Per la AS Roma si chiude un’epoca. Dopo 53 anni di legame ininterrotto tra campo, dirigenza e settore giovanile, Bruno Conti ha ufficialmente detto addio al club giallorosso.
La sua storia comincia nel 1973, quando un giovane proveniente da Nettuno si presenta al Tre Fontane dopo essere stato scartato dall’Inter e aver sfiorato l’ipotesi di un futuro lontano dal calcio. La chiamata della Roma cambia tutto: da quel momento, la sua carriera si intreccia in modo indissolubile con i colori giallorossi.
Nel corso degli anni Conti diventa uno dei simboli della squadra, protagonista di stagioni storiche e di successi come lo scudetto e diverse Coppe Italia. Le sue accelerazioni sulla fascia, i dribbling e i cross precisi lo trasformano in un’icona, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Marazico”.
L’addio a Trigoria
Il momento del congedo è arrivato direttamente a Trigoria, dove Conti ha salutato società e collaboratori dopo la naturale scadenza del contratto. Poi ha tenuto un breve ma commovente discorso nel suo circolo Conti Sport Center di Anzio. Le sue parole hanno sintetizzato la decisione:
“Penso che a tutto c’è un inizio e a tutto c’è una fine“.
Nel suo intervento ha spiegato anche le motivazioni personali della scelta, legate soprattutto alla volontà di dedicare più tempo alla famiglia e alla salute dopo un periodo complesso.
“Andando via da Trigoria, e togliendo tutto quello che era di mio dal mio ufficio, c’è stata tanta emozione con tutti i dipendenti presenti – ha aggiunto -. Ho deciso questo perché a 71 anni siamo un po’ vecchi e voglio godermi veramente un po’ la mia salute, mia moglie e la mia famiglia”.
Il legame con la Roma non si spezza
Nonostante l’addio operativo, il rapporto tra Conti e la Roma non si interromperà completamente. Il club, guidato dalla proprietà statunitense, lo coinvolgerà in iniziative legate alle celebrazioni del centenario.
Un riconoscimento per una figura che ha attraversato tutte le fasi della storia recente del club: prima calciatore, poi dirigente e infine punto di riferimento del settore giovanile.
Dal 1994 in poi, Conti ha infatti costruito una vera e propria scuola di talenti, contribuendo alla crescita di numerosi protagonisti del calcio italiano. Tra questi figurano Daniele De Rossi, Alessandro Florenzi, Lorenzo Pellegrini, Matteo Politano, Gianluca Scamacca, Riccardo Calafiori, Davide Frattesi, Edoardo Bove e Niccolò Pisilli.
Il messaggio della famiglia
Tra i numerosi attestati di stima arrivati nelle ultime ore, particolare rilievo ha avuto quello del figlio Daniele, che ha voluto sottolineare il valore umano oltre che sportivo del padre:
“Papà, si chiude un capitolo immenso. Per 53 anni la Roma è stata la tua casa. Hai vinto tutto ma la verità è che il trofeo più grande lo hai vinto con noi perché oltre a essere stato un fuoriclasse assoluto nel calcio, sei un campione immenso nella vita di tutti i giorni. Orgoglioso di te, sempre”.
Una figura chiave anche fuori dal campo
Nel corso della sua lunga esperienza, Conti ha avuto un ruolo determinante anche nei momenti più delicati della storia recente del club, collaborando con tecnici e dirigenti come Luciano Spalletti e supportando la squadra in fasi di transizione complesse.
Con la sua uscita di scena si chiude una delle pagine più rappresentative della Roma moderna, ma resta un’eredità tecnica e umana che continuerà a influenzare il club ancora a lungo.
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