Il giovane tifoso della Svizzera, inquadrato più volte durante la storica partita contro la Francia ad Euro 2020, ha fatto il giro del mondo

Un istante. Un’immagine. Un’emozione. Anzi, per dire la verità più di una. Il vortice emotivo che ha travolto Luca Loutenbach durante Francia-Svizzera non è passato inosservato. Già. Passare inosservato. Era quello che voleva, Luca. Dal Cantone Giura alle tribune della National Arena di Bucarest il passo non è poi così breve. 2.000 chilometri, metro più metro meno, per inseguire un sogno. Uno di quelli che si hanno da bambini, se il pallone rappresenta qualcosa più di una sfera da prendere a calci. Che la sua Svizzera potesse scrivere la storia poteva sognarlo, forse non immaginarlo. Eppure il calcio è bello per questo. I campioni francesi che si arrendono davanti al piccolo popolo svizzero, sorretto dalle manone di Sommer, che di piccolo ha fatto diventare Mbappè. Uno che forse, un giorno, potrà essere anche il più grande di tutti. Ma prima di arrivare lì, a quell’esultanza partita da dentro, la partita di Luca ha vissuto attimi indimenticabili.

Succede che la regia internazionale dell’evento lo prende di mira. Ragazzo giovane, passionale, barba curata, cappello e maglietta d’ordinanza nazional popolare. E’ il tipo giusto da inquadrare nei momenti chiave del match, se non vuoi limitarti a mostrare la bellezza locale o se non trovi in tribuna qualche parente dei calciatori. Il regista la sa lunga. Perché un’immagine ha bisogno di raccontare qualcosa, non è solo un frame messo lì per caso. E Luca raccontava tanto in quei momenti. Raccontava le emozioni di un popolo. Quello svizzero. La partita lo ha portato dapprima a disperarsi. Il rigore fallito da Rodriguez ed i gol francesi, d’altra parte, facevano presagire il peggio. Poi, come detto, l’esultanza finale per la vittoria ai rigori. Tra i due frame, via cappello e maglietta. Alla fine è ricomparso sulle televisioni di mezzo mondo a petto nudo, festante ed esultante come probabilmente erano tutti i suoi connazionali.

La vita del giovane Luca, in quel momento, è un po’ cambiata. Lui spera in fretta di tornare alla consueta tranquillità del suo Cantone, ma intanto sul web è diventato virale. I meme con le sue due espressioni (disperazione e gioia) hanno fatto il giro di una marea di smartphone. Il telefono gli squilla di continuo. Una compagnia aerea gli ha pagato il biglietto per volare ad assistere alla sfida con la Spagna (stavolta, ai rigori, è finita peggio) e pure l’Ufficio del Turismo svizzero gli ha offerto una vacanza gratuita alla fine dell’Europeo, per una destinazione a sua scelta. Insomma, per la tranquillità c’è tempo. Adesso Luca può continuare a godersi il momento magico, grazie alla sua passione. Ed al guizzo di un regista a cui dovrebbe, almeno, offrire una birra.

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