Era una manifestazione in cui si aspettavano tanti grandi protagonisti caratterizzati dallo spiccato feeling per il gol

Non ci sarà forse la fantasia o l’estro di alcune scuole sudamericane, ma il campionato Europeo resta uno straordinario concentrato di talento. Ma soprattutto di grandi bomber, pronti a mettere la loro firma su ogni partita con il loro straordinario fiuto per il gol.

Tant’è che, alla vigilia di Euro 2024, ci si chiedeva quale sarebbe stato l’attaccante, abitualmente prolifico, che avrebbe fatto la differenza. Ad oggi però la componente che più di altre sta caratterizzando il tabellino dei marcatori della competizione non è la regolarità sotto porta degli interpreti migliori del Vecchio Continente.

Il protagonista inatteso, infatti, si chiama “autogol”. Quando ci si avvia soltanto alla fine della fase a gironi si è già arrivati a quota 7. Un trend, tra l’altro, che sembra essere sulla scia dell’ultima rassegna continentale quando furono addirittura undici le marcature frutto di infortuni difensivi e sfortunati rimpalli.

E al momento si tratta di una realtà che sta decidendo le sfide più di tutti i numeri nove o dieci. Nessuno degli attaccanti più in vista sta facendo la differenza e questo probabilmente lenirà un po’ il dispiacere per un’Italia, che ancora una volta, fa i conti con una Nazionale che manca di un centravanti che sia in grado di dimostrare di essere di livello internazionale come altri se ne sono avuti in passato.

L’Italia, tra l’altro, ha perso l’unica partita in questa competizione per effetto dell’autogol di Calafiori contro la Spagna.

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