Spagna-Argentina 1-0 (d.t.s.)
La Spagna torna sul tetto del mondo per la seconda volta nella sua storia, bissando il successo del 2010. A decidere la sfida del MetLife Stadium di New York è Ferran Torres al 106’ nei tempi supplementari, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari.
Dopo una difesa strenua durata quasi due ore, l’Argentina si deve arrendere alla superiorità degli avversari, che hanno macinato gioco e lavorato ai fianchi della squadra di Scaloni per tutta la durata dell’incontro.
Uno dei punti di svolta del match è stata l’espulsione di Enzo Fernandez al 93’, con l’Albiceleste che già in undici faceva fatica a contenere gli iberici e che in dieci uomini si è di fatto consegnata agli avversari.
Poco, troppo poco quanto creato dalla squadra di Scaloni, che non è mai riuscita, in 120 minuti, a creare veri pericoli davanti.
Lionel Messi, ingabbiato per tutto l’incontro, non è riuscito mai ad inventare la giocata e, fermato lui, la Spagna ha avuto poco da temere in difesa.
Le Furie Rosse iniziano meglio e impongono il proprio gioco fin dai primi minuti. L’Argentina, alle corde, fatica a recuperare palloni e a costruire azioni offensive, mentre gli spagnoli sfiorano il vantaggio a più riprese con Cucurella e Laporte. La prima frazione si chiude comunque senza reti, anche a causa della solidità difensiva dell’Albiceleste.
Nella ripresa la Spagna continua a dominare il possesso e crea diverse occasioni con Dani Olmo e Ferran Torres. L’Argentina prova a resistere con molta attenzione e grazie alle parate del Dibu Martinez, sempre attento, che mantiene viva la speranza dei sudamericani fino ai supplementari.

Durante l’extra time la pressione spagnola aumenta ancora e, dopo alcune occasioni fallite e un gol annullato, arriva il gol che sblocca l’incontro, con Nico Williams che di testa serve un assist al bacio a Ferran Torres, che tira una staffilata sotto la traversa e firma la rete del vantaggio.
Nel finale l’Argentina le tenta tutte, ma l’inferiorità numerica si fa sentire e, nonostante la forza della disperazione, riesce a creare solo una vera palla gol, su cui Cubarsí è perfetto e spazza in angolo.
Al triplice fischio si accendono gli animi, con vari battibecchi e spinte tra Eric Garcia, Paredes, Molina, Otamendi e Rodri.
Brutto gesto degli argentini anche durante la premiazione, quando i giocatori dell’Argentina si sono voltati dando le spalle alle Furie Rosse proprio mentre Rodri stava sollevando la Coppa del Mondo.

Finisce così anche il sogno del bis iridato per Leo Messi, presumibilmente all’ultima apparizione con la maglia dell’Albiceleste.
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