Inter-Pisa 6-2
L’Inter apre la 22° giornata di Serie A con una spettacolare rimonta ai danni del Pisa, rimontando un doppio svantaggio iniziale nel 6-2 finale.
Dopo l’impegno europeo contro l’Arsenal, la squadra di Chivu fatica a entrare in partita e viene colpita due volte da Moreo, autore di una doppietta nei primi 30 minuti. Due errori del portiere Sommer favoriscono il momentaneo exploit dei toscani, ultimi in classifica.

Il tecnico interista reagisce con una mossa audace: subito fuori Luis Henrique e dentro Dimarco, che si rivelerà l’uomo partita.
I nerazzurri ribaltano tutto in pochi minuti, pareggiando con Zielinski e Lautaro nell’arco di due minuti, e completando il sorpasso già nel recupero del primo tempo grazie a Pio Esposito, ben servito da un ispirato Bastoni.
Nella ripresa, il Pisa non riesce più a reagire. I nerazzurri dilagano nel finale, trovando tre ulteriori reti con Dimarco, Bonny e Mkhitaryan.
Una prestazione dominante, che conferma la solidità della squadra di Chivu e la fa fuggire in classifica. Con questo successo, l’Inter sale a 52 punti, per il Pisa, invece, arriva una sconfitta pesante che conferma il momento nero: con 14 punti in classifica, i toscani restano fanalino di coda e vedono sempre più complicarsi la corsa salvezza.
Como-Torino 6-0
Dopo la batosta dell’andata (1-5 per il Como), i lariani si ripetono anche al ritorno, vincendo con un roboante 6-0 contro un Torino irriconoscibile.
La partita si indirizza da subito a favore dei ragazzi di Fabregas. Dopo appena otto minuti, Da Cunha serve in profondità Douvikas, che non sbaglia a tu per tu con Paleari. Passano solo altri otto minuti e il Como raddoppia con un gran destro da fuori area di Baturina, che si infila all’angolino per il 2-0.

