Compiuto il primo step per nei play off per la qualificazione ai Mondiali, l’Italia per scampare il pericolo della terza esclusione consecutiva deve superare l’ostacolo Bosnia. L’appuntamento è fissato per martedì 31 marzo alle ore 20.45 e benché l’avversario non sia di quelli impossibili tutti temono molto questa sfida. Il motivo sta nel fatto che, al di là della qualità tecnica, c’è il rischio di subire il peso di fantasmi ed essere condizionati psicologicamente rispetto alla totale necessità di evitare quella che sarebbe un’altra sciagura sportiva.
In caso di parità cosa succede?
Se Bosnia-Italia dovesse finire in parità al termine dei novanta minuti si procede secondo la consueta trafila prevista per le partite in campo internazionale.
Gli scenari sono due:
- Si giocano due tempi supplementari da 15 minuti, un tempo entro cui le due squadre avranno la possibilità di alterare l’eventule equilibrio
- In caso di parità di dopo i supplementari si procederà ai calci di rigore. Cinque per squadra, con la possiblità di procedere ad oltranza qualora perdurasse ulteriore parità
Bosnia-Italia: se si perde?
Il match che si giocherà in terra bosniaca sarà l’ultima occasione per entrambe le formazioni per prendere parte ai mondiali americani. Non ci saranno ulteriori prove d’appello, chi perderà sarà fuori e lo sarà definitivamente. Un epilogo che l’Italia conosce molto bene per averlo conosciuto alla vigilia delle ultime due edizioni, quando gli Azzurri persero gli spareggi prima con la Svezia e poi con la Macedonia del Nord. Quattro anni fa il ko con la formazione balcanica, impedì di andare a giocarsi l’ultimo atto per la qualificazione con il Portogallo. Quello che, invece, è riuscita a fare la squadra di Gattuso che in Bosnia ha la possibilità di scacciare un in cub
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