Dopo soli quattro giorni dalla pubblicazione del nostro approfondimento sul preoccupante aumento di infortuni traumatici e muscolari, alla ormai lunga lista di calciatori ai box per rottura dei legamenti crociati del ginocchio si sono aggiunti il centravanti granata Duvan Zapata e il vicecapitano del Real Madrid Dani Carvajal.
All’infittirsi delle partite giocate, accresce anche il numero di infortuni, non è un’equazione perfetta ma la realtà dei fatti. Nella partita di sabato tra Inter e Torino, dopo esser andato a segno, l’attaccante colombiano, con generosità, ha cercato di raggiungere la palla fino alla linea di fondo, inseguito da Acerbi. L’ex della Dea fa una brusca sterzata ma, cercando di riprendere palla, il ginocchio ha subito una strana torsione. Le urla e la sua uscita dal campo già lasciavano presagire il peggio, confermato poi nella giornata di ieri: lesione del legamento crociato anteriore, del menisco mediale e del menisco laterale, ergo, stagione finita.

Diversa la dinamica (ma stesso risultato) per Dani Carvajal. Durante un contrasto con Yeremy Pino, l’esperto terzino dei blancos ha incastrato la gamba destra, all’altezza del ginocchio, in quella dell’attaccante del Villarreal, e nell’impatto ha subito un movimento innaturale. Le conseguenze sono gravi, citando testualmente il comunicato del Real Madrid, il terzino ha riportato: “la rottura del legamento crociato anteriore, la rottura del legamento collaterale esterno e la rottura del tendine popliteo della gamba destra” e “verrà operato nei prossimi giorni”. In poche parole, stagione finita anche per lui.
Risuonano di nuovo durissime le parole di Rodri, che in qualche modo aveva previsto l’attuale situazione, prima del suo stesso infortunio: “Uno sciopero da parte dei giocatori? Sì, credo che non manchi molto a un’azione simile. Bisogna riposare e staccare perché la salute mentale è importante”. Calendario troppo fitto e troppo poco riposo tra una partita e l’altra, e aggiunge: ”Un calcio di alto livello? Allora dobbiamo riposare: i protagonisti di questo sport, o se preferite di questo business, sono i calciatori. Siamo noi”. Parole che vanno nettamente contro il nuovo format della Champions League e il rinnovato Mondiale per Club, che prenderà il posto delle vacanze estive per i calciatori dei top club europei.
Il CT della Nazionale Luciano Spalletti, invece, ha una visione diametralmente opposta: “Per me non si gioca molto, bisogna essere attrezzati per giocare molto. Bisogna far giocare chi c’è dietro, i giovani. Quando una squadra non vince non bisogna parlare di titolari o riserve, ci sono squadre che hanno 25 giocatori all’altezza”. E ancora: “Ci sono squadre che non sono attrezzate, che non hanno 25 giocatori come altre, ma ci sono squadre che li hanno e gli viene permesso di giocare frequentemente per tutti i calciatori che hanno. Si gioca troppo? I discorsi finiscono sempre lì, cioè si dice che le seconde linee, le riserve, non hanno fatto bene come i titolari. Non bisogna creare alibi. Inter, Milan e Juventus hanno a disposizione rose per giocare più partite. Poi alcune prestazioni dipendono dalla fisicità o meno di certi calciatori”.
Una netta presa di posizione, che in pratica rimanda agli allenatori la capacità di fare turnover e di alternare spesso i calciatori per prevenire gli infortuni.
Queste parole fanno da contraltare al discorso di Rodri. Chi avrà ragione quindi sarà solo il tempo a dirlo.