Champions League, il Como travolge il Lipsia e la Roma pareggia a Istanbul

Esordio da 4-1 per gli uomini di Fabregas al Sinigaglia, mentre i giallorossi di Gasperini tornano dopo sette anni e strappano l'1-1 sul campo del Fenerbahce

Tasos-Douvikas-Nico-Paz

Nessun tremore da prima volta. Il Como entra in Champions League con lo stesso passo che tiene in campionato e lascia sul prato del Sinigaglia un Lipsia ridotto ai minimi termini. Quattro gol, ritmo alto, aggressione continua: la squadra di Fabregas comanda dal primo all’ultimo minuto, tecnicamente e tatticamente.

Una notte da grandi d’Europa

Il pallone bianconero stellato al centro del campo, le sfumature di blu che avvolgono l’impianto dentro e fuori: il Sinigaglia si veste da palcoscenico continentale per il debutto assoluto dei lariani fra i grandi del continente. All’attacco dell’inno la curva esplode. Anche lei ĆØ all’esordio: tirata su in tempi strettissimi in cemento armato, l’unico materiale omologato dall’Uefa, per evitare il trasferimento al Mapei di Reggio Emilia.

Il copione: possesso, pressing, raddoppi

Fischio d’inizio e la scenografia passa in secondo piano. Il Como torna a essere il Como: palleggio in avanti, pressione altissima, raddoppi e triplicazioni sul portatore. Alla vigilia Fabregas aveva sistemato la questione in una riga: una partita come tutte le altre, da vincere.

Il canovaccio viene rispettato. I padroni di casa restano stabilmente nella metĆ  campo tedesca, mentre gli ospiti accettano il duello e provano a colpire in velocitĆ :

  • Nusa e Maksimovic larghi, pronti a partire sulle transizioni
  • Nkunku a fare il pendolino centrale fra le linee

I gol del primo tempo

Al 12′ arriva il vantaggio con una modalitĆ  ormai collaudata: azione lunga costruita da dietro, palla spostata da destra a sinistra e ritorno, avvicinamento progressivo all’area fino a individuare l’uomo libero. Tocca a Douvikas sulla destra, il cross rasoterra viene respinto male da Baku e finisce sui piedi di Baturina, giĆ  decisivo a Genova: due reti in meno di sette giorni.

Il Lipsia procede con calma ma non sparisce. Alla mezz’ora va vicino al pareggio con un doppio tentativo: prima la conclusione a giro di Maksimovic murata da Butez, poi il colpo di testa di Guiu che finisce a lato.

Il raddoppio ĆØ quasi la fotocopia del primo gol: costruzione dal basso, palla mossa da una parte all’altra in cerca del varco, questa volta con Baturina che serve centralmente Douvikas sul filo del fuorigioco. Freddo il greco davanti a Vandevoordt.

Ripresa: il Lipsia alza il possesso, il Como colpisce in ripartenza

Nel secondo tempo i tedeschi provano a fare il Como: più palleggio, più circolazione, quasi dieci minuti trascorsi nella metà campo lariana. Il risultato però è opposto a quello del primo tempo. Alla prima occasione utile i padroni di casa puniscono in transizione: Paz trova il corridoio sulla destra, Diao si infila e batte Vandevoordt per la terza volta. Un Como camaleontico, capace di cambiare pelle a seconda della situazione di gioco.

Al quarto d’ora il primo errore vero, con il pallone perso da Milla: Maksimovic accorcia le distanze sull’1-3.

I cambi di Fabregas

La reazione dalla panchina ĆØ immediata, con un triplo cambio:

  • Kean al posto di Douvikas
  • Perrone per Da Cunha
  • Kempf per Baturina

Nuovo assetto, con la difesa a tre che in fase di non possesso diventa a cinque. E, in parallelo, minuti risparmiati in vista del campionato, obiettivo primario della stagione. Due gol di scarto non bastano a mettere il risultato al sicuro: alla mezz’ora entra un terzino di ruolo a destra, Smolcic per Couto, con la squadra disposta a 5-4-1. Stessa tempistica e stesse modalitĆ  giĆ  viste nel finale di Napoli.

