Sky ha avviato una richiesta di risarcimento danni da ben 1,9 miliardi di euro contro Tim e Dazn per l’accordo sui diritti televisivi della Serie A nel triennio 2021-2024.
L’azione legale è stata depositata al Tribunale di Milano dopo la conclusione del lungo iter giudiziario e amministrativo che ha coinvolto Antitrust, Tar e Consiglio di Stato.
Alla base della vicenda c’è l’intesa siglata nel 2021 tra Tim e Dazn, relativa alla distribuzione delle partite del campionato. Secondo l’Antitrust, l’accordo avrebbe limitato la concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni e della pay tv, favorendo Tim attraverso un’offerta esclusiva che combinava connettività, TimVision e contenuti Dazn.
Questo avrebbe impedito agli altri operatori di associare ai propri servizi i diritti della Serie A. Nel 2023 l’Agcm aveva già evidenziato i possibili effetti anticoncorrenziali dell’intesa, sottolineando però che le clausole contestate furono sospese nell’agosto 2021 e successivamente eliminate con un nuovo contratto.
Dopo i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, l’Antitrust ha infine ridefinito il periodo dell’intesa contestata, dal gennaio 2021 all’agosto 2022, confermando le sanzioni: 3,6 milioni di euro a Dazn e circa 760 mila euro a Tim.
Secondo le ricostruzioni di Reuters, Sky sostiene di essere stata esclusa dal mercato e chiede quasi un miliardo di euro per i mancati ricavi. La cifra complessiva sale a quasi due miliardi includendo interessi e presunti danni d’immagine. Al momento però, le parti in causa non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla notizia.
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