La rassegna continentale ricorda quanto la scuola italiana dei tecnici continui ad andare di moda a livello internazionale

D’accordo, a livello calcistico, l’Italia non riesce più a sfornare talenti come accadeva un tempo. Non a caso Euro 2024 si apre con gli azzurri che, nonostante siano campioni in carica, non godono dei favori del pronostico e secondo qualcuno rischiano addirittura di uscire al girone. Sarà, eventualmente, compito della squadra di Luciano Spalletti far ricredere gli scettici.

Quello che invece non cambia è la considerazione che si ha a livello internazionale delle conoscenze tecnico-tattiche dei trainer italiani. Una categoria di cui il portabandiera assoluta resta quel Carlo Ancellotti che sta scolpendo il suo nome nella leggenda a suon di successi con il Real Madrid, dopo aver vinto praticamente ovunque.

L’Italia, tra l’altro, è una di quelle nazionali che si è praticamente sempre affidata a tecnici autoctoni. Adesso ha al timone un tecnico esperto e che ha dimostrato di saper fare grandi cose come Luciano Spalletti. Tuttavia, ci sono altre selezioni che hanno scelto di puntare su un allenatore italiano.

Domenico Tedesco dal 2023 è l’allenatore del Belgio. Nato a Rossano Calabro, ha vissuto l’adolescenza in Calabria prima di trasferirsi con la famiglia in Germania. Laureato in Ingegneria Gestionale, ha mosso i primi passi da tecnico in terra tedesca arrivando fino alle giovanili dello Stoccarda e dell’Hoffenheim. Da lì in avanti, il tecnico classe 1985, ha guidato lo Schalke 04, lo Spartak Mosca, il Lipsia e dal 2023 è al timone del Belgio. Parlare di scuola italiana per lui forse può essere azzardato, ma il passaporto non mente.

Chi, invece, non ha bisogno di presentazioni è ovviamente Vincenzo Montella. Tutti hanno ben chiara la sua carriera da calciatore e anche da allenatore, considerato che a lungo ha guidato anche squadre italiane. Adesso guida la Turchia dal 2023, dopo aver fatto molto bene in terra turca a livello di club con l’Adana Demirspor.

Marco Rossi è, invece, il commissario tecnico dell’Ungheria dal 2018. Ex terzino sinistro, il tecnico classe 1964 ha avuto una buona carriera giocando anche in Serie A e militando in club importanti come Brescia e Sampdoria. A livello di club ha alelnato soprattutto in Serie C, prima di trasferirsi in Ungheria nel 2012. Sei anni prima di sedere sulla panchina della nazionale.

A guidare la Slovacchia c’è invece Francesco Calzona (classe 1968). Negli ultimi mesi ha avuto modo di guidare anche il Napoli, dove è tornato dopo essere stato vice proprio di Luciano Spalletti. Ha avuto una carriera sopratutto da secondo, prima di iniziare la sua avventura alla guida della selezione slovacca dal 2022 dove ha ottenuto la qualificazione all’Europeo.

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