Nella ripresa, il Como continua a spingere. Al 59’, un tocco di braccio in area di Maripan. dopo un rimpallo sulla gamba, porta l’arbitro Feliciani a concedere un rigore, trasformato con freddezza da Da Cunha, che firma così il tris. Douvikas completa la doppietta personale al 66’, mentre Kühn e Caqueret mettono la firma su due splendidi gol che chiudono definitivamente i conti.
Un dominio assoluto per la formazione lariana, che non solo conquista tre punti fondamentali, ma manda anche un messaggio forte alle concorrenti per l’Europa. Di contro, il Torino esce dal campo umiliato, in una sconfitta che mette a nudo tutte le difficoltà della squadra granata, mai realmente in partita.
Fiorentina-Cagliari 1-2
Il Cagliari espugna il Franchi battendo 1-2 la Fiorentina, ottenendo un successo fondamentale in chiave salvezza.
Il vantaggio cagliaritano arriva al 31’, quando Kilicsoy colpisce di testa su un preciso cross di Palestra, deviato in modo decisivo da Comuzzo. La rete sblocca una partita fin lì equilibrata, dando fiducia alla squadra di Pisacane.
In avvio di ripresa, Vanoli prova a cambiare inserendo Fabbian, ma la mossa si rivela disastrosa: l’ex Bologna perde palla a centrocampo dopo pochi secondi dal suo ingresso, permettendo al Cagliari di ripartire in contropiede. Palestra, servito da Sebastiano Esposito, firma il raddoppio al 47’, segnando il suo primo gol in Serie A.
A riaprire il match è Brescianini, che al 74’ accorcia le distanze con un colpo di testa su assist di Dodo. Lo stesso centrocampista viola va vicino al pareggio nel finale, ma non centra il bersaglio grosso.
Il triplice fischio sancisce la sconfitta interna dei viola che ricade nel bel mezzo della lotta salvezza. Il Cagliari, invece, mostra solidità e cinismo, ottenendo tre punti che allontanano momentaneamente la zona retrocessione.
Lecce-Lazio 0-0
Termina a reti inviolate la sfida tra Lecce e Lazio, in un match privo di grandi emozioni, con entrambe le squadre incapaci di concretizzare le poche occasioni create.
Sarri conferma Romagnoli al centro della difesa, nonostante le voci di mercato, e punta su Dia in avanti. Nel primo tempo è il Lecce ad andare più vicino al gol: Ramadani colpisce la traversa nel finale di primo tempo, approfittando di un errore di Vecino, in quella che resta l’unica vera occasione nitida dell’incontro.
Nella ripresa i cambi, Ratkov per la Lazio, Cheddira e Sottil per i salentini, non modificano l’inerzia di una gara bloccata e povera di spunti offensivi, con ritmi bassi e difese sempre in controllo.
Con questo pareggio il Lecce sale a 18 punti, superando la Fiorentina e portandosi fuori, anche se di poco, dalla zona retrocessione. La Lazio si ferma a 29, restando a metà classifica e mancando l’occasione per avvicinarsi alle posizioni europee.
Sassuolo-Cremonese 1-0
Il Sassuolo torna alla vittoria dopo quasi due mesi, superando 1-0 la Cremonese nel lunch match.
La partita si sblocca subito: al 3’ Fadera segna il gol che poi sarà decisivo, approfittando di una corta respinta di Audero su tiro di Laurienté.
I grigiorossi cercano la reazione con Vardy, fermato da Muric, e poi con Bonazzoli, il cui tentativo viene deviato in angolo.
Il Sassuolo sfiora il raddoppio poco prima dell’intervallo con Laurienté, che spreca in contropiede, mentre la Cremonese perde Collocolo per infortunio al 22’, sostituito da Zerbin.
Nella ripresa Nicola inserisce Johnsen, che si fa notare subito con un tiro sull’esterno della rete. Il Sassuolo ritrova anche Domenico Berardi, al rientro dopo due mesi di stop, e al 70’ Audero si riscatta con una splendida parata su punizione di Laurienté.
Nel recupero, Bonazzoli ha l’occasione per il pareggio, ma colpisce male da buona posizione. Il Sassuolo a 26 punti, lasciandosi alle spalle un periodo negativo, mentre la Cremonese resta ferma a 23, fallendo l’aggancio in classifica proprio ai neroverdi.
Atalanta-Parma 4-0
La Dea prosegue la sua rincorsa verso l’Europa con un netto 4-0 casalingo sul Parma.
Il match si sblocca già al 15’, quando Zalewski si procura un calcio di rigore, trasformato con freddezza da Scamacca. Passano meno di dieci minuti e l’Atalanta raddoppia: de Roon insacca su un’ottima giocata di De Ketelaere, confermando il dominio nerazzurro nella prima frazione.

