Nella notte è arrivata la tanto temuta fumata nera: Pep Guardiola ha gentilmente rifiutato la proposta di Paolo Maldini e Leonardo per diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale Italiana.
L’allenatore spagnolo ha ringraziato per l’offerta, definendosi onorato per essere stato contattato per guidare una Nazionale così importante, ma ha spiegato di non sentirsi pronto ad assumere quest’incarico al momento.
Dopo averci riflettuto, Pep ha mantenuto la posizione presa dopo l’addio al Manchester City: vuole staccare dal calcio e prendersi una pausa, per dedicare più tempo alla famiglia e alla propria vita privata. La possibilità di guidare l’Italia lo aveva affascinato, tanto da valutare seriamente di accettare comunque l’incarico, ma alla fine hanno prevalso i dubbi.
Tra gli elementi valutati c’è anche il suo approccio molto professionale con il suo lavoro. Guardiola è un allenatore profondamente coinvolto e non avrebbe accettato un ruolo da commissario tecnico delegando ad altri decisioni che vuole prendere personalmente. L’idea di gestire la nazionale attraverso collaboratori e attività a distanza non lo convinceva: per lui un progetto deve essere seguito al 100%.
La proposta di Maldini prevedeva un approccio sul lunghissimo periodo, con un progetto della durata di anni e anni, lavorando insieme per rilanciare il calcio italiano a 360 gradi. Seppur l’ex City trovasse l’idea molto seria e interessante, ha deciso di rifiutare il ruolo nella massima trasparenza, anche per il rispetto verso la Nazionale e verso Maldini, con cui ha un rapporto di grande stima.

Ora la FIGC, Maldini e Leonardo dovranno ricorrere al piano B, rivolgendo le attenzioni su Andrea Pirlo, ora in pole position per la panchina azzurra. L’ex regista è considerato, tolto Guardiola dall’equazione, il profilo ideale per avviare una nuovo progetto, basato su idee innovative e sulla costruzione di un’identità tecnica totalmente differente rispetto al passato.
Il progetto resta fortemente orientato al futuro e con una programmazione e un obiettivo molto chiari: preparare la Nazionale ai prossimi appuntamenti con dedizione totale. Una volta scelto il nuovo CT, proprio come promesso a Guardiola, i massimi dirigenti assicureranno continuità e stabilità anche all’insorgere delle prime, inevitabili, difficoltà.
Maldini e Leonardo, qualunque sia il tecnico scelto, propongono un impiego da portare avanti con una programmazione chiara e precisa, ma eviteranno categoricamente cambiamenti repentini di fronte ai problemi, puntando sulla continuità per il bene e la crescita del movimento calcistico italiano.
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