L’argentino taglia un traguardo importante sia a livello personale che nel percorso calcistico

A 30 anni sei ancora giovane, ma non giovanissimo. Quando, però, fai un calciatore nella migliore delle ipotesi ti sei già lasciato alle spalle un 50-60% di carriera. Arrivati a questo traguardo per chi guarda il calcio diventa quasi automatico guardarsi un po’ indietro e scoprire come sono andate fino ad ora le cose. Accade così anche per Dybala: nato a Laguna Larga (Argentina), il 15 novembre 1993.

Nella sua vita ci sono già undici anni e stagioni d’Italia. Ha giocato in Serie B ed in Serie A, al Sud (Palermo), al Nord (Torino) e al Centro (Roma). Una traccia italiana ormai evidente, che in realtà trovava riscontro in un passaporto che gli avrebbe permesso anche di indossare l’azzurro. Lui, però, si è sempre sentito argentino ed è arrivato a mettere insieme 38 presenze e 3 reti con l’albiceleste. Numeri non esaltanti per un talento come il suo, ma in una nazione dove è difficile emergere considerata la sconfinata mole di talento che viene prodotta a quelle latitudini.

Di cose importanti, in realtà, ne ha fatte anche tante. Arrivato al Palermo dall’Instituto è stato una stella che ha brillato nella squadra che nel 2014 riportò il Palermo in Serie A dopo un solo anno di cadetteria. Ebbe pure il tempo di andadre in doppia cifra in Serie A con i rosanero prima di chiudere il triennio in in Sicilia. Dopo il suo passaggio alla Juve si confidava potesse nascere un talento di livello internazionale e le statistiche dicono che non ci si trova di fronte ad un talento comune: 293 partite, 115 gol in sette stagioni alla Juventus. Momenti di grande esaltazione con paragoni scomodi con Del Piero, e Messi, ma mai una consacrazione definita a livello internazionale.

Gli infortuni non lo hanno aiutato. Si sta pur sempre parlando di un calciatore che è il nono realizzatore di sempre di un club di livello mondiale come la Juventus. Le sue reti, tanto per intendersi, sono state le stesse di Roberto Baggio. Non a caso Roma l’ha accolto come un top player assoluto e la missione dei 30 anni sarà quella di trascinare la Roma verso una dimensione più importante di quella avuta nell’ultimo periodo.

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