Il nuovo corso della Federazione Italiana Giuoco Calcio FIGC, guidato da Giovanni Giovanni Malagò, si apre con una serie di priorità che intrecciano riorganizzazione sportiva e interventi normativi. L’obiettivo dichiarato è rilanciare il sistema calcio italiano dopo anni di risultati deludenti a livello internazionale e una crescente distanza dalle principali potenze europee.
Una nuova figura tecnica al centro del progetto
Tra le prime mosse allo studio c’è l’introduzione di un direttore tecnico federale, figura ritenuta centrale per ricostruire il collegamento tra vertice federale e area sportiva delle Nazionali. L’idea è quella di creare un ruolo intermedio stabile tra la presidenza e il commissario tecnico della Nazionale maggiore, con competenze sia gestionali sia tecniche.
In questo contesto, i profili più discussi sono quelli di Paolo Maldini e Frederic Frederic Massara, entrambi considerati figure con esperienza calcistica e capacità dirigenziale. L’eventuale scelta, tuttavia, è ancora in fase di valutazione e non è imminente.
La scelta del commissario tecnico e il ruolo del Club Italia
Solo dopo la definizione del direttore tecnico si entrerà nel vivo della nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale. L’intenzione è evitare decisioni affrettate, puntando su un processo condiviso e strutturato che coinvolga più livelli della Federazione.
Parallelamente, si valuta anche un riassetto interno del Club Italia, con possibili nuovi incarichi per figure di esperienza come Sara Gama e Luca Bergamini, nell’ottica di rafforzare la governance tecnica delle nazionali giovanili e femminili.
Continuità e discontinuità con la gestione precedente
Il nuovo progetto non parte da zero. Malagò ha infatti manifestato l’intenzione di non cancellare completamente il lavoro impostato dal suo predecessore Gabriele Gravina, ma di intervenire dove ritenuto necessario per correggere criticità strutturali.
Tra i punti centrali individuati vi è la mancanza di una figura tecnica di raccordo stabile, considerata da diverse componenti del sistema calcio come uno degli elementi che hanno indebolito la continuità progettuale delle Nazionali.
Il dialogo con il governo e le riforme economiche
Accanto alla riorganizzazione sportiva, il nuovo presidente prepara anche un confronto diretto con le istituzioni governative per affrontare temi fiscali e regolatori che riguardano il calcio professionistico.
Tra le priorità figura il ripristino di misure simili al cosiddetto incentivo fiscale per l’ingaggio di calciatori stranieri, la revisione delle norme sulla pubblicità legata al settore delle scommesse e la possibile destinazione di una quota dei ricavi del betting al sistema calcistico.
L’idea complessiva è quella di generare nuove risorse da reinvestire in due ambiti considerati strategici: settori giovanili e infrastrutture sportive, con l’obiettivo di rendere il calcio più accessibile e competitivo.
Il nuovo ciclo federale si presenta dunque come un equilibrio tra innovazione tecnica e interventi strutturali, con l’ambizione di ridisegnare il futuro del calcio italiano su basi più solide e sostenibili.
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