Il Parma non reagisce nemmeno nella ripresa, lasciando campo e iniziativa ai padroni di casa. Al 73’ arriva il tris: Raspadori trova il suo primo gol con la maglia orobica, su assist del neoentrato Krstovic, che sigla anche il 4-0 finale al 92’, chiudendo una gara a senso unico.
L’Atalanta conferma lo stato di forma e la solidità del gruppo, con un attacco sempre più incisivo e una difesa compatta. Per il Parma, invece, continua il periodo negativo, con una prestazione priva di reazione e ritmo, che lascia la squadra di Cuesta impantanata nella seconda metà di classifica.
Genoa-Bologna 3-2
Clamorosa rimonta del Genoa al Ferraris, dove il Bologna perde da una situazione di doppio vantaggio e cade per 3-2 nel finale.
La sfida si accende nel primo tempo con un gran destro di Ferguson al 35’ che sblocca il punteggio. Ad avvio ripresa, arriva il raddoppio: Zortea crossa e provoca l’autorete di Otoa, che porta gli emiliani sul 2-0.
Il match cambia radicalmente al 56’, quando Skorupski commette un’uscita scriteriata e viene espulso, lasciando il Bologna in dieci uomini.
Il Genoa ne approfitta subito e al 62’ accorcia con una splendida punizione di Malinovskyi. La spinta dei liguri cresce, e al 79’ arriva il pareggio con una girata acrobatica di Ekuban.
Nel recupero, quando tutto sembra avviarsi verso il pareggio, Messias firma il gol vittoria con un eurogol al 91’, completando una rimonta che fa impazzire De Rossi in panchina.
Tre punti pesantissimi per il Genoa, che sale a 23 in classifica, mentre il Bologna resta fermo a 30, incassando una sconfitta in un periodo durissimi per i rossoiblù.
Juventus-Napoli 3-0
I bianconeri si portano a casa una vittoria netta e convincente nel primo dei big match della 22° giornata superando per 3-0 il Napoli allo Stadium e lanciando un segnale forte alle avversarie nella corsa alla zona Champions.
Una prestazione solida, cinica e intensa, che consente ai bianconeri di salire a 42 punti, portandosi a -1 dagli azzurri, fermi a 43 e ora più lontani dalla capolista Inter.
Il primo tempo si apre con una fiammata bianconera: al 21’ Thuram colpisce il palo, preludio al vantaggio poi firmato da Jonathan David.
Il canadese, servito da un assist illuminante di Locatelli, resiste alla marcatura di Spinazzola e batte Meret, tornato titolare dopo oltre tre mesi di stop per un infortunio last minute di Milinkovic-Savic.
Un minuto dopo, Conceiçao su un ottimo passaggio di Yildiz, va vicino al raddoppio, ma Buongiorno salva sulla linea il tiro a botta sicura del portoghese.
Il Napoli, nonostante una buona gestione del possesso, non riesce a essere incisivo in zona offensiva. Nel finale di primo tempo, un contatto in area tra Bremer e Hojlund fa discutere, ma l’arbitro Mariani lascia correre.
Nella ripresa, Conte tenta di dare una scossa ai suoi con le poche armi a disposizione in panchina, inserendo anche il neoacquisto Giovane, acquistato un giorno fa e subito in campo, e successivamente Lukaku, all’esordio stagionale dopo il pesante infortunio.

È ancora la Juve però a colpire: al 77’ Juan Jesus sbaglia in uscita, Miretti intercetta e serve Yildiz, che raddoppia con freddezza. Il colpo del definitivo 3-0 arriva all’86’ con Kostic, che chiude la gara sfruttando un’azione di contropiede.
Nel finale si rivede anche Gatti, tornato in campo dopo l’infortunio, in una serata perfetta per la squadra di Spalletti, che ritrova compattezza e concretezza nei momenti chiave.
Roma-Milan 1-1
Finisce in parità il big match dell’Olimpico tra Roma e Milan. Si tratta del primo pareggio stagionale per la squadra di Gasperini, che fino a questo momento aveva ottenuto solo vittorie o sconfitte in campionato. Anche i rossoneri rallentano, vedendo ora l’Inter volare a +5, mentre la Roma raggiunge il Napoli a quota 43, superando Juventus e Como.
Nel primo tempo è la Roma a dominare il gioco, creando molte occasioni ma senza trovare il gol. Malen si conferma il più pericoloso, ma spreca una grande chance calciando fuori e viene più volte fermato da un Maignan in stato di grazia, autore di almeno quattro interventi decisivi anche su Celik e Koné. Nonostante il forcing, i giallorossi chiudono la prima frazione a reti inviolate.
Nella ripresa il Milan cresce e trasforma una delle pochissime occasioni offensive: al 61’ De Winter insacca sugli sviluppi di un calcio da fermo, ben trovato dal solito Modric. La risposta della Roma arriva con le mosse dalla panchina di Gasperini, che inserisce Vaz e Pellegrini per dare nuova linfa all’attacco.

Al 74’ l’episodio che cambia il finale: Bartesaghi tocca con un braccio in area e l’arbitro assegna il rigore. Pellegrini non sbaglia, riportando il risultato in equilibrio. Il punteggio non cambierà più, con le due squadre che si dividono la posta in palio.
Un pari che lascia l’amaro in bocca alla Roma per quanto costruito, ma che consente comunque ai giallorossi di restare agganciati al treno Champions. Il Milan, invece, rallenta proprio nel momento in cui l’Inter accelera, perdendo terreno nella corsa scudetto.