Il Lipsia per inerzia alza il baricentro e si scopre ancora di più. Su una ripartenza Paz si divora il gol confezionato da Kean, ma al 90′ l’argentino si fa perdonare servendo a Perrone la palla del poker: anche per lui ĆØ il secondo centro nel giro di una settimana.

Champions o campionato, il Como viaggia allo stesso ritmo.

CALCIO - UEFA Champions League - Fenerbahce vs Roma

La Roma resiste un tempo a Istanbul: 1-1 con il Fenerbahce

Cristante illude i giallorossi al 39′, Brown pareggia al 48′: Svilar e una traversa salvano la squadra di Gasperini

Si comincia con un pareggio. E su un campo come quello del Fenerbahce non ĆØ affatto un risultato da buttare. La Roma torna in Champions League dopo sette anni di attesa, sogna per un tratto di gara grazie al gol di Cristante, poi rimette i piedi per terra nella ripresa: prima il pari di Brown, quindi una serie di occasioni turche per il sorpasso. Il punto conquistato allo ÅžĆ¼krü Saracoğlu va bene cosƬ, anche perchĆ© finchĆ© KonĆ© ĆØ rimasto in mezzo al campo la squadra ha retto; senza di lui la sofferenza ĆØ aumentata sensibilmente.

L’avvio: scelte e contromosse

Gasperini punta su Rensch in fascia per irrobustire la fase difensiva. Kartal risponde cambiando modulo: dal 4-2-3-1 al 4-3-3, con l’obiettivo di chiudere le manovre giallorosse proprio sugli esterni.

Le mosse dei turchi:

  • Greenwood e Akturkoglu si invertono spesso
  • in fase di non possesso entrambi si abbassano per formare la linea a cinque
  • obiettivo dichiarato: negare alla Roma i consueti scambi in fascia tra esterni e braccetti

Sul fronte opposto SoulƩ parte centrale ma scivola con frequenza a sinistra, mentre KonƩ disputa una partita di grandissimo spessore, fatta di recuperi e intercetti.

Il primo tempo

I giallorossi impiegano un po’ a prendere le misure, complice un frastuono che trasforma lo stadio in un fattore di gara. Arrivano cosƬ le prime occasioni per Elmaz e Akturkoglu, ma in entrambi i casi Svilar dice no. Greenwood forza troppo la giocata e sbaglia qualcosa, Muriqi vive di duelli con Ndicka, KantĆ© temporeggia quando ha il pallone giusto in area.

Alla distanza esce la Roma, che ha più qualità e progressivamente prende coraggio. Gasperini aveva chiesto carattere e personalità: strada facendo li ottiene. Oltre alla prova di Koné, si vedono gli strappi in velocità di Malen e la regia ordinata di Cristante.

A metĆ  primo tempo, su uno dei tanti break del francese, Dybala ha la palla per il vantaggio ma calcia addosso a Ederson. Il gol arriva al 39′, ancora da uno spunto di Malen: Cristante si prepara la conclusione dal limite e non lascia scampo al portiere.

La ripresa: il Fenerbahce cambia la partita

Lo spartito si ribalta dopo appena tre minuti dall’intervallo. Mancini sbaglia l’uscita, Greenwood serve Brown che supera Svilar con uno scavetto: 1-1 al 48′.

Il terzino inglese diventa un pericolo permanente, con i tagli da sinistra verso il centro che mandano più volte in difficoltĆ  la retroguardia giallorossa. Il Fenerbahce ha anche l’opportunitĆ  del sorpasso: dopo uno splendido coast to coast di KantĆ©, Muriqi spreca in uscita su Svilar. Poi le chance per Greenwood e Akturkoglu, con i turchi che a tratti diventano dominanti.

Partita completamente diversa rispetto al primo tempo, anche perchƩ nel frattempo la Roma ha perso KonƩ, sostituito dopo otto minuti della ripresa: la sua assenza in mezzo pesa.

Il finale

Nel tratto conclusivo i giallorossi reclamano un paio di rigori, ma i falli su Dybala e Wesley sono entrambi fuori area. Dall’altra parte Rensch si distrae e consegna ad Aydin, appena entrato, il pallone del vantaggio: l’occasione viene sprecata all’ultimo. A salvare la Roma nel recupero ci pensa la traversa, sul colpo di testa di AkĆ©.

Finisce 1-1: su un campo così, è un punto che vale.

Redazione

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