Parma-Juventus 1-0
Serata amara per la Juventus al Tardini, dove il Parma si impone per 1-0, interrompendo il momento positivo della squadra guidata da Igor Tudor.
Dopo quattro settimane di risultati incoraggianti, i bianconeri incappano nella prima sconfitta della nuova gestione, lasciando punti preziosi nella corsa alla qualificazione Champions.

Il gol decisivo arriva nel finale della prima frazione: Pellegrino svetta su calcio d’angolo e batte Di Gregorio, firmando il vantaggio che resisterà poi fino al triplice fischio.
Una rete arrivata sotto gli occhi di Hernan Crespo, Lilian Thuram e Fabio Cannavaro, presenti in tribuna per applaudire una prestazione convincente degli uomini di Chivu.
Il Parma rompe una striscia di cinque pareggi consecutivi e torna a vincere, allungando a +6 sulla zona retrocessione.
Chivu sceglie una formazione offensiva con Bonny e Pellegrino davanti, mentre Tudor affida la fase d’attacco a Vlahovic supportato da Kolo Muani e Nico Gonzalez. Tuttavia, l’impatto della Juventus è poco incisivo: una partenza discreta con un tiro di Locatelli, ma poi il nulla.
Il ritmo bianconero si rivela lento e prevedibile, con un possesso sterile e poco pericoloso. Al contrario, il Parma si dimostra solido anche dopo gli infortuni di Bernabé e Vogliacco, sostituiti rispettivamente da Estevez e Hainaut. La difesa regge, e la squadra emiliana riparte con lucidità, sfruttando gli spazi concessi dalla Juventus.
Tra i migliori in campo spicca Leoni, classe 2006, già osservato speciale della dirigenza juventina, che domina per personalità e visione di gioco.
Nella prima frazione le occasioni migliori le ha proprio il Parma: prima Bonny sfiora il gol di tacco su corner, poi Pellegrino spreca un contropiede, salvo poi rifarsi pochi minuti più tardi con il colpo di testa decisivo.
L’infortunio di Vlahovic a fine primo tempo complica ulteriormente i piani di Tudor, costretto a sostituirlo con Conceicao e a ridisegnare l’attacco.
Nel secondo tempo entrano anche Yildiz, Douglas Luiz, Weah e Alberto Costa, ma i tentativi offensivi juventini si infrangono sul muro eretto dei padroni di casa, che assorbono bene il forcing finale dei bianconeri soffrendo il giusto.
Dopo questa sconfitta, la Juventus resta quindi quinta, tallonata dalla Lazio e distante un punto dal Bologna, ma la prestazione del Tardini lascia più di un campanello d’allarme. Per il Parma, invece, è una vittoria che dà ossigeno alla classifica e morale a un gruppo giovane ma affamato di risultati.
Genoa-Lazio 0-2
La Lazio espugna Marassi con un convincente 0-2 contro il Genoa e si rilancia nella corsa alla Champions League. Con questo successo, la squadra di Baroni affianca la Juventus al quinto posto, portandosi a una sola lunghezza dal Bologna, attualmente quarto.
L’inizio della sfida è frenetico, con i biancocelesti che partono forte, ma la prima vera occasione capita al Genoa: Pinamonti impegna Mandas con un diagonale pericoloso.
Il portiere della Lazio è ancora decisivo pochi minuti dopo, neutralizzando un’altra conclusione dell’attaccante rossoblù in situazione di due contro uno.
Il match prende una svolta al 21′: Zaccagni viene lanciato in profondità e fermato irregolarmente da Otoa, che, al debutto, si vede sventolare il cartellino rosso per fallo da ultimo uomo.

