L’assenza di una società dalla Champions League significa un grave danno per un club. A livello economico perché gli introiti sono sempre alti, ma soprattutto a livello d’immagine. Il discorso vale all’ennesima potenza per una squadra che fino a pochi anni fa aveva scalato le vette europee e mondiali, assicurandosi simpatie praticamente in ogni parte del globo. L’idea di non vederla nella massima competizione continentale era quasi difficile da accettare, ma adesso l’incubo si può dire sia finito.
Chi torna in Champions League
Il riferimento è al Manchester United che nello scorso fine settimane, con una vittoria ad Old Trafford sul Liverpool (3-2), ha staccato il pass per l’accesso alla Champions League. Da dove mancava esattamente da due stagioni.
Il ritorno tra le big d’Europa è un processo su cui si danno i meriti a Michael Carrick. L’allenatore, che ha un passato anche da calciatore dei Red Devils, ha favorito la rimonta in classifica di una squadra che sembrava avviata a vivere un’altra stagione difficile nel solco delle ultime. Il terzo posto non è sicuramente il massimo che lo United ha conquistato nella sua storia, ma rappresenta un grande traguardo se si considera l’andazzo che aveva preso nelle ultime stagioni.
Nelle 14 gare in Premier con Carrick il Manchester United ha messo insieme 10 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. La media è di 2,29 punti a partita, superiore a chi oggi guida la classifica del campionato inglese.
Nuovo punto di partenza per il Manchester United
Partecipare alla Champions League può rappresentare l’inizio di un nuovo percorso. Non fa la differenza forse come e quanto per una squadra italiana, ma parteciparvi amplia i margini di manovra sul mercato grazie agli introiti che derivano dalla partecipazione. Uno United che dovesse rafforzarsi e ritrovare la propria identità potrebbe tornare ad essere protagonista sulla scena europea.
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