Lioneli Messi e Cristiano Ronaldo, con le loro statistiche, hanno riscritto tanti record. Hanno inoltre sdoganato l’idea che un calciatore possa segnare un numero di gol tale da essere pari o superiore al numero di partite giocate. Questo significa che, in media, ogni squadra che li ha a disposizione può giocare ogni partita come se avesse un gol di vantaggio sugli altri. Un’esagerazione che serve a rendere l’idea di quanto un fuoriclasse prolifico sia in grado di spostare gli equilibri nel diretto confronto con avversari che magari non possono contare sulla stessa fortuna.

Andando, però, ad analizzare la classifica dei marcatori nei maggiori campionati europei 2023-2024 si scopre che, al 17 gennaio, mediamente ogni nazione ha un bomber mattatore in grado di avere numeri analoghi. Un fatto che non accadeva così spesso in passato e ognuno può farsi un’idea: sarà merito dei nuovi attaccanti che hanno qualità in grado di far registrare statistiche spaventose? O di difensori meno arcigni di un tempo?

Questi sono quesiti a cui possono rispondere i maggiori filosofi del calcio. Di certo ci sono però i numeri. E si può iniziare dalla Serie A, dove Lautaro Martinez ha realizzato 18 gol in 18 partite.

Solo leggermente peggio l’attaccante del Manchester City Haaland: per lui 14 centri in 15 partite. Chi, invece, fa meglio è Kane che nel Bayern Monaco ha bucato le porte avversarie in Bundesliga per 22 volte in 16 apparizioni. Sono di più i gol delle presenze anche per Mbappè: 19 volte a segno, a fronte delle 17 apparizioni.

Il paradosso forse è che oggi sia la Liga il campionato dove c’è la maggiore e ordinaria discrepanza tra partite giocate e gol. La migliore statistica è infatti di Bellingham che ha fatto centro in 13 occasioni in 17 gettoni di presenza. In passato avveniva che proprio lì gli attaccanti avessero maggiore possibilità di segnare tanto.

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