I partenopei conquistano per la terza volta nella loro storia la Supercoppa Italiana, la prima con Antonio Conte in panchina. A Riad gli azzurri superano il Bologna di Italiano, grazie a una straordinaria prestazione di Neres, autore di entrambi i gol nel 2-0 finale.
L’ala ex Ajax ha sbloccato il match al 39′ con un sinistro preciso che ha centrato l’incrocio dei pali, e nella ripresa è stato pronto a rubare palla a Ravaglia, servendo Lucumì per poi realizzare un gol da scavetto che gli è valso la doppietta.
Se la firma sulla Supercoppa al tabellino è tutta di Neres, è giusto riconoscere che il Napoli ha dominato la partita sotto ogni aspetto. Gli azzurri hanno corso di più, hanno corso meglio e hanno mandato totalmente a vuoto il pressing alto dei rossoblù, facendo girare palla perfettamente per tutta la partita.
Una prova da dieci in pagella per i ragazzi di Conte, tanto che il risultato finale di 2-0 appare persino stretto per quanto visto in campo.
Come già detto: la doppietta del brasiliano Neres è stata solo la conseguenza di una grande prestazione collettiva, ma anche di una preparazione tattica impeccabile.
L’intensità di Hojlund appare ormai imprescindibile per questo Napoli: il danese sa abbinare la capacità fisica di tener palla spalle alla porta (aspetto enormemente migliorato da quando lavora con Conte), alla straordinaria velocità con e senza palla per chiudere con l’ottima tecnica di base di cui dispone.
I duelli vinti contro due difensori veloci e bravi in marcatura come Heggem e Lucumí ne sono la controprova: dove tantissimi attaccanti hanno faticato terribilmente, l’ex Atalanta e United ha giganteggiato, e la sua mancanza nel tabellino dei marcatori è puramente casuale.

Sugli scudi ovviamente anche la prova di Neres, MVP dell’incontro: se già conoscevamo l’incredibile velocità e bravura nei dribbling, il brasiliano ha sempre un po’ peccato nella finalizzazione, aspetto incredibilmente migliorato nell’ultimo periodo, con l’ex Benfica che viaggia con la media di un gol a partita.
La partita
Dopo un primo tempo molto positivo degli azzurri, l’unica pecca, se dobbiamo trovarne una, è quella di essere andati al riposo in vantaggio di una sola rete, con Neres che dai 25 metri piazza un tiro a giro di sinistro all’incrocio dove Ravaglia, che sfiora con la punta delle dita, poco può fare se non veder insaccarsi la sfera alle sue spalle.
Nella ripresa il canovaccio sostanzialmente rimane lo stesso: il Napoli palleggia e manda a vuoto il pressing alto di Italiano, per poi scatenare le tante frecce azzurre in ripartenza. Al 57’ arriva il gol che sa di resa: Neres intercetta un passaggio sciagurato di Ravaglia per Lucumì, si invola verso la porta e con un delicato scavetto fredda l’estremo difensore rossoblù.
Da lì la sensazione che il match non avesse più nulla da dire: per onore della competizione e della coccarda da vincitori della Coppa Italia, i ragazzi di Italiano non hanno mai smesso di crederci, ma l’approccio alla gara, restando alti con uomo su uomo, non ha mai impensierito seriamente Milinkovic-Savic, esponendoli a pericolosi contropiedi.
Il Napoli, semplicemente più forte e meglio messo in campo, ha potuto gestire la gara, facendo lentamente spegnere la fiamma di un Bologna sempre più arreso all’evidenza del fatto di aver di fronte una squadra per loro attualmente inscalfibile.