La sconfitta contro la Svizzera resta un brutto capitolo della gloriosa storia azzura

Non è facile etichettare nel modo giusto l’esperienza dell’Italia agli Europei del 2024. Sono state tante le giornate deludenti per il calcio italiano negli ultimi anni. E se non lo sono state numericamente, sono state troppe per quella che è la sua gloriosa storia. Le mancate qualificazioni ai Mondiali ad opera di Svezia e Macedonia del Nord sono una ferita ancora aperta.

L’unico bagliore, almeno a livello di Nazionale maggiore, era stata la vittoria dell’Europeo del 2021 giocato nel 2020. L’uscita da questa manifestazione continentale ha la caratteristica però di essere parte integrante di quella che si può definire la maledizione degli ottavi di finale.

Nelle ultime tre edizione degli Europei, infatti, la squadra campione in carica ha dovuto cedere il proprio scettro nella prima parte ad eliminazione diretta. Nell’ultima edizione, quella vinta dall’Italia, il Portogallo è stato eliminato dal Belgio (1-0 il punteggio finale).

Nel 2016, invece, era toccato proprio all’Italia eliminare i campioni in carica della Spagna. Quella sfida era stata una sorta di rivincita della finale che si era giocata quattro anni prima e aveva visto la formazione spagnola aggiudicarsi il titolo.

A dimostrazione del fatto che, nelle grandi competizioni per nazionali, è statisticamente difficile imporsi per più volte consecutive. Proprio la Spagna rappresenta una grande eccezione, considerato che nel suo straordinario ciclo arrivato alla fine degli anni 10′, riuscì a vincere in serie un Europeo nel 2008, un Mondiale nel 2010 e nuovamente l’Europeo del 2012. Ma quello è stato quasi un ciclo irripetibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *