L’attaccante che ha deciso la sfida del Gruppo G è nato nel paese africano. Dopo la rete ha deciso di non esultare

Una storia che nessuno avrebbe immaginato di scrivere, quella di Breel Embolo. Nato a Yaoundé, quasi due milioni di abitanti al centro del Camerun, di cui è la capitale. Dopo aver lasciato l’Africa nel 2003 insieme alla madre e al fratello, ha preso la cittadinanza svizzera e proprio per la Svizzera ha deciso di giocare, rendendo omaggio al paese che lo ha cresciuto ed accudito.

Lo strano destino ha voluto che Embolo, oggi in forza al Monaco, dopo le esperienze al Basilea, Schalke 04 e Borussia Monchengladbach, oggi sfidasse il suo Camerun nella prima gara del Gruppo G di Qatar 2022. E lo stesso destino ha voluto che proprio Embolo decidesse la sfida con un gol su assist di Shaqiri. Lui però non ha dimenticato le sue radici, per questo non ha esultato per rispetto di uno dei suoi paesi.

L’attaccante classe 1997 si sente “svizzero al 60/70”, come da lui dichiarato tempo fa, ma il Camerun lo ha dentro al cuore. Già a 19 anni (oggi ne ha 25) aveva avviato una sua fondazione benefica. Lo scopo della charity è sostenere i bambini più svantaggiati in Svizzera, Camerun e Perù (nazione della sua mamma). Inoltre il suo idolo si chiama Samuel Eto’o, quell’Eto’o che da poco è presidente della federazione calcistica nazionale camerunense e che oggi era in tribuna ad assistere alla sconfitta dei suoi.

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