La Lazio sfrutta la superiorità numerica nel giro di undici minuti: Pellegrini mette un cross preciso e Castellanos, in semirovesciata, segna un gol spettacolare che rompe l’equilibrio della gara.
I capitolini continuano a spingere, ma Guendouzi, Dia e lo stesso Castellanos non riescono a raddoppiare prima dell’intervallo, mentre Lazzari è costretto a uscire per infortunio.
Nella ripresa, la Lazio mantiene il controllo e chiude il discorso al 65’: Rovella pesca in verticale Dia, che in scivolata realizza portando i biancocelesti sul doppio vantaggio.
La parità numerica viene ristabilita al 72’, quando Belahyane rimedia l’espulsione diretta per un intervento duro su Thorsby. Nonostante questo, però, i rossoblù non riusciranno più ad accorciare lo svantaggio.
Con questa vittoria, la Lazio rafforza il proprio cammino in campionato e alimenta le speranze europee: la zona Champions è ora a portata di mano, e la squadra di Baroni sembra aver ritrovato la giusta solidità per affrontare il rush finale della stagione.
Cagliari-Fiorentina 1-2
La Fiorentina continua a lottare per un posto in Europa e porta a casa tre punti preziosi dall’UnipolDomus, superando il Cagliari per 1-2.
La vittoria consente alla squadra di Palladino di salire a 56 punti, avvicinandosi ulteriormente al sogno Champions, ora distante quattro lunghezze.
La gara parte in salita per i viola: al 7’, un’uscita maldestra di De Gea su cross di Luvumbo regala il pallone a Piccoli, che controlla e deposita in rete il vantaggio sardo. Un avvio shock peri viola, costretti a rincorrere già nei primi minuti.
La reazione dei toscani arriva alla mezz’ora abbondante di gioco. Mandragora trova Gosens al limite, che con un perfetto esterno sinistro infila la palla nell’angolino basso, firmando il pareggio e riportando equilibrio nel match.
Una rete importante anche alla luce dell’assenza pesante di Kean, rimasto fuori per motivi familiari comunicati dalla società prima del fischio d’inizio.
Prima della fine del primo tempo, l’arbitro assegna un rigore al Cagliari per un presunto fallo di Pongracic su Luvumbo, ma il VAR annulla la decisione dopo la revisione delle immagini. Poco dopo, arriva anche l’infortunio di Mina, sostituito da Palomino, che complica ulteriormente la situazione per i rossoblù.
La ripresa si apre con la svolta definitiva. Gudmundsson apre sulla destra per Dodo, che mette un cross preciso per la testa di Beltran, bravissimo a inserirsi e firmare il gol del sorpasso. L’1-2 spezza l’equilibrio e indirizza la gara a favore della Fiorentina.
Nel finale, il Cagliari tenta l’assalto per cercare il pari, ma la Viola si chiude con ordine e gestisce il vantaggio con maturità.
I padroni di casa non riescono a trovare spazi e vedono ora ridursi il margine sulla zona retrocessione: Venezia ed Empoli sono a cinque punti, un buon margine ma non così ampio da permettere ai sardi di rilassarsi in questo finale di stagione.
Per i viola, invece, è una vittoria pesante in chiave europea. Con cinque gare ancora da disputare, Palladino mantiene vive le speranze di qualificazione alla prossima Champions League, spinto da un gruppo compatto e determinato.
Torino-Udinese 2-0
Torino e Udinese si sfidano in una gara senza assilli di classifica, ma con il comune obiettivo di chiudere con dignità e concretezza una stagione positiva.
Entrambe appaiate a quota 40 punti, le due squadre si affrontano allo Stadio Olimpico Grande Torino in un match senza particolari tensioni.

Sin dalle prime battute, è il Torino a esprimere maggiore qualità di gioco. Il vantaggio arriva poco dopo, al 39’, e porta la firma di Che Adams, che segna la sua decima rete stagionale, diventando così il primo scozzese del Torino a toccare questa quota dai tempi di Denis Law, autore di 10 gol nella stagione 1960/61.
Nel secondo tempo, l’Udinese alza il ritmo, ma si scontra con un Milinkovic-Savic in grande forma, decisivo su tentativi ravvicinati di Atta, Davis e Payero. Il portiere granata si erge a protagonista, mantenendo il vantaggio dei suoi con interventi sicuri e spettacolari.
Sul finale, il tecnico Vanoli regala la prima apparizione in Serie A al giovanissimo Sergiu Perciun, centrocampista moldavo classe 2006, che entra al 76’ per un debutto da ricordare.
Poco dopo, arriva anche il raddoppio granata: Dembele trova il suo primo gol nel campionato italiano all’85’, chiudendo definitivamente i conti.
Con questo successo per 2-0, il Torino sale a 43 punti, staccando proprio l’Udinese e mettendo al sicuro la decima posizione in classifica. Per i bianconeri, una prestazione generosa ma poco concreta, che li costringe ad inseguire nei minuti finali senza successo.
Il Torino conferma così il buon lavoro svolto durante la stagione e blinda una posizione nella parte sinistra della classifica, mentre l’Udinese dovrà accontentarsi di una chiusura in tono minore, pur mantenendo la salvezza acquisita con largo anticipo.