Giovanni Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio FIGC. L’elezione è arrivata senza sorprese dall’Assemblea federale riunita a Roma, dove l’ex presidente del CONI ha ottenuto una netta affermazione con il 68,58% dei consensi, superando Giancarlo Abete, fermo al 29,17%.
Il voto ha certificato una vittoria ampia, maturata all’interno di un contesto complesso per il calcio italiano, ancora alle prese con l’assenza della Nazionale dalla fase finale di un grande torneo mondiale e con la necessità di rilanciare l’intero movimento.
Un’elezione attesa e una Federazione in transizione
La candidatura di Malagò era considerata favorita già alla vigilia, ma il risultato finale ha superato le aspettative iniziali, avvicinandosi alla soglia del 70%. L’Assemblea si è svolta al Rome Cavalieri Hotel di Roma, con la partecipazione della quasi totalità dei delegati federali.
La fase che si apre segna una svolta per il calcio italiano, dopo mesi di riorganizzazione interna seguiti alle dimissioni e ai cambi ai vertici tecnici e istituzionali, tra cui quello dell’ex commissario tecnico Gennaro Gennaro Gattuso e del presidente uscente Gabriele Gabriele Gravina.
Le parole del nuovo presidente
Nel suo primo intervento da numero uno della Federazione, Malagò ha sottolineato il valore del consenso ottenuto e la complessità del percorso elettorale.
Ha dichiarato:
“Certo che sono contento! Tutto quello che veniva al di sopra del 61% era importante: solo un presuntuoso poteva pensare che ognuna delle componenti che aveva detto di appoggiarmi mi votasse all’unanimità, qualcuno infatti penso si sia astenuto, a partire dalla Serie A”.
Un passaggio che evidenzia anche le dinamiche interne al sistema calcistico italiano, caratterizzato da equilibri tra Leghe, associazioni e componenti federali.
Dal fronte opposto, Abete ha commentato il processo elettorale con toni critici:
«È stato sbagliato il percorso che ha portato a queste elezioni. I nomi non hanno permesso di parlare dei problemi e dei programmi. È stato sbagliato il metodo. Serviva riflessione diversa, capire perché col 98% dei voti non si sia arrivati ad un progetto, ad un traguardo».
Un profilo di lunga esperienza nello sport italiano
La carriera di Malagò si sviluppa da oltre vent’anni ai massimi livelli dello sport nazionale e internazionale. Dopo l’esperienza come presidente del Comitato organizzatore degli Internazionali di tennis di Roma, ha guidato il CONI per tre mandati consecutivi dal 2013 al 2025, entrando anche nel Comitato Olimpico Internazionale CIO.
Negli ultimi anni ha ricoperto inoltre ruoli di rilievo legati all’organizzazione dei grandi eventi sportivi, consolidando un profilo manageriale che ora approda alla guida della FIGC.
Le sfide della nuova gestione
La nuova presidenza arriva in una fase delicata per il calcio italiano, chiamato a rilanciarsi dopo l’ennesima esclusione dalle principali competizioni internazionali. L’obiettivo dichiarato sarà costruire un percorso stabile verso i prossimi appuntamenti europei e mondiali, in un contesto che richiede riforme strutturali e maggiore competitività.
Resta ora da capire quali saranno le prime mosse della nuova governance e come verranno ridefiniti gli equilibri interni alla Federazione.
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