha vissuto profondi cambiamenti: l’addio di Cristiano Giuntoli, la nomina ufficiale di Damien Comolli come nuovo direttore generale, e il mancato ritorno di Antonio Conte, confermato alla guida del Napoli.

Anche Gian Piero Gasperini ha rifiutato l’offerta bianconera, scegliendo invece la Roma su invito di Claudio Ranieri.

Tudor, rimasto alla finestra dalla sua Spalato, ha seguito ogni sviluppo, forte del legame con la Juventus e della fiducia conquistata negli ultimi due mesi a Torino.

La sua eventuale conferma non va letta come una scelta obbligata, ma come un segnale di continuità e juventinità, qualità molto apprezzate dai tifosi.

Il passaggio chiave sarà il faccia a faccia con Comolli, previsto per i prossimi giorni, quando sarà ufficiale l’entrata in carica del nuovo DG.

È lì che si capirà se il tecnico croato proseguirà la sua avventura alla guida dei bianconeri anche dopo la tappa del Mondiale per Club.

 

 

Roma: dopo l’addio all’Atalanta, Gasperini è pronto ad aprire un nuovo ciclo nella Capitale

Il futuro della panchina giallorossa è ormai stato definito: Gian Piero Gasperini è sarà il nuovo allenatore, dopo aver rifiutato la corte, tra le altre, della Juventus.

Il tecnico piemontese ha ormai chiuso il suo lungo percorso con l’Atalanta, come confermato dall’ultimo confronto avuto con la società bergamasca, che ha sancito la fine del rapporto dopo anni di successi.

A spianare la strada verso Trigoria è stato l’incontro avvenuto a Firenze tra Gasperini, Claudio Ranieri e il nuovo dirigente giallorosso Florent Ghisolfi, da cui sono emersi segnali molto positivi.

Il club capitolino ha chiuso rapidamente l’accordo, anche nei suoi passaggi formali, in primis la liberazione ufficiale di Gasperini dal contratto con la Dea, salutata con un lettera d’addio dopo ben nove anni alla sua guida.

 

Fiorentina, tensione sulla scelta del nuovo tecnico: tifosi divisi sulla candidatura di Pioli

La scelta del prossimo allenatore della Fiorentina sta alimentando un clima sempre più acceso a Firenze. Mentre la dirigenza viola valuta con attenzione un possibile ritorno di Stefano Pioli, già apprezzato per la sua esperienza e il legame con la piazza, una parte significativa del tifo organizzato prende una posizione differente.

La Curva Fiesole spinge infatti per una soluzione più fresca e carismatica, indicata nei nomi di Daniele De Rossi e Alberto Gilardino, due ex campioni del mondo oggi affermatisi come allenatori promettenti nel panorama italiano.

De Rossi ha dato prova di leadership e modernità tattica, mentre Gilardino ha costruito un’identità solida con le sue squadre, guadagnandosi la fiducia di diversi addetti ai lavori.

Il malumore tra i tifosi è esploso pubblicamente con uno striscione polemico comparso fuori dallo stadio Franchi nella serata di ieri. Il messaggio, diretto al direttore sportivo Daniele Pradè, è stato particolarmente duro e ha messo in evidenza la crescente insoddisfazione nei confronti della gestione tecnica del club.

 

 

Lazio, ora è ufficiale: Sarri torna in panchina con un biennale

Marco Baroni lascia la Lazio dopo una sola stagione, conclusa con un settimo posto che non è bastato per l’Europa. Fatale per il tecnico toscano è stata l’ultima giornata di campionato, con la sconfitta interna contro il Lecce che ha permesso alla Fiorentina di sorpassare i biancocelesti grazie al vantaggio negli scontri diretti. Da quel momento, il destino dell’allenatore è stato segnato.

Il presidente Claudio Lotito aveva già in mente un nome preciso per ripartire: Maurizio Sarri. Il ritorno dell’ex allenatore biancoceleste è stato voluto con decisione e definito in tempi rapidi.

L’accordo è stato raggiunto sulla base di un contratto biennale da 2,5 milioni di euro a stagione, corredato da precise garanzie tecniche sia sulla rosa che sulle operazioni di mercato.

A confermare la notizia è stato il direttore sportivo Angelo Fabiani, che ha comunicato la chiusura dell’intesa: “Sarri ha già firmato. I contratti ce li ho io, ha firmato anche Lotito. Giovedì sarà a Roma per iniziare a pianificare la stagione. È tutto fatto, al 100%.”

 

Milan, è ufficiale il ritorno di Allegri dopo undici anni

Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico livornese torna a guidare i rossoneri a distanza di undici anni dall’ultima esperienza a San Siro.

La trattativa si è chiusa negli ultimi giorni e per Allegri è pronto un contratto biennale, con opzione per il terzo anno, a conferma della volontà del club di avviare un progetto di medio periodo puntando su un profilo esperto e già vincente con la maglia rossonera.

Il ritorno dell’allenatore segna una svolta importante nella strategia tecnica del Milan, in cerca di nuova stabilità e crescenti ambizioni.

Contestualmente, il club ha comunicato ufficialmente negli ultimi giorni la separazione da Sergio Conceição, con una nota in cui si ringrazia il tecnico portoghese per il contributo dato alla conquista del 50° trofeo della storia milanista.

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